Eurobond = Stability bond

di lampo
24 Novembre 2011 11:50

GUEST POST: Eurobond ultima àncora di salvezza?

Già dal titolo avrete capito il contenuto di questo post.

Infatti oggi il Presidente José Manuel Barroso ha presentato il libro verde, messo a punto dalla Commissione europea, per l’introduzione degli “Stability bond“, che non è altro che un’altra definizione (per accontentare la Germania?) degli Eurobond.

Ma quale momento più propizio per tale presentazione, se non quello del flop di collocamento dei Titoli di Stato tedeschi (bund a 10 anni). Una bella coincidenza!

Infatti, secondo la Reuters ([1]), su 6 miliardi di euro di bond decennale da collocare sui mercati, ne è stato piazzato solo il 60%. Il resto li ha dovuti comprare la banca centrale tedesca, che, guarda caso, è proprio quella che si è sempre opposta agli eurobond.

Per la cronaca il Rapporto di copertura dell’asta (bid cover ratio) è stato di appena 1,1, uguale alla precedente asta. L’altra volta però, circa un mese fa, ne erano riusciti a piazzare oltre il 90% (trovate i dettagli delle due aste nel link in nota)!

Ma torniamo ai nostri Stability bond: già il nome riflette sicurezza, senso di stabilità.

Quest’ultima parola la Treccani ([2]) la definisce come:

… situazione di condizioni, grandezze, valori economici caratterizzata non da immobilità ma da continue lievi oscillazioni intorno a un determinato livello“.

Il livello attorno al quale vogliono (sperano?) che si collochi il tasso di interesse offerto come premio agli investitori che li comprano, come egregiamente spiegato da DT nell’ultimo video di Trends.

Guardate in questo video del 28 settembre scorso come Barroso stesso presenta i nuovi Stability bond, oltre a difenderli arditamente:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=VmWhp56pfMk[/youtube]

Infatti le finalità del libro verde ([3]) sono:

“… the political debate in the EU on the rationale, pre-conditions and possible options of financing public debt through Stability Bonds”

ovvero

“… un dibattito politico nell’Unione europea sui requisiti, la logica che sta alla base e le possibili opzioni per il finanziamento del debito pubblico attraverso gli Stability Bonds”

Le opzioni possibili variano in base al tasso di sostituzione delle emissioni nazionali dei bond governativi (totale o parziale) e la tipologia di garanzia sottostante:

1) la completa sostituzione delle emissioni di bond nazionali con i nuovi Stability bonds, garantiti in solido (in comune) da tutti i Paesi della zona euro;

2) la parziale sostituzione delle emissioni di bond nazionali con gli Stability bonds, garantiti anche qui da tutti i Paesi della zona euro;

3) la parziale sostituzione delle emissioni nazionali con gli Stability Bonds, garantiti in maniera parziale con diverse metodologie.

La prima soluzione, la più ambiziosa, anche se più virtuosa dal punto di vista della stabilità finanziaria (fornirebbe un chiaro e forte segnale contro la speculazione finanziaria) e dell’integrazione europea, costituisce un azzardo morale. Richiede infatti la revisione dei trattati europei, con tutti i rischi connessi, (forse anche l’approvazione da parte della Corte costituzionale tedesca). Non meno importante, una politica economica e fiscale unica (governance europea), con evidente spodestamento degli Stati di appartenenza (sarebbero d’accordo?).

Pensate solo al fiasco dei vari referendum condotti in passato… tra l’altro in periodi di marginale crisi. Provate a riflettere quale sarebbe l’esito odierno: siete così sicuri che il “sì” sia scontato?

In sintesi, l’azzardo morale consiste nel fatto che, se tale soluzione fallisce… non ci sarebbe il piano B!

Difficile però che, una volta realizzato, fallisca: infatti avremmo davanti un immenso mercato obbligazionario, in grado di competere con quello USA.

Quindi, alla fine, il problema principale sono i lunghi tempi necessari per la sua realizzazione, tempi che la speculazione attuale… non ci concede. Sarà anche questo uno dei motivi del suo accanimento? Vuole forse orientare la scelta?

La seconda soluzione, anche se simile alla prima, lascerebbe spazio al finanziamento in proprio da parte degli Stati Ue, ricorrendo direttamente al mercato. Sarebbe necessaria anche qui una revisione dei trattati e una disciplina fiscale, anche se meno stringente dal punto di vista della governance. Rimarrebbe però l’incognita della speculazione, dovuta alla diretta concorrenza fra gli Stati che si vogliano autofinanziare sul mercato e gli Stability bond (si spera che siano le Nazioni più virtuose a collocarsi sul mercato… anche se sappiamo bene che ci sono tanti scheletri negli armadi, pronti a uscire al minimo sussulto…). E ovvio che se il costo di finanziamento (premio pagato ai sottoscrittori) rimane elevato… non ci sarebbe scampo!

Poi, aspetto non meno importante, si dovrebbero decidere le modalità con cui stabilire il volume o la quota di debito nazionale da coprire con i nuovi eurobond (già adesso, in sede europea, si litiga per decisioni molto meno importanti), ecc.

Anche questa soluzione necessita di tempo per la sua realizzazione, minore però della precedente.

Infine la terza soluzione, non avrebbe l’incognita della modifica dei trattati europei, quindi sarebbe più facile e rapida da attuare. In pratica, il collocamento sul mercato sarebbe garantito dai singoli Stati sovrani, senza condivisione del debito, in maniera simile all’attuale Fondo di stabilità (EFSF). Non ci sarebbe la commistione fra debito tedesco e spagnolo o italiano per intenderci (visto che è l’aspetto che interessa di più alla Germania).

Secondo me però, la speculazione… non cesserebbe… visto il risultato delle prime emissioni tramite EFSF, pagate a caro prezzo (notate che se ne parla sempre meno in questi giorni. Vi siete domandati il perché?).

Come vedete… siamo arrivati ad un livello di speculazione tale, che l’adozione degli eurobond, la soluzione fino a poco tempo fa più semplice da attuare, sta di fatto diventando sempre più onerosa in termini di realizzazione ed implicazioni politiche ed economiche (pensate solo al problema della governance europea), soprattutto per il potenziale e probabile rischio di insuccesso (a meno che, finalmente, decidano di attuare una vera leadership a livello europeo. Avete già indovinato quale Paese sia il candidato primario?).

Certamente… non possiamo neanche continuare così, alla mercé dei giochi speculativi, praticamente con ogni singolo Stato letteralmente indifeso dall’umore momentaneo del mercato dei bond sovrani, dei giudizi delle agenzie di rating, dei problemi di finanziamento e liquidità delle banche, della disoccupazione locale, della differente politica energetica di lungo termine e del suo riflesso sulla competitività (ricordatevi che la Germania… ha già attuato la sua strategia di lungo termine con il North Stream, come spiegavo nel post Unione Europea, Gas Naturale e la questione russa).

Ma siamo sicuri che sia effettivamente principalmente speculazione… e non una esplosiva mancanza di fiducia nell’attuale sistema finanziario?

Quale via di uscita allora?

Io un’idea me la sono fatta… ma preferisco per il momento non esternarla, visto che attendo la conferma di alcuni dati sui CDS, che forse spiegherebbero molte cose e, soprattutto, la pericolosa situazione in cui ci siamo/hanno infilati/o.

P.S.

Dimenticavo… se volete dire la vostra, sul libro verde, lo potete fare a questo link dell’Unione Europea, fino al 8 gennaio 2012: la consultazione è rivolta anche ai cittadini europei.

Sempre che, per quella data, l’UE ci sia ancora… 🙄

Lampo

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[1] Reuters – Germania, asta bond a 10 anni,tasso 1,98%, bid-to-cover 1,1 (23 novembre 2011).
[2] Treccani.it – Definizione di “stabilità” – Punto 2e.
[3] Commissione Europea – European Commission Green Paper on the feasibility of introducing Stability Bonds.