BUND
Su time frame intraday e con orizzonti temporali di brevissimo siamo autorizzati a considerare come “crollo” quello che sta succedendo da giovedì scorso, anche per la decorrelazione con t-note 10yr e azionario. Ma se guardiamo all’andamento prezzi di lungo periodo dovremmo essere tutti d’accordo che quello che sta succedendo ora è una normale correzione. Notare gli angoli di fibonacci.
Mi permetto di ricordare che i rendimenti sono anche funzione dei tassi di riferimento e che lo spread coi rendimenti offerti dai paesi europei più virtuosi (tripla A) puà discostarsi solo di pochi decimali.
La Francia è caso sotto esame in quanto mantiene la AAA solo per forti pressioni politiche dell’Eliseo, c’è in gioco la rielezione di Sarkozy.
Volendo scomodare l’analisi grafica per individuare dei livelli significativi di breve periodo ecco che l’area 134/132 offre un cluster supportivo non trascurabile. Col bund occorre però dare la massima importanza ai rendimenti offerti per fascia di prezzo. In questa fascia il rendimento si avvicina al 2,5% che per il mese di dicembre è da considerarsi invalicabile, salvo ufficializzare che anche la Germania non si merita la tripla A (come Francia) in quanto il suo rapporto debito/pil è largamente superiore a quello dichiarato. E l’allargamento dello spread col t-note 10 anni fin dove potrà spingersi? con quali riflessi sul cambio eurodollaro? in caso di distruzione dell’euro, quale valuta avrà la Germania? e i bund con quale valuta verranno rimborsati?
Un po’ presto per ritenere che il bund sia avviato a perdere lo status di bene rifugio, gli investitori vogliono che anche in questo momento la Germania paghi qualcosa di più come interessi, si tratta solo di negoziazione.
E se Draghi riducesse ancora i tassi?
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