DEBITO PUBBLICO: questa volta non è COLPA dell’EURO
Nei giorni scorsi ho volutamente scritto un post con un titolo un po’ provocatorio, ovvero, “Buon Compleanno Euro: è tutta colpa sua?”.
La mia intenzione era quella di portare agli occhi di tutti quella che è la realtà dei fatti, con tutti i se ed i ma che la storia si porterà dietro in quanto nessuno può dire con certezza come sarebbe andata SE l’Italia non fosse entrata nell’Euro. Come nessuno può certificare COSA accadrebbe SE l’Italia oggi ne uscisse (idem se ci rimane).
Purtroppo l’articolo ha ovviamente scatenato molti “tifosi” NOEURO (io li definisco così) che magari non hanno una profonda cultura finanziaria (sia ben chiaro, io faccio parte di queste persone) e che reagiscono di “pancia”. Sono alla fine coloro che alimentano i movimenti populisti che in Europa stanno prendendo sempre più piede. Alla fine ce l’hanno con il sistema, con tutto quanto è successo e tutto quello che rappresenta un rischio e un’incertezza.
Il tanto contestato Euro, ovviamente, oggi è incolpato un po’ di tutto. Forse potremmo anche responsabilizzare l’Euro di averci portati in deflazione, e magari su questo aspetto avrei veramente poche cose da dire in quanto la debt deflation si sta manifestando in tutta la sua evidenza. E chi mi segue da più tempo sa di cosa sto parlando.
Il 2016 è stato il primo anno di deflazione per l’Italia da oltre mezzo secolo, a partire dal 1959. I dati provvisori dell’Istat indicano, nella media dei dodici mesi, un calo dei prezzi al consumo dello 0,1% rispetto all’anno precedente. Le quotazioni del petrolio ai minimi e i consumi deboli sono così riusciti dove nemmeno i lunghi anni della crisi avevano potuto: a portare l’inflazione sotto zero in otto mesi su dodici. A partire da novembre, i prezzi sono tornati a salire, ma non abbastanza da ribaltare il risultato dell’intero anno. (GdS)
Poi però c’è anche chi si fa prendere dalla frenesia e dalla fantasia inventandosi delle strambalate ipotesi che risultano infondate e sono proprio frutto (diciamo cosi) di quell’esasperazione che è guidata, appunto, dalla voglia di cambiare, togliendosi dai piedi tutti quegli elementi che vengono considerati i responsabili dell’odierna e cronica crisi economica italiana che non si riesce a debellare.
Ed è così che infatti Marco da Carpi che in un’email (inviata a I&M) accusa l’Euro di essere la peste bubbonica, la causa di tutti i mali e anche il cancro che deve essere asportato finchè siamo in tempo, sempre se siamo ancora in tempo.
Dalle parole che Marco ha usato, è palese che c’è dentro a questo amico lettore la rabbia e anche la preoccupazione del futuro. Però vorrei correggere una sua teoria che, a dire il vero, ho già sentito da altre parti. Purtroppo cose dette anche da…personaggi che frequentano i salotti della politica, che appunto alimentano il populismo e per la maggior parte delle volte non sanno nemmeno cosa stanno farneticando.
“…e poi l’Euro doveva salvarci dal default? L’Euro ci ha portati al default! Da quando c’è l’Euro il debito pubblico non ha fatto che lievitare a dismisura portandoci alla rovina. Lo Stato deve dissanguarsi per pagare gli interessi, Bruxelles non ci permette di fare qualsiasi cosa per la ripresa perché bisogna stare nei loro fantomatici paletti, e quindi come ne veniamo fuori?”
Ok Marco, come ne veniamo fuori? Se ci fosse una soluzione, una cura, un’idea con una probabilità di successo pari almeno al 70%, sarei il primo ad analizzarla a fondo e poi a sponsorizzarla in modo molto netto. Ma così non è. Però occhio a dare all’Euro quelle colpe che non sono sue.
Dici che l’Euro è la causa del debito pubblico e della sua dimensione così ingestibile? Questo è falso. Il nostro debito pubblico è figlio, invece, degli ultimi anni di Lira Italiana. I tassi di interesse troppo elevati costringevano il Governo italiano a finanziare gli interessi con nuovo debito, scatenando un circolo vizioso che stava facendo crescere geograficamente il nostro debito pubblico. In numeri, il rapporto tra debito pubblico e PIL italiano è salito del 64% nel periodo tra il 1980 ed il 1995, da quando cioè partì il progetto Euro ed i tassi di interesse cominciarono anche in Italia a capitolare.
Guardate questo grafico e meditateci sopra, magari facendovi anche una domanda. Se non fosse arrivato l’Euro, che fine avrebbe invece fatto il nosro debito pubblico e con lui l’Italia e la nostra economia?
STAY TUNED!


