Before the bell: istruzioni per l’uso (da leggere)

Qual è il rating dell’Italia, perché siamo in una guerra finanziaria e cosa occorre leggere.
E’ stato un week end molto intenso, dove ci siamo riposati poco e dove abbiamo approfondito molto diverse tematiche. Ovviamente il downgrading massivo di venerdì sera è stato l’elemento chiave del week end, una presa di posizione che era attesa ma che ha sorpreso tutti sia per la dimensione (nove stati downgradati) e per la profondità (l’Italia catapultata nel girone di “serie B” con il rating BBB+ condito ad un avvertimento di ulteriore downgrading).
RATING Italia
E se devo essere sincero, è proprio questa minaccia che mi inquieta e mi fa arrabbiare. Si, perché con l’impegno italiano nell’abbattimento del debito e nella sistemazione dei conti, che tutti hanno definito STRAORDINARIO, trovo quanto mai inopportuno questo tono minaccioso.
Che ci sia dietro molto di più di un semplice giudizio creditizio? Che ci sia dietro la speculazione e le grandi banche USA? Che ci siano degli interessi molto più grandi? Che ci sia in atto una vera e propria GUERRA FINANZIARIA e valutaria, una guerra silenziosa, ma non per questo meno devastante economicamente?
Io non ho dubbi.
Questa E’ GUERRA FINANZIARIA.
Anche perchè, come ricordato in passato proprio su questo blog, le agenzie di rating sono TUTTO tranne che indipendenti.
Riprendetevi la GUIDA per l’investitore oppure tutto quanto scritto in passatosui RATING.
E se proprio non vi ricordate, eccovi un piccolo ripasso su chi comanda in S&P, la società di McGraw Hill che sta contribuendo alla crisi europea.
Ovvero chi comanda le società di rating sono proprio le banche. Conflitto di interesse palese? Assolutamente si.
E visto che il week end è stato ricco di articoli ed avvenimenti, vi consiglio di buttare un occhio a quanto scritto. Credo ne valga la pena….
Venerdì nero: tra downgrading massivi e default Grecia
Scala dei Rating: tutti i giudizi di Standard And Poor’s (S&P)
Dopo il downgrading rischio sell off per i bond Italiani. Ecco perché!
Bolla Immobiliare e Cina: la differenza tra qualità e quantità
UPDATE ESPLICATIVO:
Leggiamo con attenzione le motivazioni del downgrading…
«E’ nostra opinione che le limitazioni alla flessibilità monetaria imposte dall’appartenenza all’Eurozona non siano adeguatamente controbilanciate da altre politiche economiche per evitare l’impatto negativo sul merito di credito che i membri dell’Eurozona stanno al momento a nostro avviso affrontando. La solidarietà finanziaria tra stati membri ci appare insufficiente per impedire prolungate incertezze di funding». «Specificamente, riteniamo che gli attuali strumenti di gestione della crisi possano non essere adeguati a ripristinare una durevole fiducia nel merito di credito di grandi membri dell’Eurozona, come Italia e Spagna. Né pensiamo che essi [gli strumenti attuali] siano in grado di instillare sufficiente fiducia nella capacità di questi sovrani a risolvere i potenziali stress finanziari nelle loro giurisdizioni»
Il problema NON è la recessione per S&P ( il che è cmq opinione ampiamente condivisibile quella di vedere la bassa crescita come elemento di pericolo per l’economia italiana). E se mi permettete, sottolineo che NON E’ NEMMENO la politica italiana il problema.
Anzi…è chiarissimo che il problema e’ l’EUROZONA, che non è credible, non è coesa, non è unita.
QUINDI il downgrading di S&P è un atto di accusa all’EUROSISTEMA prima di tutto. Altre spiegazioni sono secondo me NON CORRETTE o restano comunque incomplete se non considerano questi elementi che restano per me molto evidenti.
Stay Tuned!
DT
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