FUTURO ZERO

Pubblicato 20 Novembre 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 08:06

La crisi porta disequilibri e confusione. Ma è chiarissimo chi paga la crisi economica, prima di tutti : i giovani che si ritrovano senza un lavoro, senza soldi, senza futuro.

Una legge di Stabilità non garantirà niente a nessuno. All’Italia non porterà ripresa, all’Europa non porterà certezze. Anzi, per certi versi le certezze ce le porta l’OCSE che proprio qualche ora fa scrive…

L’Ocse rivede le stime per il Pil dell’Italia: al ribasso per il 2013, ancora negativo, ma al rialzo per il 2014. Rispetto a sei mesi fa, la previsione per quest’anno passa da -1,8% a -1,9%, mentre quella per l’anno prossimo da 0,5% a 0,6%. L’Italia, si legge nell’Economic outlook dell’Ocse, resta l’unico Paese del G7 ancora in recessione. […]  «Il miglioramento dei conti italiani sul fronte del deficit è stato sostanziale nel 2013 – scrive l’Ocse – ma, con un rapporto debito-Pil ancora in aumento, ci sarà bisogno di una stretta di bilancio intensa almeno quanto programmato nel 2014-15. Il deficit dell’Italia scenderà dal 3% nel 2013 al 2,8% nel 2014 e al 2% nel 2015. Il debito continuerà invece a crescere, dal 132,7% del Pil nel 2013 e al 133,2% nel 2014, e solo nel 2015 comincerà a calare, al 132,6%». (Source)

OECD Italy Leading Indicator

Magnifico! A parte le solite boutades sul futuro che lasciano il tempo che trovano, è evidente che si aspetta una situazione per i conti non proprio ottimale, anzi, in ulteriore peggioramento. Crescita quindi “latitante” e…non oso immaginare le condizioni del lavoro, problema numero 1 per la nostra Nazione.

[…omissis…]

Sui dati legati alla disoccupazione giovanile abbiamo già parlato copiosamente, In un post del 13 novembre scrivevo…

Tutti sono d’accordo ma occorre FARE a livello comunitario qualcosa di importante. Non basta il contributo sporadico, occorre un qualcosa di radicale che permetta poi ad ogni singolo stato di agire di conseguenza (Source)

Mi riferivo ovviamente al fatto che tutti denunciano la gravità del problema “disoccupazione giovanile” ma poi di concreto nessuno fa veramente qualcosa di rivoluzionario (parliano di chi ci governa), condizione necessaria per dare un futuro ai nostri giovani.
Perché la crisi, la pagano in primis i giovani. Questo grafico spiega tutto in modo chiarissimo

In un articolo apparso su “La Voce”  viene messa a nudo la drammaticità salariale dei giovani italiani che oggi, non scordiamocelo, per il 40.4% sono disoccupati.

Si sente spesso ripetere che questa è la prima generazione di figli che starà peggio dei propri padri ma è poi difficile supportare tali affermazioni con dati puntuali. In linea di principio si dovrebbe osservare l’intera sequenza dei redditi percepiti dalla persone nel corso della propria vita ma dati di questa natura che contengano informazioni su individui di diverse generazioni, quindi nati in anni molto distanti tra loro, sono estremamente difficili da raccogliere.

Riprendendo l’articolo sopra citato, è però corretto analizzare con attenzione gli “stipendi di ingresso” in quanto essi, nel mercato del lavoro, hanno una forte influenza sul futuro percorso di carriera. Chi entra sul mercato con salari bassi farà molta fatica a rimontare. Per questo motivo i dati riportati nel grafico qui sopra sono particolarmente interessanti perché mostrano il reddito medio dei trentenni rispetto alla media dell’intera popolazione in anni diversi. Chi è nato nel 1947, e quindi ha trent’anni nel 1977, guadagnava circa il 10 per cento in più del salario medio dell’intera popolazione. Questo premio si assottiglia notevolmente già per i trentenni nel 1984, i quali guadagnavano poco meno del 3 per cento in più della media, e si azzera quasi completamente per i trentenni nel 1991. Dopodiché crolla. Chi nasce nel 1980 arriva ai trenta anni guadagnando il 12 per cento in meno del reddito medio dell’intera popolazione. Non abbiamo a disposizione dati più recenti. E come dice l’autore del post, questa forse è una fortuna.

Certi dati si commentano da soli e non meritano ulteriori discorsi. Dovrebbero far riflettere tutti su quello che ci aspetta in futuro. Se ci sarà, un futuro…

STAY TUNED!

Danilo DT

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