DRAGHI: ecco perché si apre al taglio tassi e al QE

18 Giugno 2019 22:54

Ecco che poi accade quello che non ti aspetti perché è quasi imponderabile. O forse no.
Proprio nelle ultime settimane è stato chiaro il cambio di “mood” da parte della FED, e Draghi ha ribadito come la BCE fosse in linea con le nuove coordinate. Praticamente le due banche centrali hanno fatto capire che erano pronte a tagliare i tassi, addirittura a portarli in negativo e se era il caso, tornare a comprare titoli con il QE (quantitative easing).
Ha sicuramente sorpreso il “timing” di Draghi a livello di comunicazioni.

(ANSA) – ROMA, 18 GIU – “Il programma di acquisto di asset (il quantitative easing, ndr) ha ancora uno spazio considerevole”. Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi al simposio delle banche centrali a Sintra in Portogallo. “In assenza di un miglioramento, al punto che sia minacciato il ritorno di un’inflazione sostenibile ai livelli desiderati, sarà necessario un ulteriore stimolo”.
Ulteriori tagli dei tassi e misure per mitigare qualsiasi effetto collaterale continuano a far parte degli strumenti a nostra disposizione”.

Una comunicazione forte ma… nemmeno troppo. Le motivazioni sono quantomeno duplice. Draghi ha voluto dare un segnale forte al mercato in un momento di palese difficoltà, prima che si prendano delle pieghe complicate.
E quali sono queste motivazioni?

Motivazione nr. 1: ZEW

Motivazione nr. 2: Euro inflation swap forward 5y5y

E’ chiaro che il problema dell’Unione Europea è la mancanza di inflazione collegato alla mancanza di crescita. Occorrono stimoli, e Draghi ha dimostrato quantomeno coerenza.
Certo, indirettamente Draghi spingerà ulteriormente verso il basso i rendimenti dell’Eurozona, e contribuirà ad una svalutazione competitiva dell’Euro contro USD.
Ricordate? Già vi stavo parlando della guerra valutaria. Eccovi serviti.


Ovviamente adesso si scontano anche tagli dei tassi a breve in Eurozona. E guardate i rendimenti dei decennali. Adesso anche Austria e Francia a rendimento ZERO.

E ora vediamo se la FED ci regalerà il definitivo “coup de theatre” di giugno 2019.

STAY TUNED!

Danilo DT

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