Federal Reserve: gioco d’azzardo coi mercati
Benvenuti nel caos più totale. Parlo delle borse? No, parlo della Federal Reserve.
Negli ultimi giorni ho pubblicato un’analisi sul Minute FED e su quali messaggi venivano dati.
Come ben sapete, la Federal Reserve ha programmato quattro rialzi dei tassi di interesse da un quarto di punto percentuale e con cadenza trimestrale. Quindi +1% nel 2016, oltre al +0.25% di dicembre 2015. Ma la stessa Federal Reserve nel Minute ha fatto capire che poi, però, le cose non vanno così bene. Gli indici macroeconomico (ISM manifatturiero e non manifatturiero ad esempio) sono in discesa. Inoltre ci sono due fattori che potrebbero frenare la crescita economica e con essa l’inflazione: la Cina e il petrolio. E poi aggiungiamoci pure anche un Dollaro troppo forte: se i tassi di interesse vengono alzati, scatta il carry trade a favore del biglietto verde che si rafforza soprattutto contro Euro. Un problema per l’export a stelle e strisce. E poi ci sono anche gli effetti sui paesi emergneti: già adesso il Brasile sta registrando probabilmente la sua peggior recessione del secolo. Se il Dollaro USA si rafforza ulteriormente, diventa in taluni casi totalmente ingestibili da certe economie già molto indebolite e molto esposte con debiti in USD.
Quindi per assurdo, il quadro va a favore di un percorso rialzista meno evidente. E il mercato, in effetti, va a scontare tutti questi tasselli che sopra vi ho descritto. Guardate il grafico aggiornato del Dot Plot (il parere dei membri del FOMC) e l’andamento dell’OIS (Overnight Index Swap).
Dot Plot vs OIS
Il gap è veramente importante. Stando ai future sui Fed Funds, la prossima stretta è prevista non prima. Le probabilita’ per un aumento del costo del denaro sono al 64%.
Tabella Fed Funds FUTURE
Verrebbe da pensare che quindi la Federal Reserve, visto quanto detto sopra, possa avere un ripensamento. Ed ecco invece cosa va a dire Lacker, Federal Reserve di Richmont.
“La Fed potrebbe dover alzare il costo del denaro più di quattro volte nel corso del 2016 qualora i prezzi petroliferi si stabilizzassero, il dollaro terminasse di apprezzarsi e l’inflazione dovesse risalire verso il target del 2%. Un sentiero più aggressivo sarebbe opportuno rispetto a quello dei quattro rialzi generalmente adottato come ipotesi per quest’anno” (…) (Source).
Uh, non male. Strategia per cercare di non lasciare al mercato la convinzione di un tasso FED così basso per la fine del 2016 come scontato dall’OIS? Oppure c’è veramente la possibilità di una manovra addirittura più restrittiva di quanto si possa immaginare? Se così fosse, le conseguenze potrebbero essere non di poco conto, anche a livello di impatto internazionale.
Quindi escluderei l’ipotesi di Lacker, a meno che…ci sia qualche sorpresa in arrivo di cui non siamo al corrente… In tal caso sarebbe in gioco d’azzardo. Qualcuno sta bluffando. Ma quando si scoprono le carte, potrebbe essere troppo tardi.
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