Default disordinato: ombre sulla ristrutturazione debito Grecia

7 Marzo 2012 10:22

Mercati intimoriti dal rischio “default disordinato” della Grecia.
La paura è che il target del 90% di adesione non venga rispettato e che quindi si aprano le ipotesi più compelsse e confusionarie, dagli esiti non proprio scontati e soprattutto con un effetto contagio difficile da quantificare, soprattutto dal alto emotivo.
Poi che la Grecia sia già in default da tempo è un fattonoto, come è altrettanto noto che con questo swap, la situazione non verrà risolta.
Vi riporto ancora una volta la slide che sintetizza le varie ipoesi a cui andiamo incontro.

Sviluppi del piano di swap debito Grecia

Ora però è anche il momento delle minacce.

Ieri nell’evidente tentativo di far pressione sui detentori internazionali di bond l’Agenzia di gestione del debito pubblico greco ha reso noto in un comunicato che Atene «non contempla la disponibilità di fondi per effettuare i pagamenti ai creditori del settore privato che si rifiutano di partecipare». Atene non dice direttamente che non rimborserà chi non accetta lo swap, ma che il suo programma economico «non contempla» questo caso.
La minaccia si rivolge in particolare al 14% degli investitori che possiedono titoli greci emessi ai sensi del diritto internazionale. Il restante 86%, che possiedono obbligazioni sotto la legge greca, nello stesso comunicato sono stati avvertiti che la Grecia avrebbe usato le cosiddette clausole di azione collettiva (Cac) per far diventare vincolante lo swap su qualsiasi obbligazionista. (Source)

Quindi tuonano minacce, con l’intenzione di portare l’adesione ai massimi livelli. Ma evitare il “default disordinato” conviene non solo alla Grecia ma a tutta la comunità finanziaria (banche) che rischia (stime IIF) un costo complessivo che si aggira, in caso appunto di default disordinato, sui 1000 miliardi (!!!) con immediato bisogno di sostegno per stati come Italia e Spagna (effetto contagio). Anche se poi si viene a scoprire che nel dramma del momento, c’è chi ci ha guadagnato. Vediamo se indovinate chi è…

Infine un paradosso. Aiutare la Grecia in difficoltà ha fruttato a Berlino 380 milioni di euro, grazie agli interessi sul primo pacchetto di aiuti. Lo rivelano documenti del ministero delle Finanze tedesco, secondo cui a fronte di un contributo finanziario di Berlino nel 2010 di 15,17 miliardi di euro, Atene ha pagato interessi tra il 3,423% e il 4,528%, facendo rientrare nelle casse tedesche 380 milioni di euro.

E i privati che aderiscono? Per evitare il default disordinato si accetta un’orgia disordinata di titoli, 24, dal valore relativo. Con gli auguri della casa in quanto…del doman non v’è certezza…

Stay Tuned!

DT

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