BOND focus
Continua il riassestamento dei prezzi e dello spread bund/treasury. Dopo il max epocale e parossistico dei prezzi future nei due giorni successivi al recente Fomc ora siamo tornati su un minimo apparentemente inspiegabile in quanto a logica: la manovra della Fed (operation twist, cioè allungamento della scadenza media di portafoglio per ridurre rendimenti a lungo) sembra totalmente ignorata in quanto il rendimento del t-bond trentennale è tornato al 3,1%; considerare che dal 3.2% di mercoledì scorso era sceso in due giorni al 2.7%. Ecco i rendimenti dei bond USA e tedeschi di questa mattina:
Notare che lo spread fra decennali, per lungo tempo riamsto “favorevole” ai tedeschi ora si è azzerato mentre il bund trentennale continua a rendere tre decimali meno dell’omologo americano.
Notare anche che l’ultimo dato sull’inflazione tedesca è 2.8%, quindi sostenere o credere che Draghi (non Trichet) taglierà i tassi equivarrebbe a dire che la BCE è sempre più longa mano della FED e sempre meno istituzionalmente corretta. Prevedo tensioni fra BCE e Germania.
Italia

Il btp decennale continua a rendere il 5.65% segno inequivocabile che gli acquisti della BCE si sono alquanto rarefatti nell’ultimo mese, probabile che la fascia 5.5 – 6.0% sia da considerarsi come nuovo benchmark di portafoglio per almeno un anno.
Nel complesso quindi allentamento della tensione e ritorno di fiducia sulla solvibilità italiana sul breve.
Oggi prima importante asta di btp a medio lungo dopo il downgrade, se la collocazione sarà completa con rendimenti non superiori a 5,6% sarà considerata un successo
Market mover
Oggi
Il parlamento tedesco ha approvato a larghissima maggioranza un’ora e mezza fa la riforma sul fondo salvastati, essendo una decisione scontata i mercati non hanno fatto una piega.
Oggi la cosiddetta troika europea se ne va in Grecia per l’ennesima rifinitura degli accordi, dovrebbero seguire dichiarazioni rassicuranti
Dagli USA alle 14.30 dati importanti che movimenteranno lo scalping
Domani
Due i big market mover che aleggiano sul breve:
– DEFAULT GRECIA che non significa uscita dall’euro ma solo rimborso parziale e allungamento scadenze dei debiti di Stato
– QE3
I due eventi dovrebbero avere effetti diametralmente opposti sui mercati, azzardo due scenari:
a. annuncio a brevissimo del default (crollo) seguito da QE3 e rally di Natale per evitare performance annuali in profondo rosso di gestioni e fondi
oppure
b. prima il QE3 e default da gennaio in poi
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