Buon Compleanno EURO! E’ tutta colpa sua, oppure no?

2 Gennaio 2017 11:11

euro-sgonfiamento

Per certi versi sembra una vita fa, per altri invece si ha la percezione di un progetto nato da poco e profondamente incompleto. Forse entrambe le definizioni sono corrette.
Era il giorno 1 gennaio 2002. Ed è proprio in quel 1 gennaio che nasce l’Euro, o meglio, l’Euro era già nato nel 1999 ma in quella data il progetto diventa concreto e le monete in Euro iniziano a circolare.
Quanto cose sono successe da allora… e come sono cambiati i prezzi… Guardate qui.

(…) E’ lunga la lista dei beni e servizi che negli ultimi 15 anni, dall’introduzione dell’euro avvenuta il primo gennaio 2002, hanno visto salire il proprio prezzo. Ma c’è anche chi ha assistito al fenomeno inverso, in particolare tutto il comparto elettronico, dai telefoni alle macchine fotografiche. (…) E’ da quella data che l’euro è sul banco degli imputati come principale motivo della perdita di potere d’acquisto degli italiani, peggiorata dalla crisi economica che ha acuito le difficoltà del nostro Paese. Critiche che sono scemate nell’ultimo periodo, complice la deflazione che ha colpito il Vecchio Continente come ultimo effetto proprio della crisi economica mondiale. (ANSA

Diamo a Cesare quel che è di Cesare, e quindi è giusto non piangersi troppo addosso, anche se a volte vien voglia di farlo. Poi è chiaro che nessuno può dire con certezza come sarebbe stata l’Italia SENZA Euro e dove saremmo oggi. Come pure rimane difficile disegnare un futuro senza Euro ma con un’economia sostenibile. E qui si aprono le più svariate ipotesi.
Certo è che ognuno (si intende i vari paesi) deve anche essere responsabile delle proprie azioni. Generalizzare non va certo bene. L’Italia in tutti questi anni ha perso delle occasioni importanti per “rimettersi in careggiata”. Invece il nostro debito pubblico non ha fatto altro ce salire ed oggi ci troviamo in una situazione di grande debolezza, soprattutto quando si discute coi paesi dell’Eurozona di solidità e sostenibilità del nostro debito.
Ma state pur certi che le diseguaglianze in Eurozona non mancano di certo. Ad esempio, lo sapevate che il 10% della popolazione dell’Eurozona possiede più della metà della ricchezza di tutta l’area?

(…)The median household in the euro area had a net wealth of 104,100 euros ($108,800) in 2014, about a 10th lower than in 2010, according to the survey. The richest 10 percent had 496,000 euros and the poorest 5 percent had a negative net wealth, with liabilities wiping out assets. The Gini coefficient, a statistical measure of inequality, rose to 68.5 from 68.0. A reading of 100 would signify maximum inequality.(…) (BBG

Come vedete il progetto Euro è stato gestito molto male, con tante lacune che oggi non sono più giustificabili. Ecco perchè è necessaria una vera rivoluzione con nuovi trattati, nuovi accordi, nuove regole.

Quello che invece voglio tornare a proporvi è uno dei più importanti grafici  livello macroeconomico per il nostro paese(secondo me) e ci illustra che, forse, non è solo colpa dell’Euro se l’Italia si trova in queste condizioni. Non possiamo certo dire che il potere di acquisto degli italiani sia salito più di tanto, non vi pare? Allora guardate qui sotto. Dal 1999, anno di nascita dell’Euro come valuta contabile, il costo del lavoro italiano, confrontato con quello tedesco, è diventato veramente impresentabile. Colpa sempre dell’Euro? Oppure ci sono problemi strutturali ben più seri che arenano la crescita del nostro paese, condannandolo ad un quadro di mercato sempre anemico? In altri termini, vi rendete conto che dal 1999 il costo del lavoro, in Italia, fa +46%, il tutto senza aumentare il nostro potere di acquisto, mentre nella solita Germania fa “solo” +21%? Vi immaginate cosa significa questo per contribuenti ed imprese?

unità-costo-lavoro-italia-germania

Inoltre la sperequazione italiana regna anche a causa di forti iniquità a livello retributivo.

(…) La prima indagine Istat sulla variabilità delle retribuzioni: tra gli stipendi più grassi e quelli più magri “ballano” almeno 12,7 euro l’ora. Gli stranieri guadagnano il 18,6% in meno. La retribuzione cresce con la laurea, ma anche il differenziale tra uomini e donne. Gli stipendi migliori nella finanza, la beffa dei tempi determinati: aggiungono alla precarietà un trattamento economico di sfavore (…) [Rep]

retribuzione oraria per attivita economica italia 2016 2017

O ancora le differenza tra uomini e donne…

(…) Resta urgente il tema della differenza di paga tra uomini e donne: le retribuzioni orarie di queste ultime sono di 13 euro, contro i 14,8 degli uomini (-12,2% il differenziale). La forbice si allarga laddove gli stipendi sono più alti e allora la frattura nell’ambito delle attività finanziarie raggiunge il suo picco: tra donne e uomini ci sono 28 euro di differenza ogni 100 di paga (…)

Oppure il rapporto tra retribuzioni medie orarie tra Nord e Sud…

retribuzione-oraria-italia-media-per-regione

E in questo ambito, quanto ha a che fare l’arrivo dell’Euro? Oppure anche qui ci troviamo davanti a problemi strutturali NOSTRI che poi, con l’Euro, hanno vissuto un loro corso?

STAY TUNED!

Danilo DT

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