E ora il Giappone inizia a fare paura

Pubblicato 27 Maggio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 10:20

Sulla nota Abenomics si sono spese già tante parole. E sull’inesistenza del decoupling finanziario anche.
Ormai saprete tutti che definisco la politica monetaria giapponese un grande esperimento che non può essere giudicato con oggettività perché, diciamo la verità, nessuno sa dove ci potrebbe portare.

Al disastro assoluto? Forse. Intanto è chiaro che la mossa di Abe è stata guidata dalla disperazione. Il Giappone doveva fare qualcosa per uscire dalla deflazione che continuava da tanti lustri. Abe ha colto la palla al balzo. Le banche centrali di tutto il globo si stanno sfidando in una guerra valutaria che NON bisogna definire tale perché è “politically incorrect”. E allora definiamola svalutazione competitiva. E quindi cosa fa Abe?
Stampa.
Stampa a raffica.
Come mai fatto prima. Lo fanno la FED, la BOE, la SNB, e allora…lo farà anche la BOJ! (ops…non lo fa la BCE…)

Un esperimento di politica monetaria

E come tutti gli esperimenti necessiterebbero di alcuni test. Ma qui il test è la realtà. E si pagherà il tutto sulla pelle dei giapponesi e NON solo, vista la globalizzazione.
Il rischio che si inizia a percepire sui mercati è che la cosa stia scappando di mano. Nel breve lo stimolo della BOJ porta per forza di cose positività, rally dei mercati, speranze, aumento dell’export. Ma poi?

Kuroda si appella alle banche: “prestate denaro alle imprese e all’economia reale”.

The BOJ regards a shift in funds by financial institutions from safe government bonds to riskier assets, such as stocks and foreign assets, as one of the mechanisms it wanted to put in motion with its unprecedented monetary easing undertaken in April. The strategy also includes getting banks to initiate more lending,
Such a shift, called a “portfolio rebalancing effect,” is one of the three things the BOJ hopes to bring about, the others being putting broad downward pressure on bond yields and achieving a rise in inflation expectations toward a 2% rate of inflation in two years. (WSJ)

Abe rassicura i mercati: le politiche della Bank of Japan sono frutto di un suo disegno preordinato. Il Premier nipponico ha confermato che la BOJ ha “creato maggiori opportunità” per i mercati finanziari, assicurando che “risponderà appropriatamente” ad ogni sviluppo di carattere finanziario. Ma riuscirà veramente a farlo?
E potrebbe dire diversamente? Certo che no! Immaginatevi se diceva: “speriamo che tutto vada bene perché se qualcosa va storto sono cavoli amari”.

Per uscire dalla trappola della liquidità, e stimolare l’economia, si è deciso quindi di stampare carta.
Ma il debito inizia giustamente a fare paura: nel breve tutto ok, ma poi qualcuno dovrà pagare. Ed ecco che il debito inizia a fare paura…
A fronte di un rapporto debito/PIL ormai al 230% e di un deficit di bilancio annuale del 10% del PIL , il Governo giapponese paga (almeno quello) bassi tassi d’interesse sul debito per effetto della bassa inflazione (che perdura da oltre un decennio) e grazie all’apprezzamento dello yen rispetto alla altre maggiori valute.
Ora immaginatevi voi se l’obiettivo dell’inflazione al 2% scappa di mano al Giappone. Quanto viene a pesare il nuovo costo del debito? E chi lo potrà mai sostenere? Questo scenario, se non arriva la crescita (che non arriverà secondo me) porterà per forza inflazione e quindi…come la mettiamo? Eccovi un brillante VIDEO che vi spiega alcune cosette sul debito giapponese…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Njp8bKpi-vg[/youtube]

Il problema è che le conseguenze la pagheranno i giapponesi, certo, ma non commettete l’errore di vedere un decoupling dell’effetto catastrofico che ne deriverebbe. La storia recente ha insegnato. Uno solo è il mercato. Una sola è la direzione. Questo mercato si chiama mondo.
Chiudo con questo grafico del WSJ. E’ un grafico interattivo che potrete visionare cliccandoci sopra. E scoprirete che il Giappone non è certo l’unico paese al mondo che ha visto il suo debito (pubblico+privato) lievitare considerevolmente negli ultimi anni.
Fino a quando il giocattolo regge?

STAY TUNED!

DT

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