DRAGHI ai titoli di coda. Ma il cantiere resta APERTO
Calma, non occorre avere fretta. Oramai il mercato è informato. La BCE potrebbe muoversi nel discutibile mondo dei “tassi negativi” oltre che nel TLTRO. E allo stesso tempo è ben noto lo stato di salute della crescita, condizionata da incertezza e geopolitica, il tutto “supportato” da un tasso inflazione che scenderà.
Un mix di elementi che, messi insieme, ci fanno capire che la BCE è in stato di “calma apparente”, vigila sulla situazione con preoccupazione, e aspetta.
Aspetto che la situazione renda necessario un intervento della BCE (oltre che per il TLTRO che diventerà operativo a settembre). Altrimenti nulla potrebbe anche succedere, SE non fosse necessario. Ci sono gli strumenti, ci sono gli attrezzi, ma anche se lo scenario non ci lascia tranquilli, si aspetta di vedere se si manifesta prima di intervenire.
Sinceramente parlando, quindi, NULLA mi aspettavo da Draghi nella conferenza di due giorni fa, anche perché qualsiasi presa di posizione poteva essere controproducente, perché avrebbe cambiato gli equilibri, con rischio di aumento di volatilità. In un quadro che, come detto prima, è già ben in tensione di suo.
Mario Draghi ai titoli di coda
Inoltre un’altra cosa sta diventando elemento da tenere in considerazione. Come è noto il buon Mario Draghi è ormai a fine mandato. Quindi difficilmente prenderà grandi iniziative rivoluzionarie, prima del suo ultimo saluto. La sua mission? Fino alla scadenza del mandato, cercare di evitare che ci siano guai, Draghi vigile che vigila.
E difatti uno dei suoi più grandi timori continua proprio ad essere l’Italia. Il rischio spread non è certo archiviato, ancor di più oggi che siamo con le elezioni alle porte. Motivo: spread in aumento porta aumento dei rendimenti sui BTP e diminuzione dei prezzi degli stessi. Con importanti effetti sui bilanci bancari e sui mercati. Tensioni che poi andrebbero a ripercuotersi sulla crescita e sulle famiglie italiane.
Dite che siamo ormai schiavizzati dal sistema? Verissimo, lo siamo. Con una BCE che lei stessa si trova schiava del sistema.
Quindi, in sintesi, massima allerta su rischio sovrano e bancario in Eurozona. E il buon Draghi lo può monitorare con questi indicatori di CDS.
Rischio Sovrano e bancario in Eurozona
E poi nello specifico, massima allerta a questo secondo grafico, dove trovate sia il famigerato spread BTP Bund ma anche il differenziale tra i CDS di Italia e Germania, dove leggiamo il rischio effettivo.
Italia vs Germania: spread e CDS a confronto
E poi la curva dei tassi dell’Eurozona e il confronto con la curva italica.
E per chiudere il tasso inflazione Eurozona.
Questi sono i grafici che secondo me la BCE e Draghi “vigileranno” nei prossimi mesi. E se non ci saranno particolari segnali di allarme, nulla vieta di stare fermi. Oltre che il TLTRO che a settembre inaugurerà la fase 3.
STAY TUNED!
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