Banche italiane: il nuovo elefante nella stanza
Troppe le incongruenze tra la realtà dei media e quella effettiva. E da Londra arriva un monito: il sistema bancario italiano DEVE essere aiutato. Ma come?
A volte mi sembra veramente di vivere in un mondo parallelo. Da una parte la mia visione, che è certamente personale e discutibile ma, secondo il mio punto di vista, abbastanza coerente con la realtà.
Dall’altra parte invece trovvo tutto quel teatrino che il sistema vuole propinarci. Questa volta non ce l’ho con la FED di Bernanke, che nel suo progetto quantomeno aggressivo, ha comunque avuto nel breve degli effetti positivi tangibili. Basta guardare la borsa USA per rendersene conto.
Ma ce l’ho, tanto per cambiare, con la nostra classe politica. E mi chiedo se è proprio una questione di inettitudine oppure di comportamento doloso volto a distorcere dagli occhi dei cittadini la realtà dei fatti.
Ascolti le parole di Visco e Saccomanni, e ti senti rassicurato sulle condizioni di salute dell’Italia e delle banche italiane. Poi però loro stessi si rendono conto dello stato di difficoltà del sistema e ammettono che in fondo qualche problemino c’è.
Oggi l’Economist, via Ambrose Evans-Pritchard, se ne esce con un’affermazione che di certo non può non preoccupare.
Sovereign strategist Nicolas Spiro says Italy is damned if it tightens, and damned if it doesn’t: failure to make austerity cuts leaves public debt on a untenable debt trajectory, but pushing the cuts too far are self-defeating. “Nobody knows where the balance lies,” he said.
“Italy is shielded from a debt crisis for now because Italian banks are holding the fort, buying most of the bonds. But this creates a ‘doom loop’. The risk is that the sovereign state could drag down the banking system, and we are already seeing a major erosion of their asset quality. The Italian banks are now the elephant in the room.” (Source)
Ovvio quanto drammatico. Ora il debito pubblico è in situazione di controllo. Ma è palese il fatto che ormai, essendo i BTP proprio in pancia per volumi considerevoli nelle banche italiane, in Italia il rischio banca e il rischio paese sono parificati. E il debito pubblico potrebbe portare nel limbo il sistema bancario italiano che, su questo giornale, viene definito “il nuovo elefante nella stanza dei cristalli”.
Un paragone che spiega in modo abbastanza realistico il momento difficile e “fragile”.

…mentre le banche straniere fuggono dall’Italia…anzi, sono già fuggite da un po’…

Però il tutto “cozza” con l’entusiasmo di Visco: graduale miglioramento in corso, ci dice. Poi però scopriamo tramite l’Istat che il PIL per il 2013 sarà al -2.1%,
Ma non eravamo fuori dalla crisi?
La verità sullo spread BTP Bund

E non continuiamo a guardare solo lo spread. E’ un errore, lo spread è condizionato non solo dal rischio paese ma anche dal rischio volatilità della curva dei tassi.
Sicuramente potrebbe ritornare più utile valutare lo spread 10yr tra Italia e Spagna vs Bund.

Ovviamente l’Istat ci dà un’immagine del passato, ma del futuro non abbiamo certo grandi certezze. Purtroppo le nostre problematiche di bilancio e il nostro debito sono tematiche ben note a tutti…
Tetto 3% deficit PIL. Sarà mantenuto, anzi no…

Già, il bilancio…ma verrà rispettato il benedetto tetto del 3%? Prima ci dicono di si, anzi, garantita non più di quota 2.9%. Poi arrivano i primi dubbi. Inizia ad essere difficile negare l’evidenza. E poi l’ammissione, forse non verrà mantenuto. Ma come dice Saccomanni, non c’è da preoccuparsi, sarà una fuoriuscita marginale.
E poi le banche. Già abbiamo detto sopra: Visco elargisce sicurezza. Poi pian pianino, oltre al caso MPS, salta fuori il caso Banca Marche assieme alla voragine di Carige. E allora? Ecco che Visco corregge il tiro. Forse proprio tutto benissimo non va. Meglio ricapitalizzare.
Ma chi oggi ricapitalizza?
Chi è disponibile a farlo? Con quali prospettive?
Certo è che le banche stanno facendo pulizia, concedendo nulla alle aziende e portando a costi situazione difficili (infatti le insolvenze salgono sempre di più anche per causa della crisi).
Però questa situazione sta mettendo le banche in forte difficioltà. La qualità dei loro bilanci è sempre più relativa. Le perdite sono sempre più forti, perdite che vanno a rosicchiare il capitale proprio: peccato che in questo momento il sistema chiede alle banche esattamente il contrario, ovvero RICAPITALIZZARE, aumentare il core tier 1.
E guardate le ridicole valutazioni di price/book value delle nostre banche a PiazzAffari…

Mi sembra che il sistema sia entrato in un vicolo cieco. Dice bene l’Economist, le banche italiane rischiano di essere veramente il nuovo elefante nella stanza dei cristalli. E siccome lo stato italico di certo NON ha grandi risorse da destinare per il sostegno al sistema finanziario, chi pagherà dazio?
STAY TUNED!
DT
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