ECONOMIA REALE: LA RICETTA PER RIPARTIRE

5 Settembre 2014 09:15

bazooka draghi qeAl momento, per rilanciare l’economia, Draghi si rifugia nell’ultima cartuccia che aveva a disposizione nel caricatore dei tassi, arrivando praticamente al tasso ZERO.

Ma state pur certi che questa mossa avrà un impatto nullo sulla crescita economica. Ma per Draghi era un atto dovuto: un modo di dire:

“signori, il caricatore dei tassi si è esaurito ed ora passiamo a qualcosa di più pesante”.

E quel qualcosa partirà il 18 settembre e si chiama TLTRO, prestiti in stile LTRO ma condizionati, e poi dopo si passerà l’anno prossimo ad una serie di acquisti di ABS. Su questo leggete l’approfondimento QUI.
E il famoso Bazooka Draghiano, ovvero il quantitative easing europeo sui titoli di stato? Resta al momento solo un progetto, un arma “chimica” che molto probabilmente verrà MAI usata, visti i disaccordi all’interno dello stesso consiglio e viste le difficoltà sull’effettuare l’operazione, sia per normativa ma anche per condizioni di mercato.
Intanto Draghi dice:

“Con i finanziamenti Tltro fino a mille miliardi di euro in otto tranche ogni trimestre e il piano di acquisti di Abs e covered bond, si punta a riportare il bilancio della BCE oltre i 3.000 miliardi di Euro.”

Cifre che avevamo visto solo nel momento peggiore per l’Euro, ovvereo appena dopo la partenza del LTRO.

Grafico Bilancio BCE e confronto con altre BC (base 100 = 2007)

all-Central-bank-balance-sheets

Come detto, al momento (oggi) l’intervento riguarda SOLO i tassi di initeresse, un taglio votato dal consiglio in modo definito NON unanime. E poi come detto ci sarà tutto il resto.

Morale: i BTP al momento non hanno grossi motivi per salire di prezzo visto che gli interventi non interessano, al momento, questi tipi di titoli. Ma i mercati sono così, si sa, vivono di emozioni. Ed infatti ecco come si presenta il mercato questa mattina. Il Decennale dei PIIGS (Grecia esclusa dal Grafico) nuovamente in gran forma e sui minimi assoluti di rendimento, in particolar modo proprio sull’Italia.

Grafico rendimento 10yr PIIGS rendimento 10yr PIIGS

Il voler “pompare” liquidità al sistema risolverà anche un altro problema, che al momento non lo era assolutamente ma lo poteva diventare progresivamente nel tempo, ovvero la quantità di liquidità in eccesso nel mercato che ultimamente era ben al di sotto dei livelli previsti, che sono pari a circa 200 miliardi di Euro, contro i 100 attuali. Dico che non è un problema, oggi, in quanto non esiste asolutamente tensione sul mercato dell’interbancario.

Grafico Excess liquidity nel sistema Eurozona

excess liquidity ECB 2014

Inoltre la liquidità in eccesso è altrettanto importante per dare la possibilità al sistema di poter finanziare tranquillamente le imprese. E qui si apre la nota dolente.

Tutte queste mosse della BCE sono fatte anche per cercare di portare alle imprese un volume maggiore di denaro. Peccato però che 10bp in meno non cambiano di certo lo scenario. E ache queste manovre straordinarie potrebbero non avere (secondo me) gli effetti sperati. Sull’Euro (indebolimento) l’effetto potrebbe essere concreto, sugli ABS anche, ma sui prestiti alle imprese?
Guardate questo grafico. Mette a confronto il prestiti privati dell’Eurozona con la massa monetaria M3. Malgrado un aumento della liquidità, i prestiti non hanno fatto che scendere.

GRAFICO prestiti privati Eurozona

prestiti eurozona

E guardando la situazione italiana, vi ripropongo questo grafico dove sono messi in evidenza i prestiti in Italia.

GRAFICO prestiti bancari ai residenti in Italia

prestiti banche italia 2014La questione non è legata SOLO alla liquidità. Le banche prestano denaro SE vogliono, SE ritengono le aziende meritevoli secondo i loro discutibili sisitemi di rating, SE pensano di non rimetterci i soldi, visto l’elevatissimo tasso di insolvenza. Anche perché, ricordiamolo, siamo in uno scenario di “debt deflation” (qui  troverete un interessante ed approfondito studio sulla questione) con una velocità di circolazione della moneta sempre più bassa, e banche che NON concedono prestiti perché continuano a non fidarsi. E a poco servono le manovre di politica monetaria che procurano solo beneific al mondo della finanza ma non a quello dell’economia reale.

E allora….che fare? Signori, diamo a Cesare quello che è di Cesare. Dopo il mio post di ieri dove ne parlavo apertamente  ecco che Draghi in conferenza conferma esattamente quanto da me auspicato. Ecco cosa scrive la solita ottima Tonia Mastrobuoni su La Stampa:

Ormai la Bce sta esaurendo le sue cartucce (…) Ma la verità è che non basterà, non può bastare. Se i governi non si muoveranno in fretta, se Angela Merkel non mollerà la presa sul rigore, l’Eurozona rischia lo scenario peggiore. (…) «Non si può tenere l’inflazione al 2% soltanto con le politiche monetarie – ha ammesso a un certo punto – serve anche la crescita», dunque politiche di stimolo e riforme strutturali. Perchè senza queste ultime, il presidente della Bce lo ha ripetuto anche oggi, eventuali misure espansive non possono ottenere gli effetti voluti. (…) ha bisogno che anche i governi facciano la loro parte (…) Draghi ha ribadito per ben due volte che la Bce ha raggiunto i limiti, è anche un segnale chiarissimo ai politici. Ora tocca a loro evitare il peggio. (…) Draghi ha ammesso finalmente che c’è un problema di domanda e non solo di offerta in Europa e ha invitato i governi a spendere di più, e si rivolgeva soprattutto a chi ha i margini maggiori per farlo ma continua ad essere attaccato al feticcio del rigore. Che bisogno c’è che la Germania raggiunga l’anno prossimo il pareggio di bilancio se non per un’ansia da primato (sarebbe il primo dagli anni 60)? Tanto più insensata nel momento in cui l’Europa sta scivolando verso il «triple dip», sta rischiando di finire nella terza recessione in pochi anni. (Source) 

La BCE sta facendo la sua parte. Tassi di interesse al tappeto, “garantisce” il debito pubblico dell’Eurozona, ora produrrà anche liquidità che però MOLTO probabilmente non finirà nell’economia reale perché manca la struttura, la base. E questa base la devono mettere i Governi e l’Unione Europea.

Riforme, maggiore spesa pubblica, più flessibilità di bilancio e (non ricordo se ve l’ho già detto) rivedere i patti dell’Europa Unita oltre che il famoso fiscal compact.

Eccovi qui la ricetta per fare ripartire tutta l’Europa. Utopia? Forse, ma io non vendo altre soluzioni, se non qualcosa di molto più drastico.
Buon viaggio a tutti (sperando che non ci portino all’inferno)

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)
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