MEETING BCE: il cantastorie Mario Draghi atteso con qualche novità

Pubblicato 3 Aprile 2014 Aggiornato 7 Agosto 2014 07:11

Dire che la seduta di oggi del Meeting BCE porti per forza qualcosa di nuovo, beh, è difficile dirlo.
Tutti abbiamo capito qual è lo stile di Mario Draghi e della Banca Centrale Europea. Si agisce solo quanto è strettamente necessario e possibilmente a posteriori. Ne è un esempio il famoso “Whathever it takes”, uscito dalla bocca di Super Mario quando il nostro spread sfarfallava in area 500 e fischia.

Draghi da tempo dice che SE sarà necessario, interverrà anche con l’artiglieria pesante.
Ma quando sarà il momento di tirare fuori i cannoni? In QUESTO post che vi consiglio di rivedere, Draghi trovava finalmente un campo d’azione comune con la “bestia nera” Weidmann, capo della Bundesbank, il quale apriva ad un possibile QE.
Miracolo! O forse solo una mossa politica per tastare il polso al mercato? Ma veramente Weidmann accetterebbe un QE proprio ora? Quindi la stessa Bundesbank ha preso coscienza della difficile situazione europea?
La parola che più gira sulle bocche degli economisti europei in questi giorni è sicuramente DEFLAZIONE. In effetti qualche segnale evidente inizia a farsi sentire.

Questo grafico vi illustra i prezzi al consumo (CPI) di paesi come Spagna, Germania e la media dell’Eurozona.
Come ben sapete, il mandato della BCE è legato al monitoraggio dell’inflazione. Francoforte deve cercare di mantenere il tasso inflazione in area 2%. Ma questa cosa vale solo al rialzo o anche al ribasso? Il grafico qui sopra allarma Draghi perché ci stiamo allontanando sempre più proprio dal target 2% mentre diversi paesi, tra cui appunto la Spagna, sono già in deflazione.
Quindi se si vuole si può già fare qualcosa. Ma c’è anche dell’altro.

Liquidità in eccesso, Eonia e…non solo!

In questo grafico apparentemente complesso trovate:

1) tasso Eonia
2) liquidità in eccesso nel sistema
3) euribor a 3 mesi
4) stima inflazione Eurozona

Come potete notare, l’Euribor è stabile, in leggero rialzo, ma non di certo a livelli da destare preoccupazione.
Il tasso Eonia, nelle chiusure di fine mese, ha sempre dei picchi molto elevati per poi rientrare rapidamente. La cosa infastidisce la BCE che però, ormai, ci ha fatto il callo. La cosa che conta è che poi l’Eonia rientra rapidamente e non dà segnali di tensione.
E poi c’è l’inflazione attesa (MUICP = Monetary Union index of consumer prices). Guardate dove si sta dirigendo. Area 0.50% con chiara condanna di diversi paesi alla deflazione.
Ed infine la liquidità in eccesso.
Il sistema prevede una cifra pari a circa 200 miliardi di Euro. Oggi tale cifra è pari a “soli” 108 miliardi. La META’. Questo non è normale anche se, anche qui, non è allarmante, in quanto, ribadisco, non si vedono tensioni visti i tassi a breve.
Però ognuno di questi indici potrebbe essere una buona scusa per agire, tralasciando tutto quello che riguarda la “guerra valutaria” (Euro troppo forte vs USD, vedi il post di ieri), una ripresa economica “graduale ma modesta” e la necessità di un sistema bancario più “propositivo”. Senza poi dimenticare che un po’ di liquidità in più, proprio al settore bancario, vista l’aria di stress test, non risulta certo sgradita.
Ma lo farà?

Si aprono le scommesse. Secondo il mio modesto punto di vista, c’è lo spazio per agire e vista l’apertura di Weidmann è possibile un intervento magari solo “figurativo” e non rivoluzionario, come per dire “vedete che ci siamo, belli operativi, e pronti ad accettare le sfide sui mercati”.

a- Taglio dei tassi? Può darsi. Efficacia reale però molto bassa.
b- Tasso dei depositi negativi? Probabile. Efficacia da dimostrare. In passato banche centrali nordiche lo avevano fatto con pessimi risultati.
c- Special LTRO? Magari non subito. Efficacia da vedere, perché bisogna capire COME verrebbe montato.
d- QE? Lo escluderei soprattutto se visto “da subito”. Sarebbe un passo troppo lungo, occorre una gestione più progressiva ed oculata. Il mercato la vedrebbe come “mossa disperata”.
e- SMP non sterilizzati? Mah, molto più probabile nel breve rispetto al QE vero e proprio ma sempre prematuro.

Unica certezza: qualsiasi cosa accada, dopo una reazione dei mercati “giustificata” dall’emotività, sarà importantissimo ascoltare COSA ci racconta dopo Mario Draghi.
Magari sarà la solita storiella, però potrebbe nascondere tra le righe importanti messaggi che devono essere interpretati e recepiti.

Sempre ben sapendo che la politica monetaria non convenzionale non è la soluzione a tutti i mali ma, in questo caso, serve per “mettersi un po’ più in pari” con quanto fatto dalle altre banche centrali, con la consapevolezza che a noi, italiani, potrebbe aiutarci ad uscire un pochetto dal pantano.

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Danilo DT

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