Dal QE al QT? Occhio alla velocità di circolazione della moneta

3 Agosto 2015 15:36

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Come tutti i siti ed i blog di macroeconomia, anche il sottoscritto ha più volte discusso su queste pagine della possibilità più o meno reale che la FED passi dal cosiddetto QE (quantitative easing) al QT (quantitative tightening), un modo “figo” con cui OltreOceano parlano della fine della fase espansiva della politica monetaria della FED. (scusate la cacofonia).

In diversi miei post ho spiegato come mai, secondo me la FED per questo 2015 non alzerà i tassi di interesse. E quantomeno non lo farà a settembre, anche se le previsioni degli analisti vanno molto in questa direzione.

ScreenHunter_1810 Aug. 03 08.17Guardate questa tabella di Bloomberg. Quantomeno esplicita anche se…dopo gli ultimi dati commentati in QUESTO POST, la maggioranza si è spostata sul lasciare i tassi di interesse invariati a settembre.

Un lettore mi citava in un post Bill Gross, e mi scriveva:

“Siamo ormai al punto in cui tassi bassi sono antieconomici, ossia tengono in vita soggetti che nel libero mercato non potrebbero sopravvivere e invece rubano quote di mercato a quelli efficienti. Lo spiega bene Bill Gross. Altrimenti, saremmo condannati a tassi bassi per sempre e questo non può accadere, perchè la Fed non ripeterà l’errore di Greenspan. Le borse se ne faranno una ragione, l’economia si assisterà. E occorrerà fare picking negli investimenti, evitando gli zombie di cui parla Gross”

Che i tassi siano antieconomici, beh, io direi piuttosto che hanno effetti distorsivi mica da ridere, quello si. Dire che siamo condannati a tassi bassi per l’eternità non è vero, però secondo me, fintanto che la medicina funziona, anche se può sembrare antieconomica, alimenta il mercato e la fiducia e fintanto che tutto è sotto controllo, può essere accettata dalla politica lo ZIRP, ovvero il tasso zero. Invece sui due punti successivi, ci sono delle cose da ridire.

“I mercati se ne faranno una ragione”. : se i mercati se ne dovessero fare una ragione così candidamente, credi che la forward guidance della FED fosse stata così invasiva ed attenta? La FED ha PAURA dei mercati e sta facendo il possibile per comprimere al massimo la volatilità, perchè sa benissimo che è in debolezza e che se la speculazione prende il largo, per la stessa FED potrebbe essere un problema.

“L’economia li assisterà” : l’economia subirà, nel senso che al momento la macchina economica globale dipende indirettamente in modo importante dalle politiche monetarie delle banche centrali. In regime “ordinario” si dovrebbe pensare che, con un’economia realmente forte, alzare i tassi è la normalità. Significa che le cose vanno bene sul serio. Ed invece…questa volta qualcosa non quadra.

Insomma cari lettori, il primo vero grande fattore che bisogna prendere in considerazione per i tassi di interesse cos’è? La statistica stagionale o temporale? Le fasi lunari? o forse l’inflazione?

Già, l’inflazione, ma come siamo messi a tasso inflazione? Ne parlavamo proprio venerdi (CLICCATE QUI) e vedere l’inflazione attuale come elemento di rischio mi sembra decisamente eccessivo.

Forse però a qualcuno sfugge un piccolo dettaglio che però è molto importante.

La velocità di circolazione della moneta, un dettaglio NON di poco conto

In passato più volte vi ho parlato della velocità di circolazione della moneta. Secondo voi lo facevo perchè non sapevo che scrivere o c’era una motivazione più profonda? Sicuramente si, e ora ve la spiego.

Prima domanda a cui credi e spero sappiate rispondere con agilità. Qual’è il primo vero obiettivo di una banca centrale? Ok, la FED mira sopratutto alla crescita economica (e ce ne siamo resi conto). La BCE invece mira sopratutto ad un altro elemento: la stabilità dei prezzi. Ma oggi…quasi non se ne parla più. La crisi ha fagocitato tutto: disoccupazione, stagnazione, debito, problemi geopolitici e chi più ne ha più ne metta. Ma l’inflazione, è sempre nel mirino delle banche centrali.

Ma oltre che calcolare l’aumento del costo della vita, l’inflazione ha anche un’altra importante funzione che diventa ancor di più fondamentale in questa fase di difficoltà macroeconomica: quella di misurare il livello di trasmissione all’economia REALE della politica monetaria stessa. In altri termini, l‘inflazione misura se gli interventi di politica monetaria hanno solo alimentato la finanza e la speculazione oppure che hanno anche creato benefici all’economia reale.

Ok ok, già vi immagino tutti a dire: “cavolo, i soldi sono andati solo alle banche e alla finanza”. in effetti mi trovo in difficoltà a darvi torto. Se analizziamo gli effetti dell’inflazione, non possiamo certo negare che la liquidità immessa nei mercati non ha creato un miglioramento del potere di acquisto.

Guardiamo appunto la velocità di circolazione della moneta. Questo grafico potrebbe darvi una mano per meglio comprendere cosa intendo.

velocita-circolazione-moneta-usaGuardate il mercato USA nella fatiispecie. Massa monetaria M2 che è decollata negli ultimi anni, borsa che ha seguito la M2, ma velocità di circolazione della moneta.

Palravamo di come la liquidità erogata sia finita al’economia REALE. la risposta lo trovate nel grafico GIALLO.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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