Ecco come ti stabilizzo il rischio sul debito pubblico

16 Giugno 2017 09:45

keep-calm-and-drown-in-debtITALIA, debito pubblico, nuovo record.

Ormai questi dati non fanno nemmeno più notizia, fanno parte di quei report che periodicamente escono e sempre con lo stesso risultato
Il debito pubblico italiano continua a salire e fa un nuovo massimo storico a 2.270 miliardi di Euro.
Ok, nulla di nuovo. Un aumento di oltre 10 miliardi da inizio marzo. E’ bello poi legger ele giustificazioni che ci tranquillizzano enormemente.
Cosi’ parlò Bankitalia:

“l’incremento è dovuto al fabbisogno mensile delle Amministrazioni pubbliche (5,5 miliardi) e all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 3,9 miliardi, a 58,5; erano pari a 64,7 miliardi alla fine di aprile 2016) e all’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (0,7 miliardi)”.

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Ora sono molto più tranquillo, sopratutto quando penso che Draghi prima o poi “mollerà gli ormeggi” e, seppur in modo molto progressivo, inizierà il suo QE alla rovescia, ovvero una exit strategy che potrebbe avere importanti impatti proprio sui corsi dei nostri BTP. E’ facile fare la somma delle parti. Aumenta il debito, diminuisce la qualità del bilancio pubblico, e cala la garanzia che ci regalava il QE Europeo. E per fortuna che PAdoa prometteca una diminuzione dello stesso. Ma dove???

I conti sono chiarissimi: 2.270,4 miliardi di euro, vale a dire 94.600 euro per ognuna delle famiglie italiane, oppure facendo un calcolo pro-capite, ben 37.840 euro per ogni abitante.
Cosa si potrebbe fare?
Alla mente mi viene subito un altro paese, che si trova in condizioni di debito pubblico e sopratutto di rapporto debito PIL, ben peggiore del nostro. E questo paese è il Giappone. Loro hanno ideato una soluzione “fatta in casa”.
La banca centrale del Giappone, infatti, continua con il suo esperimento di politica monetaria, andando direttamente a comprare i bond che emette il Tesoro. In questo modo diventa monopolista assoluto dei titoli, stabilizzandone i prezzi, e garantendo al venditore una controparte “di fiducia” che di certo non gli girerà le spalle.
Oggi la BOJ detiene il 40 % del debito pubblico giapponese.

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Ovviamente la Banca d’Italia non potrà fare altrettanto. Ovviamente questa soluzione giapponese non può durare all’infinito e di certo prima o poi avrà il suo “rovescio della medaglia”, ma nel breve riceve anche la fiducia del mercato.
Per noi invece solo una certezza. Che il futuro dei BTP sarà ricco di incertezze, anche se il volume degli stessi, volumetricamente considerabili sistemici, dovranno essere maneggiati con grande cura, perchè l’effetto contagio potrebbe essere devastante.

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Danilo DT

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