Come deve comportarsi l’investitore accorto

Barron’s Confidence Index, Mutual Fund Cash Index, e valutazioni logiche su quanto sta accadendo, dopo i downgrading massivi
Se mi giro indietro e guardo quanto è successo in questa settimana…beh non c’è che dire! Il mondo riserva sempre delle sorprese che hanno dell’incredibile!
Forse l’investitore ed il lettore si è lasciato travolgere dai tanti fatti ed avvenimento di questi ultimi 8 giorni e non ha appreso in pieno quanto è successo. Lasciando da parte la tragedia della Costa Concordia, la notizia del week end scorso è stata ovviamente il downgrading massivo, con il rating Italia di S&P che scende di 2 gradini e passa a BBB+.
Ma ragioniamo un attimo:
1) ci tagliano il rating di due livelli (certo, ce lo aspettavamo come ci aspettiamo il downgrading di Fitch nei prossimi giorni) ma il BTp addirittura recupera terreno
2) Iniziano a girare tra le banche d’affari USA software per la contabilizzaio dell’Euro più altre valute ex Euro. Quindi qualcuno sta pensando ad una rottura dell’Eurozona, con un ritorno alle vecchie valute.
3) Mario Draghi dice: “Ragazzi, la situazione è Gravissima”. Impossibile negare l’evidenza, Draghi lo fa per monitorare ma anche per stimolare i governi ad essere più attivi nell’Eurolotta all’Eurosussistenza dell’Eurosistema. Ma con parole del genere, uno potrebbe anche pensare che forse ci sono problemi molto più seri di quanto si possa pensare… Ma le borse e le banche ci piantano un rally che non vedavamo da un bel po’.
4) Il salvagente Europeo, o se preferite il Fondo Salva Stati EFSF subisce un downgrading. E’ una cosa decisamente negativa ed è comunque uan conseguenza del downgrading della Francia. Ma il mercato se ne infischia. Come se tutto fosse già scontato.
5) Il Portogallo è diventato Junk Bond e si candida ad essere la Grecia del futuro. E anche questo era previsto? Noi lo avevamo adocchiato da tempo, ipotizzando proprio in grecia, Portogallo ed Irlanda le tre nazioni da evitare come la peste. Vedremo se il futuro ci darà ragione.
Il post di oggi sulle banche europee ha messo in luce un miglioramento tecnico per il settore bancario. Ma se veramente, come mi dice l’amico anonimocds nei nostri vari scambi di opinioni via email, non ci fosse un cambiamento del “mood” sul settore e sui mercati?
Preferisco in questo caso parlare però di rally e non di vera inversione di mercato, in quanto ci sono ancora troppi fattori che mi mettono in guardia da eccessivi entusiasmi. Un rally che potrebbe ancora proseguire un po’ prima di una nuova fase correttiva.
E allora, come mai abbaimo avuto questo rally?
Innanzitutto una “causa” di questo rally. Si chiama BCE, proprio come ha fatto al FED tempo fa per “gonfiare” il mercato USA. Con il suo LTRO ha ridato fiato al sistema. Ma non ha risolto i problemi ed ha (come sempre) comprato tempo rinviando il problema.
E poi ci sono Gli USA. L’ECRI index è stato ampiamente discusso nei giorni scorsi. Da queste analisi ci risulta abbastanza improbabile il ”decoupling” degli USA dal resto del mondo. Quindi se l’Europa va in recessione, gli USA non potranno che indebolirsi, sostenuti come sempre da quella forma di ricchezza artificiale prodotta dalla macchina governativa, senza però creare le fondamenta per una reale e solida crescita economica.
Andando a prendere qualche indicatore, mi hanno incuriosito parecchi un paio di grafici che mi ha segnalato l’amico John Ludd, che avete sicuramente avuto modo di conoscere come commentatori.
In primis, il Barron’s Confidence index.
Barron’s Confidence Index
Questo grafico rappresenta la comparazione dei rendimenti medi tra i titoli High Yield e merito creditizio basso, confrontati con i titoli high grade, ovvero i super solidi , i porti sicuri. Quando questo indice scende, significa che la fiducia sull’economia (alla faccia dei vari sondaggi che lasciano il tempo che trovano) diminuisce.
Oltre a questo indice, sempre John Ludd mi segnala questo altro interessante grafico.
Oltre al grafico dello SP500, trovate il livello di cash dei mutual funds.
Il grafico mette in evidenza che questi mutual funds sono totalmente investiti, e sono appena ad un 0.10% in meno dai massimi storici. E NON casualmente questi massimi sono arrivati in TOP storici per i mercati azionari. Hanno comprato di tutto: equity, commodity, bonds. Ecco cosa mi scrive lo stesso John Ludd come commento:
l’indice di liquidità dei Mutual Funds rappresenta il livello di cash nei fondi pensione, che come puoi vedere è al minimo storico. Sono FULL INVESTED e di solito questo è un indicatore molto pericoloso, perchè azzera il loro margine di manovra.
Ricordiamo che i fondi pensione DEVONO realizzare performance attorno al 7% annuo per garantire le prestazioni promesse. Negli ultimi anni hanno sottoperformato decisamente e ora, per poter recuperare il terreno perduto, si sono buttati sulle materie prime attraverso gli indici confezionati dai banditi di GS. Quindi ecco una delle molle che hanno fatto scattare i prezzi delle commodities (l’altra è la crescita in Asia mentre l’efficienza e la bassa crescita portano USA e EU a usare meno materie prime).
Già, aumento delle materie prime senza però crescita economica. Con redditi in calo e deflazione in atto… Ma l’economia non funziona così. Per lo meno un’economia sana… E questa sarà la bomba che farà saltare il sistema!
Che dire se non che concordo in toto con John Ludd.
Morale quindi sempre uguale: il rally ci può stare, sono movimenti di breve che in un mercato così volatile sono quasi normali (target di breve per lo SP 500 area 1320-1340?) ma facciamo attenzione. L’investitore accorto deve essere ben cosciente di trovarsi in un momento storico ed economico molto particolare. E la prudenza, alla lunga, non potrà che pagare.
Stay Tuned!
DT
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