Draghi e BCE: tassi invariati e ammissione di non indipendenza

Come già anticipato stamattina non ci saremmo aspettati certo grandissime novità da Meeting BCE. Quello che più mi ha sorpreso è vedere un Mario Draghi quasi “impacciato” per certi versi.
Un esempio ? Ha riletto, in conferenza stampa (se non erro) per ben 4 volte il capitolo sulla possibilità della BCE di utilizzare armi di politica monetaria non convenzionale.
Abbiamo capito caro Mario. Non siamo sordi, perché ce lo continui a dire?
Non bastava, come tutte le altre volte, ricordarci la vecchia filastrocca a cui ci avevi abituati?
Bassa crescita, con rischio di ulteriore peggioramento, non esiste oggi il rischio deflazione, tuto è sotto controllo, se necessario, interverremo, non abbiamo esaurito le armi di politica monetaria convenzionali…
Draghi: We firmly reiterate that we continue to expect key ECB rates to remain at present or lower levels for extended period of time
— ECB (@ecb) April 3, 2014
Tralasciamo la dichiarazione sulla Pasqua che sinceramente preferisco non commentare perché mi sembra un’eccellente tecnica di “arrampicatura sugli specchi” ( per farla breve, siccome la Pasqua quest’anno è molto tardi, allora per questo motivo l’inflazione, statisticamente in aumento in questo periodo, a marzo non è salita. Io fossi in lui avrei proposto la Pasqua tutto l’anno…vabbè…) Si è parlato anche di Quantitative easing, quindi, nella conferenza stampa successiva. Ed è stato più volte ribadito che anche nel board è stato ampiamente discusso. Ma nulla di fatto. Come si temeva tra l’altro. Ma ecco che Super Mario perde qualche colpo e dice cose “strane” che su twitter ho così commentato.
#DRAGHI: eventuale #quantitativeeasing dipenderà dalla salute delle Banche. Come volevasi dimostrare TARGET–> banche e non ECONOMIA
— Danilo DT (@intermarketblog) April 3, 2014
Mi è sembrata una dichiarazione un po’ “pilotata”, come se fosse qualcuno che gli ha imposto di dire questa frase. Così dicendo, Draghi ha messo in secondo piano l’economia e ha messo sul piedistallo la stabilità finanziaria dell’Eurozona. Se le banche rischiano di avere problemi, allora si interviene. Altrimenti nulla. E dell’economia chissenefrega. Non male.
E della problematica della liquidità in eccesso non si è fatta particolare menzione. Oggi l’interbancario non è in tensione e allora…perché intervenire?
Però, come detto…:SE sarà necessario il QE si farà…bla bla bla… il mercato festeggia e le borse riprendono a salire. Mah…

Ma la deflazione?
Come detto non è un problema… Ma come non è un problema?
La BCE ha un mandato: monitorare l’inflazione. Ma la deflazione non è visto come rischio?
Tanto può essere pericolosa un’inflazione al 3.5% come una allo 0.50%, equidistanti dal target BCE del 2%.
Invece no, a quanto si vede, si fa distinzione.
Senza poi dimenticare che, come sapete, c’è chi è già in deflazione.
Ma non solo. Ecco cosa dice su altri elementi strutturali molto importanti:
#DRAGHI: ammettere rischio #stagnazione e disoccupazione strutturale lungo periodo e non far nulla è grave. Ma a qualcuno va bene così. #WTF
— Danilo DT (@intermarketblog) April 3, 2014
Ebbene si, lo ammette ma…non fa nulla. Questo è un controsenso imbarazzante. Ma sommatelo con tutto il resto e con il suo stile quasi imbarazzato. Sembra proprio che Mario Draghi abbia raccontato la storiella che gli hanno fatto dire ma di cui lui non sembra per nulla convinto. Rispetto alle altre volte sembra molto meno sicuro, molto meno lucido, quasi impacciato.
E ora? Nulla di fatto e tutto rimandato. A Maggio? Molto difficile. Per una serie di motivi probabilmente a giugno. Sarà allora che usciranno le ultime stime su PIL e inflazione eurozona. Ennesima occasione per raccontarci, chissà, l’ennesima favola.
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!)
STAY TUNED!
