BANCHE ITALIANE: i tre rischi sistemici
In questi giorni si parla molto di Atlante, il fondo salva banche (possiamo definirlo così) che ha la doppia finalità: quella di venire a sostegno degli aumenti di capitale necessari per rimettere in sesto alcuni istituti di credito, e poi con la cifra che avanza, intervenire anche a favore del mercato dei cosiddetti NPL o crediti deteriorati.
Ma, tengo a sottolinearlo, non pensiamo che, anche nella eccezionale ipotesi in cui il fondo Atlante (grazie all’iniezione di nuovi capitali, più un utilizzo sfrontato della leva finanziaria) sia sufficiente a tamponare al falla dei crediti deteriorati, i problemi per le banche italiane siano terminati.
Purtroppo quello dei NPL è solo un aspetto del problema.
Infatti le componenti del cosiddetto “rischio sistemico” devono essere cercate anche in altri fattori. Innanzitutto la quantità di titoli di stato presenti nei bilanci delle banche italiane, e poi il volume di titoli bancari detenuti dalle stesse.
Il grafico qui sotto vi illustra il motivo per cui questi numeri possono rappresentare un “rischio sistemico” per il sistema finanziario italiano.
Le tre fonti di rischio sistemico per le banche italiane
Semplicemente è una questione di volumi. In tutti i tre i casi (Bond bancari, Debito pubblico e NPL) le banche italiane viaggiano ad una media pari a circa 3 volte quella dell’Eurozona.
Ciò significa essere soggetti a molta più volatilità rispetto alla media europea. E vendendo l’andamento delle banche italiane in borsa, credo lo abbiate già capito.
Quindi il buon Padoan può serenamente continuare a martellare sulla solidità delle banche, ma non è tutto così semplice. E sopratutto la strada da fare per mettere il sistema “in sicurezza” è ancora molto lunga. La chiave di tutto sarà secondo me sopratutto politica. E su questo…riprendetevi il post di stamattina…
Sbagliato parlarne in Ue, va discusso in Comitato Basilea (Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 19 apr – “Qual e’ lo stato del dibattito in Europa: andro’ all’Ecofin informale nel fine-settimana, presieduto dall’Olanda, c’e’ un tema sul tavolo dei ministri cioe’ quali sono i passi successivi da fare sull’Unione bancaria e c’e’ un tema posto proprio dalla presidenza olandese che a me preoccupa molto, cioe’ che una banca non puo’ detenere oltre un limite il debito di un paese. Noi siamo fortemente contrari ed e’ sbagliato che sia affrontato a livello europeo, va affrontato in termini globali perche’ e’ un problema globale, quindi nel Comitato di Basilea”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rispondendo alle domande dei parlamentari delle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
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