EFSF: UE e interventismo al consumo
Quanto è successo ieri a Bruxelles deve essere interpretato. Infatti secondo me non deve essere visto come una cocente delusione per chi sperava in un sostegno forte ed indiscriminato di tutti i paesi dell’Unione Europea alla crisi, tramite ovviamente la BCE e l’EFSF. La riunione dei paesi Euro di serie A, o meglio, di serie AAA, ha sancito la non volontà, oggi, di incrementare la corazzata anti speculazione che è il fondo EFSF.
Secondo me hanno fatto bene, perché questa decisione è in linea con lo stile intrapreso nel gestire questa crisi. Mi spiego meglio.
Prendiamo ad esempio l’asta di ieri dei titoli spagnoli, Non dimentichiamolo, la Spagna è il vero incubo dell’Unione Europea, se va in crisi, sono cavoli acidi. Però ieri l’asta è stata molto buona. E la Grecia ha replicato le buone notizie in arrivo da Madrid.
…la Spagna ha collocato 5,5 miliardi di bond con scadenze a 12 e 18 mesi con rendimenti in calo (rispettivamente a 2,9% da 3,4% e a 3,3% da 3,7%) dalla precedente asta. Buone notizie anche da Atene, che ha emesso titoli a 13 settimane per 650 milioni di euro, con un rendimento (al 4,1%) invariato rispetto alla precedente asta di novembre. Nemmeno il nulla di fatto all’Eurogruppo di ieri per un futuro potenziamento dell’European Financial Stability Facility’ ha incrinato la fiducia dei mercati. (Source)
Un intervento oggi (dove tutti stanno rompendo i porcellini per capire come limitare le spese) sarebbe stato superfluo ed incoerente con la strategia finora attuata. Infatti quello che sta facendo l’Unione Europea è prendere posizione SOLO se la situazione si aggrava in modo deciso per via di reali dati macro oppure per colpa della speculazione.
Quindi, perchè aumentare i fondi nell’EFSF nel giorno in cui le aste di Grecia e Spagna sono andate bene? Questa mossa chiave sia a livello economico ma SOPRATTUTTO politico (in quanto aumenterà il “legame” tra i vari paesi membri) verrà espletata quando ce ne sarà bisogno. Oserei dire quindi un’operatività “al consumo” e secondo le necessità. Meglio usare tutte le cartucce (con i relativi risvolti psicologici) nei momenti di reale necessità. Oggi abbiamo l’interessamento non solo delle banche e dei residenti UE a rinnovare il debito, ma anche da attori stranieri. Vedi Giappone, Cina, Russia.
Quindi appuntamento a fine marzo. E se ce ne sarà bisogno, molto prima.
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DT
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