E siamo al QUARTO mese di DEFLAZIONE in Europa (in crisi da domanda)
Il bollettino dell’Eurotower, uscito qualche ora fa, sottolinea l’importanza della domanda interna, visto come vero elemento di traino della ripresa economica.
Si parla di una crescita modesta ma costante, dove l’incertezza regna sovrana soprattutto nelle economie emergenti, molto legate anche alle decisioni sui tassi USA.
Il grafico sottostante certifica quanto detto. E’ una crisi da scarsità di domanda.
E se non c’è domanda, non circola moneta. Se non circola la moneta, non c’è inflazione.
Ed ecco che, per chiudere il cerchio, esce oggi il dato sul tasso inflazione europea. Quasi gioiosamente ci viene comunicato che tutto è “come previsto”. Anzi, l’inflazione sale!
A maggio il tasso di inflazione tendenziale nell’Eurozona e’ risalito al -0,1% dal -0,2% di aprile. Lo afferma l’Eurostat, confermando una precedente stima. Anche nell’Unione Europa si e’ riscontrato lo stesso tasso negativo dello 0,1%, in lieve ripresa rispetto al -0,2% di aprile. Il tasso annuale negativo riscontrato a maggio ha accomunato 16 Stati membri tra cui Romania (-3%), Bulgaria (-2,5%) e Cipro (-1,9%). Il tasso di crescita dei prezzi al consumo piu’ alto si e’ registrato in Belgio (+1,6%) e a Malta (+1%). Sempre a livello annuale ad avere il piu’ rilevante impatto positivo e’ stato il settore ristoranti e caffe’ (+0,12 punti percentuali) mentre a pesare maggiormente in negativo e’ stato il comparto carburanti per trasporti (-0,53 punti percentuali). (Reuters)
Ma che bello! Migliora l’inflazione!
Peccato che questo è il QUARTO dicasi QUARTO mese consecutivo di deflazione dell’Eurozona. E a nulla sono serviti i forti stimoli monetari e sono ancora limitati gli effetti del rialzo del petrolio.
Il grafico ci illustra un’inflazione “All Items” ancora negativa, un’inflazione CORE che è ampiamente sotto l’1% e un tasso previsionale della stessa che è decisamente SOTTO il target del 2%. Non c’è che dire, un successone. Fanno bene i media a dire che la situazione sta migliorando. E l’Italia? Il grafico in apertura ci dice che come sempre contribiuamo alla deflazione. Tutto bene, quindi.
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