Titoli di Stato: lo switch tra estero e domestico

Swap debito, LTRO e le nuove esposizioni
Il governo della Spagna, ha annunciato un’altra serie di riforme di settore per aiutare le banche ispaniche ad affrontare le conseguenze di un eventuale ulteriore tracollo del mercato immobiliare e, con esso, dei mutui che sono stati accesi nel periodo di “vacche grasse”.
Il governo dell’Italia si trova alle prese con un patto per la crescita che non reisce a decollare, un paese affogato nel debito che non riesce a trovare una via d’uscita dalla contrazione economica che questa crisi sta generando.

Governi quindi di Spagna ed Italia pienamente operativi per combattere una crisi che, ahimè, è molto difficile da gestire, da prevedere, da domare.
Per fortuna che è intervenuta le BCE ed ha cercato di alleviare i governi di Italia e Spagna da un problema. E questo problema si chiama Spread.
Il riferimento è ovviamente alle operazioni definite LTRO, oltre 1000 miliardi di Euro prestati al settore bancario ad un tasso di favore (1%) con l’obbligo di restituire il tutto tra tre anni. Non mi dilungo troppo sulle dinamiche e sul carry trade generato, già sapete tutto.
Questo sostegno della BCE ha quindi inondato il mercato di liquidità. E chi è che ne ha approfittato più di tutte le altre? Ovviamente le banche di Italia e Spagna che si sono riempite la pancia di carta moneta, la quale non è stata poi reinvestita nel sistema economico (resta evidente il credit crunch) ma che hanno utilizzato il denaro per sistemare un pochino il bilancio. Ma poi…si è preferito, anche tramite un accordo tacito con la BCE, comprare titoli di stato.
Morale: spread BTP Bund e spread Bonos Bund che si è ristretto, stati che quindi devono pagare tassi meno esosi sugli interessi ecc ecc. E quindi, quotazioni dei titoli che tenevano anche in momenti difficili.
Attenzione però. Tenevano in momento difficili perché proprio loro, le banche, si riempivano di titoli di Stato nel momento in cui il mercato dava segni di debolezza.
Se la matematica non è un’opinione, nel momento in cui le banche compravano, qualcuno vendeva. Siamo d’accordo?
Ok, ho detto tutto. Tante parole (ho voluto spiegare per chi magari non ci conosce ancora) per arrivare al grafico che spiega tutto.
L’Italia oggi possiede, tramite investitori domestici, il 62.5% circa del debito pubblico. L’estero si è progressivamente alleggerito (ecco chi comprava e chi vendeva), il tutto è avvenuto con la collaborazione della BCE che ovviamente ha finanziato questa operazione di switch.
Idem per la Spagna, dove il domestico pesa per il 62% circa.
Insomma, è diminuita la soglia su cui speculare (e viene anche abbattuta la volatilità sui Govies periferici), ma si è fatto aumentare in modo drastico il rischio di portafoglio sulle banche. Quindi per assurdo, le stesse banche, utilizzando la leva del debito BCE (sempre lei, leva finanziaria anche se decisamente conveniente…) sono oggi molto più pericolose a livello di portafoglio posseduto rispetto a qualche mese fa e quindi più volatili.
Ecco quindi spiegato come mai le banche ballano spesso e volentieri come in un mare in burrasca mentre lo spread sembra meno volatile.
Ah, sia ben chiaro, un bel giorno quei famosi soldini che la Bce ha prestato andranno restituiti.
E a quel punto (tra tre anni)…chissà che mercato ci aspetterà. Intanto oggi questo è il mercato del debito. Che però è da considerare con le molle, avendo avuto un aiutino. Spalle coperte fino al 2015?
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DT

