EUROZONA: Draghi e la ripresa che stenta a decollare

22 Maggio 2015 14:58

draghi-ripresa-economica-deludenteOrmai per il sottoscritto, una visita all’ITForum di Rimini è diventato un appuntamento fisso nel mio calendario. Anche se (un poco) qualitativamente e (soprattutto) quantitativamente la fiera ha perso molto del sul vecchio smalto, eesta sempre un’interessante occasione di incontro e di confronto. Molto spesso mi è capitato di confrontarmi con alcuni “colleghi” proprio sulla problematica che poi è la conseguenza della minor presenza di società all’ITForum: la crisi economica.
Non posso negarvi la mediocrità di certi discorsi, speso orientati ai soliti luoghi comuni.
“La situazione si sta stabilizzando, i mercati in Europa andranno meglio che altrove, Draghi con il suo QE contribuirà in modo concreto ad un miglioramento del quadro macro” ecc.

A dire il vero, l’unica cosa certa è che il QE ha contribuito a gonfiare a dismisura i bond dell’Eurozona. E per il resto? Beh…certo…i dati macro sono stati anche aiutati da altri fattori, che però oggi non danno più le stesse certezze di qualche mese fa.
Queste cose Mario Draghi le sa benissimo, è tutto fuorchè fesso. Ma non può certo dire in pubblico, in modo così esplicito come stanno le cose: chi segue il blog queste cose le conosce già a memoria.

Il modello QE Europeo non può funzionare come invece ha fatto in USA (senza però dimenticare che, anche oltre oceano, ha comunque generato una crescita economica non sufficientemente solida). La FED è la banca centrale di un unico stato. La BCE è la banca centrale di una macedonia di paesi dove ognuno guarda e mira al suo orticello.
Secondo fattore: elementi di tipo congiunturale hanno aiutato non poco l’Eurozona negli ultimi mesi: il crollo del prezzo del petrolio, ad esempio, ha aiutato (e non di poco) il tessuto produttivo.

E poi c’è il fattore cambio, figlio anche di una politica monetaria divergente. Un dollaro così forte ha aiutato l’export in modo determinante.

Da Sintra Mario Draghi dice:

“le condizioni macroeconomiche dell’Eurozona sono migliorate ma non sono ancora soddisfacenti”.

Inoltre viene ribadito il ruolo chiave dei governi i quali devono agire con la rispettiva politica locale:

“I governi dei singoli paesi devono fare la loro parte con il proseguo dei processi di riforme che devono continuare”

Insomma, sembra quasi che la ripresa si stia già fermando. Come mai? Cosa sarà successo? In realtà la risposta è sotto gli occhi di tutti.

Grafico A: petrolio in ripresa

crude-oil-brent-trend

Grafico B: appiattimento del cross EURUSD con ripresa della moneta unica europea

eurusd-chart-trend

Sul primo aspetto c’è poco da dire se non che i prezzi si sono un po’ “normalizzati” dopo la violenta correzione. Sul secondo aspetto invece, il rinvio della politica restrittiva della FED ha contribuito ad una perdita di tono dell’USD, con la benedizione dell’economia a stelle e strisce che sta iniziando a patire oltremodo il trend ribassista dell’Euro.
Se quindi la ripresa in Eurozona (vedi anche lo ZEW in Germania) dovesse veramente renare, allora fermatevi un attimo e meditate sull’efficacia del QE Europeo (Effetto distorsivo sui mercati dei cambi a parte).

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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