DUBBI AMLETICI: dobbiamo preoccuparci se la FED alza i tassi di interesse?

Pubblicato 8 Giugno 2015 Aggiornato 9 Giugno 2015 00:13

essere-o-non-essereSe leggiamo i dati macroeconomici, la Federal Reserve potrebbe anche rinviare serenamente il primo rialzo dei tassi. Ma se poi si vanno a leggere le conseguenze dell’abbondante liquidità presente sul mercato, allora bisogna fare dei ragionamenti.
Inflazione globale, margin debt e bolla speculativa in espansione oggetto di questo post.

Da una parte un rally di un mercato, quello azionario, che al momento sembra voler prendere fiato, senza però modificare la tendenza di fondo.
Dall’altro lato chiari segnali di rallentamento economico a livello globale.

La macchina economica per anni ha beneficiato dell’ingente quantità di liquidità immessa dalle banche centrali e oggi sempre quella macchina sembra mano disponibile a voler correre come in passato, malgrado la benzina che continua ad essere immessa nel sistema.
Per carità, cambiano gli attori (alla FED si è sostituita la BCE) ma il risultato di fondo è quello che dicevamo prima. Il mondo frena.
Nell’ultimo meeting BCE si è parlato di molte cose tranne che di tassi di interesse, in quanto c’era ben poco da dire. Per Mario Draghi & Co i tassi resteranno a zero ancora per lungo tempo.
Quadro diverso invece per la FED. Non più tardi che giovedì è stato niente poco di meno che il FMI a chiedere alla Yellen, che già è super colomba e quindi sensibile al discorso, di continuare ad essere espansiva e rinviare il più possibile il primo rialzo dei tassi di interesse.
La motivazione è sempre la stessa: il mondo frena e si teme che una manovra restrittiva comporti a livello globale una frenata ancora più accentuata. E allora che dovrebbe fare la FED? Restare immobile per l’infinito?

In linea di massima non è scritto proprio da nessuna parte che la FED sia OBBLIGATA ad alzare i tassi di interesse. Anzi…
Dire che il mondo stia affogando nell’inflazione è sicuramente un errore.
Questo grafico mette a nudo la situazione a livello globale. E proprio negli USA il quadro si fa addirittura potenzialmente deflattivo.

CHART OF THE DAY: TASSO INFLAZIONE a livello globale

inflazione-usa-giappone-eurozona

GIAPPONE non fa rima con INFLAZIONE

Se poi parliamo di Giappone, protagonista con il suo Abenomics di una campagna espansiva senza precedenti per il Sol Levante, lo scenario è addirittura più preoccupante. Guardate come è collassato il CPI negli ultimi mesi. Per carità i numeri sono chiari, la ripresa in Giappone appare consolidata, con due trimestri consecutivi di crescita guidata dalla domanda domestica privata. Le indicazioni per il resto del 2015 e per il 2016 sono positive, con previsioni di moderata accelerazione della crescita di tutte le componenti della domanda domestica e di miglioramento dell’export. Però la dinamica dell’inflazione dovrebbe rimanere al di sotto dell’obiettivo del 2% anche nel 2016. Tutti questi numeri potrebbero spingere la BOJ ad aumetnare ulteriormente la posta in gioco e portare Kuroda ad aumentare lo stimolo monetario, visti anche i chiari di luna fiscali del 2017 (non proprio positivissimi per l’economia Nipponica).

USA: perché ALZARE I TASSI DI INTERESSE?

Detto tutto questo, e vista l’influenza dell’economia USA sul tessuto economico globale, oggi potenzialmente deflattivo e NON iperinflattivo, la domanda che dobbiamo porci è: ma allora perché la FED deve alzare i tassi e per molti è una questione scontata?

Certo, secondo me diversi operatori parlano senza conoscere molto bene la questione. Intanto però un dato è chiaro. L’inflazione NON è un problema per gli USA oggi. Ed alzare i tassi perché si teme OGGI un’inflazione troppo altà è un palese errore. Può starmi bene il fatto che secondo molti in futuro l’inflazione sarà molto superiore. Ma perché muoversi già ORA con tutti i rischi che ne derivano , soprattutto a livello speculativo?
Inoltre, come vi ho già spiegato in passato, non dimentichiamo MAI che la FED indirettamente ha già alzato i tassi.
Infatti, accettando di buon grado la “volontà della BCE “ di far rafforzare il Dollaro USA, ha praticamente contribuito ad una limitazione della circolazione di moneta, frenando l’export delle aziende USA. Una reazione simile a quella che si ottiene in caso di stretta monetaria. Guardate le partite correnti e ve ne accorgerete.

US Current account deficit

partite- correnti-usa

E quindi? Perché alzare i tassi di interesse? Perché lo ha scritto il dottore? Perché si vuol lanciare una nuova moda? Perché dopo i ribassi ci voglio anche i rialzi?
No, siamo seri. C’è solo un motivo per cui i tassi devono teoricamente essere alzati.
L’ingente massa di liquidità, come vi ho spiegato MILLE volte, orma è generato una bolla speculativa che si chiama BOLLA da asset, creando un mercato unidirezionale dove TUTTO è stato gonfiato a dismisura. Inoltre il facile acceso al credito e l’abbondante liquidità ha poi favorito anche scenari speculativi molto pericolosi. Praticamente ci si è tornati ad indebitarsi copiosamente sia per garantirsi un tenore di vita non sostenibile e per…investire nella finanza. Il gatto che si morde la coda…
Guardate il margin debt, ai massimi storici…

US Margin debt

margin-debt-usa

O ancora la quantità di buyback che sono stai effettuati negli ultimi mesi. E poi, quanto di questo denaro viene investito nell’economia REALE e non nella finanza?

Quindi mi sembra evidente. La FED NON ha motivi concreti per alzare i tassi oggi, se non quello di mettere un FRENO alla speculazione ed alla bolla in atto.
Morale: visto che non si vogliono generare shock sui mercati, la Yellen tarderà ad alzare i tassi. A meno che qualcosa succeda e ci sia il rischio di ritrovarci con la situazione fuori controllo. Se quindi la FED dovesse alzare i tassi prima del 2016, significa che qualcosa è andato storno.
E allora è corretto iniziare a preoccuparsi.

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Danilo DT

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