Cronaca di un giorno di ordinaria Euro-follia

Tutto quello che occorre sapere sul piano Salva Grecia che condanna la stessa Grecia al default e i paesi dell’Area Euro a nuovi sacrifici economici.
The day after… tomorrow?
Ieri è stata una giornata che non si scorderà facilmente. Una serie di news, rumors, smentite e controsmentite che si sono rincorse, creando panico, euforia, scoperture e ricoperture. That’s the market, baby!
Prendere o lasciare. Non c’è alternativa. Forse un po’ più di trasparenza sulle news, quella ci vorrebbe. Sono partito a scrivere in mattinata con delle indiscrezioni che mi erano date per certe, dove si condannava al Grecia al default selettivo, una sorta di default probabilmente pilotato con ristrutturazione del debito e con rimodulazione di tassi e scadenza. Il mercato “che conta” aveva (come il sottoscritto) avuto la notizia. E nell’intermarket è successo di tutto. O meglio, è successo quello che doveva succcedere. Obbligazionario in fibrillazione, azionario in caduta libera, Dollar index all’arrembaggio con USD valuta rifugio. Esce il primo post sulla Grecia ormai data per fallita.
Fase 2: parte il super rally
E poi la fase 2: l’inversione. Come d’incanto il mercato gira con violenza inaudita.
NEWS FROM BRUXELLES!
Ma che succede?
Un nuovo piano Marshall!
Come un nuovo paino Marshall?
Si, è l’inizio di una nuova era, si va verso l’Unione Fiscale e del debito.
WOW dico io… Possibile che in un AMEN Francia e Germania abbiamo preso accordi così importanti e in così poco tempo senza dover interpellare il resto dell’Eurogruppo? Beh, visto che comandano loro, potrebbe anche succedere… Ancora nessun comunicato ufficiale, fino a quando escono dei flash Reuters che mettono un po’ di chiarezza, finalmente. Ed ecco che faccio uscire un secondo post, che per certi versi va in direzione opposta al primo. La novità: è il ruolo dell’EFSF, un vero contenitore rigenerato con funzioni di grande importanza.
Da oggi potrà comprare direttamente sul mercato secondario (quindi mercati regolamentati tradizionali) i titoli dei paesi periferici in crisi. E se sarà necessario, si metterà in acquisto direttamente, se ci fossero forti pressioni speculative su un PIGS, per esempio. Quindi gli spreads sui vari bond periferici, contro BUND, sono destinati a stringersi (molto bene, pagheremo meno le nuove emissioni).
Ma l’interventismo dell’EFSF potrebbe anche voler dire un’altra cosa: il debito greco è posseduto per il 70% da banche. Non si esclude che addirittura non si siano raggiunte delle intese per un buy back da parte dell’EFSF proprio di debito greco dalle banche. Ecco spiegato anche il mega rally del settore. (Source)
Ma il sottoscritto resta dubbioso e titubante. Tutto troppo veloce, semplice e risolutivo. Come è possibile? Prima tutti danno per fallita la Grecia. E poi tutti la danno per salvata. Ma cosa diavolo succede?
Succede che hanno fatto un bel pastrocchio, un mix di tante notizie che hanno creato confusione a go-go.
Occorre mettere ordine
Mettiamo ordine. E per farlo cito il mio amico Antonio V. che ci spiega cosa è successo nella realtà:
In base alla bozza dell’accordo, che al momento in cui scriviamo non include l’ammontare finale del secondo pacchetto di aiuti, (questo ve lo dico io, 109 miliardi di Euro) il veicolo EFSF acquisterà dalle banche europee, soprattutto francesi e tedesche (maggiormente esposte al debito ellenico, con rispettivamente 25 e 39 miliardi di euro di titoli di stato ellenici), titoli di debito in scadenza di un Paese fallito – che hanno un valore di mercato inferiore del 40% rispetto al valore nominale di questi titoli iscritto sul bilancio degli istituti tedeschi e francesi – in cambio di titoli a lunga scadenza garantiti dall’EFSF, giudicato dalle agenzie di rating con il massimo dei voti. Non solo: la scadenza dei prestiti che l’Efsf potrà concedere alla Grecia, a un tasso del 3,5%, inferiore al tasso del primo prestito congiunto Ue/Fmi, sarà estesa da 7,5 a un massimo di 15 anni. Infine, l’Efsf potrà inoltre ricapitalizzare le banche domestiche dei Paesi dell’Eurozona attraverso prestiti anche per gli Stati che non hanno firmato un programma di salvataggio.
Stando alla bozza, che plaude alla manovra italiana e la prende a esempio degli sforzi di consolidamento fiscale che gli Stati della zona euro dovranno compiere per ridurre al 2013 il deficit di bilancio entro il parametro del 3%, fissato dal Trattato di Maastricht, il settore privato sarà coinvolto su base volontaria nel salvataggio attraverso tre differenti opzioni: buyback, rollover e swap. Ovvero, il riacquisto di obbligazioni greche a scadenza, il loro mantenimento nel banking book attraverso un rinnovo a scadenza allungata, o un loro scambio con bond targati Efsf.
Se, attraverso i nuovi poteri dell’Efsf, gli istituti di credito europei non dovranno dunque sopportare delle svalutazioni sul proprio banking book, in quanto le obbligazioni che acquisiranno in cambio dei bond greci avranno un valore di mercato pari al valore nominale, la patata bollente del debito ellenico potrebbe invece avere gravi conseguenze per la Bce. In base ai Trattati Ue, l’istituto di Francoforte non può accettare a garanzia dei prestiti concessi nell’ambito dell’European stability mechanism titoli di debito di Stati “formalmente falliti”, cioè giudicati come tali dalle agenzie di rating. E sono proprio le agenzie di rating ad aver dichiarato che un coinvolgimento dei privati sarebbe stato considerato alla stregua di un fallimento. (Source: Linkiesta)
Et voilà! Il mio primo post, contestato da qualcuno come troppo pessimistico e non corretto, alla fine era centrato. Signori, si è condananta la Grecia al default, e molto probabilmente la BCE alla ricapitalizzazione. E le banche ad una sorta di manovra salva-bilanci. Oppps… dimenticavo che sono proprio le banche di Francia (56.7 miliardi di Euro) e Germania (34 miliardi di Euro) le più esposte sul debito greco complessivo (Stato + Corporate).
Secondo i calcoli della banca d’affari JP Morgan, alla fine dello scorso febbraio l’esposizione di Francoforte sul debito greco era pari a 194 miliardi di euro rispetto a prestiti per 131 miliardi di euro, ovvero il 68% del nominale. Con un taglio maggiore del 32% del debito greco in caso di ristrutturazione, cioè del 50%, la perdita per la Bce sarebbe di 35 miliardi di euro, ma secondo indiscrezioni odierne la cifra potrebbe salire a 50 miliardi. I prestiti di Francoforte, inoltre, rappresentano l’unica fonte di finanziamento per le banche nazionali greche. Lo scorso maggio, per la prima volta in cinque mesi il volume dei prestiti ha sfiorato i 100 miliardi di euro (97,5) rispetto agli 86,8 di aprile 2011. (Source: Linkiesta)
Credit Default Swap: nuovo enigma
Ma non solo… Immaginatevi un’altra bega clamorosa che potrebbe accadere. E di questo saranno responsabili le agenzie di rating: cosa accadrà se S&P, Moody’ o Fitch dichareranno il default della Grecia ? (non dimentichiamo infatti che la ristrutturazione del debito è DEFAULT). Voi direte… nulla, tanto c’è la struttura EFSF e BCE che copre i piedini alle banche. Sbagliato: ricordate i famosi CDS? In caso di defautl l’emittente deve pagare l’assicurazione. Signori, si rischia l’apocalisse finanziaria. OK, non sarà l’apocalisse ma sarà una Lehman Brothers di dimensioni maggiori, tanto per capirci. E il bello è che, in questo caso, sarebbero le banche USA a rimetterci come emittenti dei contratti CDS. E quindi il governo di Obama con le sue banche.
Che le agenzie di rating mettano una mano sulla coscienza e organizzino la più grande truffa finanziaria della finanza strutturata? E a quel punto… chi si fiderà ancora delle coperture?
…e io paaaago….
E chiudiamo con l’ultimo appunto. EFSF. Leggo da più parti che per molti diventerà il fratellino del TARP conosciuto ai tempi, appunto, di Lehman Brothers. Il paragone ci può stare. C’è solo un problemino. Il denaro nell’EFSF non si autogenera. Chi provvederà a fare le iniezioni di liquidità a favore dell’EFSF? Molto probabilmente coloro che dovranno ricapitalizzare la BCE. E tra quei soggeti mi risulta ci sia anche l’Italia che, ahimè, qualche problemino di liquidità ce l’ha….
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=t_SZAY_dQ7U[/youtube]
Spero che questo lungo ma voluto post mi abbia chiarito le idee sulla complessità dell’operazione, e sulle difficoltà che ci saranno strada facendo. Non è tutto oro quello che luccica e quindi, anche alla luce di quanto detto in questo post, i super rimbalzi di questi giorni hanno colori più tenui. Vabbè la smetto sennò divento il solito catastrofista alla Roubini.
Intanto, permettetemi, i post scritti ieri sono stati centratissimi. Come anche i vs commenti, pungenti ed interessanti. Il confronto è fondamentale in quest fase. Solo così, forse, ci salveremo le piume….
UPDATE h. 8.42
STAY TUNED!
DT
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Allegati:
STATEMENT BY THE HEADS OF STATE OR GOVERNMENT OF THE EURO AREAAND EU INSTITUTIONS
Press Release of the IIF Board of Directors
Remarks by President Van Rompuyat the press conferencefollowing the Eurozone Summit

