BOND ed EQUITY: ecco i detonatori che potrebbero far esplodere la vera correzione dei mercati

6 Maggio 2015 10:00

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Parlavamo di mercato unidirezionale. Bene, ne avete avuto la prova.
Giù il mercato azionario, giù il mercato obbligazionario e massima allerta sui mercati emergenti.

E proprio su quest’area mi preme sottolineare il commento importante del CEO di Aberdeen, una società che tradizionalmente è molto forte proprio su questo segmento di mercato, il quale vede l’arrivo di forti deflussi proprio da quei mercati.

Un quadro già visto in passato, nemmeno troppi mesi fa, con esiti pesanti proprio per tutti i mercati di quell’area, azionari ma soprattutto obbligazionari e valutari.

Si fanno, per ora, solo le PROVE GENERALI. Ecco i detonatori VERI…

Che i mercati fossero in bolla è un fatto noto. Ci voleva il detonatore. E questo detonatore è arrivato, e forse è anche più di uno.
Però il detonatore doveva essere per certi versi inatteso e difficilmente “correggibile” dalle forze oscure guidate dalle banche centrali.
Quindi tutta colpa del rischio Grexit?
I dati macroeconomici in arrivo da Atene sono sempre più preoccupanti. Anche se si troverà una soluzione ormai tutti hanno capito che sarà un rattoppo e che per la Grecia non c’è via d’uscita.
Ci vuole una presa di posizione forte, per risolvere in modo radicale un problema irrisolvibile con le mezze misure.
Il pericolo è sempre il rischio contagio. In molti lo vedono come un rischio irrilevante.
Falso.
Bisogna fare i conti non solo con le dimensioni (risibili) dell’economia greca, ma con tutto quello che comporta, senza poi dimenticare la speculazione.
Girano voci parzialmente tranquillizzanti, ma ormai il giorno clou è lunedi prossimo, quando a Bruxelles si riuniranno i 19 ministri dell’Eurozona.

“Il Fmi non ha premuto per un taglio del debito di larga scala della Grecia al summit dell’Eurogruppo di Riga”. Lo afferma lo stesso Fondo in una nota. “La Grecia – si legge ancora – potrebbe aver bisogno di più finanziamenti se gli obiettivi virano rispetto al 2012”. Il governo di Atene ha giustificato le sue mancate riforme puntando il dito sulle presunte differenti strategie seguite dall’Ue e dal Fmi. (Source) 

Dite che questa news è positiva? In realtà non lo è perché la soluzione del FMI (concessione del prestito promesso da 7.2 miliardi) sarebbe però fattibile con un haircut.

(…) A rendere il quadro ancora piu’ nebbioso e’ il Financial Times secondo il quale il Fmi sarebbe disponibile a sborsare la sua quota di aiuti ad Atene solo a patto che i partner europei accettino di svalutare una parte significativa dei loro crediti verso la Grecia. In pratica il Fmi ripropone l’haircut, la ristrutturazione del debito, che Berlino non intende assolitamente prendere in considerazione. (Source) 

Avete capito? La Troika si squaglia. Ognuno cura il proprio orticello, è un tutti contro tutti che rischia di mandare tutto a ramengo.
Ed è proprio questo il PRIMO vero elemento detonante: l’instabilità sulla Grecia soprattutto negli intenti della Troika. Se non c’è unità di intenti, sarà impossibile trovare una quadra.

Detonatore numero DUE

Ma non di sola Grecia perisce il mercato.
Anche un altreo elemento mette a rischio l’incolumità degli asset. Ma non è un problema “diretto”, è una conseguenza.
I dati snocciolati dall’UE fronte inflazione sono molto incoraggianti. Prendiamo i dati dell’Italia: la crescita dei prezzi nel 2015 sarà al +0,2%, ma per l’anno successivo è stimata a +1,8%.
Se la memoria non mi inganna, 1.8 è molto vicino a quel 2 che è proprio il target BCE.
Ora, che succede se l’inflazione inizia a salire più rapidamente del previsto?

Beh, se la crescita economica dell’Eurozona ingrana realmente la marcia, grazie anche al Dollaro USA debole, e conseguentemente l’inflazione (quale però?) torna a salire, la Bce potrebbe rivedere il suo programma di acquisti.

ALERT: significa che il QE, come lo conosciamo e come ce lo ha presentato Draghi rischia di finire anzitempo.

10yr breakeven inflation di USA, Germania e Giappone

Ricordate l’incontro di aprile della BCE, quello della “coriandolata”? Draghi disse che aveva preso atto degli effetti positivi che il Qe sta avendo sull’economia della moneta unica ma ha comunque confermato la necessità di proseguire con l’operazione.
Peccato che in quella data i dati sull’inflazione erano diversi. Oggi direbbe le stesse cose? Il mercato vive nell’incertezza e quindi scatta la paura.
Ed ecco il secondo detonatore: i timori di un’interruzione della polizza assicurativa sui mercati, il QE.
Per l’Eurozona questi due elementi sono più che sufficienti per creare tanta volatilità.

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Ragionateci un attimo: un mix composto da Grexit con inflazione in aumento, e magari rischio stagflazione, come verrebbe digerito dal mercato?

Quando il vento cambia direzione, diventa difficile cercare scuse e spiegazioni.
Certo è che oggi la reazione del mercato è più che giustificabile.

Il terzo detonatore? Ormai è un classico.

Dite che c’è il terzo detonatore? La bolla speculativa da asset che giutifica la correzione?
Avete ragione: ormai la davo per scontata.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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