DEF: è guerra con UE. Procedura di infrazione per deficit e debito eccessivo più che ipotetica.
Alla fine arriva anche il giudizio di un ente apparentemente super partes, ovvero il FMI. Andando alla sintesi, il FMI ritiene che il ritorno a un reale percorso di sviluppo robusto si ottiene con riforme strutturali in grado di rilanciare la produttività, con un risanamento dei conti pubblici magari modesto ma graduale, al fine di raggiungere una stabile traiettoria in discesa del nostro grande problema: il debito pubblico.
E poi proseguire sulla strada del rafforzamento del sistema bancario. Già, le banche che ultimamente grazie anche allo spread, stanno tornando a scricchiolare. Per non dimenticare poi i problemi legati alla bassa crescita e risultati deboli in campo sociale.
Alzi la mano chi non è d’accordo con questi principi che sono molto banali ma realistici.
Il problema non è aver centrato quello che è arcinoto, ma è COME risolvere il problema. E qui casca l’asino.
Nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di leggere le previsioni di crescita delle varie sponde. Il FMI sta a metà tra quanto preventivato dal Governo e quanto invece stimato dall’Unione Europea.
Il Fmi stima che la crescita italiana si manterrà intorno all’1% nel periodo 2018-2020, per poi declinare, un indebitamento netto 2019 al 2,6%-2,7% del Pil, un livello intermedio fra l’obiettivo del governo (2,4%) e la stima della Commissione Ue (2,9%). Nel 2020-21, inoltre, il deficit punterà verso il 2,8-2,9%, a meno che non maturi il sostegno politico per attivare la clausola di salvaguardia sull’Iva o per misure alternative, pari a circa lo 0,7-0,8% del Pil.
Interessante inoltre un’analisi sugli stimoli di breve previsti dal Governo che rischiano di essere controbilanciati dall’effetto negativo del persistente rialzo dello spread sui titoli di Stato, che si riverbera su un più alto costo sui prestiti al settore privato.
Ovvero, ci mangiamo tutti gli sforzi per colpa di una mancanza di fiducia nei confronti del nostro Paese.
Ed è proprio questo secondo me il problema. Avere generato tanto rumore per una manovra che poi, alla fine, va avanti come previsto, con i rischi di un’infrazione per il debito decisa dall’UE ma poi con effetti a livello economico estremamente limitati.
Senza poi dimenticare che l’infrazione potrebbe costarci lo 0.5% del PIL. Assurdo per certi versi. Bruxelles ci fa la morale per il deficit e poi accelera il nostro declino, nella consapevolezza che solo la crescita potrebbe aiutarci ad uscire dal baratro.
Ma ormai il braccio di ferro è evidente.
La cosa che mi fa arrabbiare (tra le tante) è che forse, per non arrivare alla procedura di infrazione, bastava dare un’apparenza di collaborazione maggiore. Infatti da una nota di Bruxelles, risulta che sarebbe stata sufficiente, che il governo dimostri un approccio cooperativo abbracciando lo spirito delle regole che richiedono un profilo discendente del rapporto debito-Pil, insomma un po’ di apparente buona volontà. Ma Roma dice no, vuole fare la voce grossa. AUTOLESIONISMO gratuito. Anzi no, perché ci costerà caro. E VI RICORDO che saremo NOI a pagare perché NOI siamo lo Stato, NOI siamo l’Italia.
Inoltre, forse non vi è chiaro il tipo di procedura a cui andremo incontro, una procedura MAI applicata dall’UE.
Si tratta di una procedure «per deficit eccessivo in relazione alla violazione della regola del debito». Dove sta la gravità della cosa? Che tale procedure resta in vigore (e quindi dovremo pagare) fintanto che il debito non sia stato messo su una traiettoria discendente.
Ora, se la matematica NON è un’opinione, se il deficit nei prossimi anni sarà maggiore del tasso di crescita, sarà dura vedere un rapporto debito/Pil in miglioramento, vi pare?
Inoltre la procedura prevede forte VIGILANZA dell’UE. Non siamo a livelli della Troika, ma di certo ci sarà grande attenzione a tutto quanto si vorrà fare. E quindi, ovviamente, già immagino gli scontri tra Governo e Bruxelles, dove Salvini e Di Maio incolperanno l’UE di ficcanasare a casa degli altri.
Anche perché poi, mi sembra abbastanza evidente che sia una lotta sicuramente impari, ma anche un UNO contro TUTTI che può portare a poco.
Secondo vo, come la pensa il Consiglio europeo, composto da capi di Stato e di governo dei paesi membri? Mi risulta che non ci siano posizioni solidali con noi.
Avrete capito che continuo ad essere molto preoccupato, non tanto per il fatto che facciamo deficit, ma per come lo utilizziamo e per la qualità dei rapporti con UE. Una situazione che porta alla rottura che, se ho capito bene, però non è voluta dal Governo.
Siamo sempre sposati, stiamo litigando, arriveremo ad odiarci ma non vogliamo separarci.
Il problema poi è che, avendo un concreto rischio di crescita zero del terzo e quarto trimestre il disavanzo italiano rischia di sforare subito il livello del 3%.
E a quel punto avremo come paese nessun margine fiscale, cioè ogni possibilità di ulteriore spesa pubblica, per cercare di limitare in qualche modo la frenata economica.
Unico elemento positivo (si fa per dire) è che le procedure di infrazione non sono così “immediate” e quindi ci potrebbe volere del tempo prima che siano attuate, ancor di più visto il fatto che è una situazione “nuova” per tutti. Questo potrebbe calmierare un po’ i mercati. Ma a conti fatti, non cambia il problematico e difficile quadro macroeconomico di fondo. Mi spiace, non odiatemi, ma io non vedo proprio la luce in fondo al tunnel.
STAY TUNED!
