G20 delusione, e la Cina abbandona i progetti di sostegno

E intanto escono i nomi delle 29 banche che dovranno ricapitalizzare
Se devo dare un parere sul G20 non posso essere certo positivo. I protagonisti annunciati erano Grecia e Italia. Ma il tutto è stato vissuto nel caos più totale. Ed i mercati hanno pagato pegno. Il dibattito del referendum greco, il commissariamento dell’Italia, l’occhiolino fatto alla Cina come finanziatore salva stati, un terzo elemento da aggiungere eventualmente all’EFSF e al FMI.
E alla fine…cosa si è deciso? Cosa è successo di concreto? Per cosa sarà ricordato questo G20 e soprattutto…cosa cambierà?
Il piano di lavoro del G20
Cosa cambia? Nulla cambia…
I grandi del mondo, il G20, dopo approfondite analisi sono arrivati alla conclusione fondamentale che ci coglie tutti di sorpresa: UDITE UDITE (oooooohhhhh) … l’economia mondiale è peggiorata, i mercati ne stanno pagando le conseguenze ed occorre intervenire. Nei mercati sviluppati come nei mercati emergenti. E sicuramente il prezzo dlele materie prime non aiuta. Però non preoccupiamoci! Tutti si sono presi l’impegno di contrastare la disoccupazione e di promuovere la crescita economica in uno scenario finanziario più stabile.
Mi sto strappando le vesti per l’emozione e per le news assolutamente sorprendenti ed inattese.
E allora che si fa? Si fa un bel piano multipolare condiviso da tutti i partecipanti. L’Europa dovrà monitorare con attenzione il problema del debito, utilizzando il fondo salva tutto EFSF anche con l’ausilio della leva finanziaria (Sbaglio o…lo sapevamo già?) . E lo stesso fondo potrà essere utilizzato per la ricapitalizzazione del settore bancario.
E gli USA? Dovranno impegnarsi di più sul lato disoccupazione. Wow… sorprendente sto G20. E il Giappone? Beh, il Giappone ha già fatto molto con la ricostruzione post tsunami e quindi per il momento va bene così (….)
E poi…come non tornare sulla solita tematica valutaria? Chiesti cambi più flessibili e più realistici. Indovinate in particolar modo a chi? CINA… riwow…super… La Cina «progredirà verso la graduale convertibilità dello yuan riducendo anche il tasso di crescita delle riserve valutarie».
L’unica mini novità invece è questa: il G20 ha appoggiato (e quindi non ha fatto altro che comportare un movimento verticale dall’alto verso il basso delle teste dei paesi membri) la possibilità di una linea di credito precauzionale da cui potrebbero pescare stati in evidente difficoltà. Ovvio…linea creata quasi ad hoc per l’Italia, non si sa mai… ma attenzione, sarà una linea da cui si potrà attingere anche in caso di grandi calamità naturali.
Fine.
Bene, al prossimo G20 potrebbero ritrovarsi direttamente sulle spiagge di Cala Galdana a Minorca, dove tutti ignudi si scruteranno e almeno, in quella sede, diranno qualcosa di nuovo.
Nel frattempo però i cinesi, che non sono stupidi, non hanno abboccato alla farsa.
“I tentativi di assicurare all’Europa un supporto cinese sono sostanzialmente falliti”. Lo dicono fonti del Fondo Monetario Internazionale. La fotografia riassuntiva del clima è quella del Presidente cinese Hu Jintao che abbandona il G20 in fretta prima della chiusura ufficiale. Di questo G20 resterà la solitudine europea, assieme alle indecisioni italiane, protagoniste costanti del summit.(Source)
Questa, cari lettori, è forse la notizia più importante del G20. Anche perché l’Europa ha delle sfide da vincere nei prossimi mesi che non sono da ridere, anzi…
Parliamo di banche.
Ecco la prima lista delle 29 G-SIFIs identificata da Fsb sulla base della metodologia del Comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria, basata sui dati di fine 2009.
Sono le banche che devono ricapitalizzare. Questa lista verrà aggiornata e pubblicata annualmente a novembre, quindi non è fissata nè nel numero, nè nella composizione.
Anche la metodologia verrà sottoposta a revisione ogni tre anni per incorporare le variazioni intervenute nel sistema bancario e i progressi nella misurazione dell’importanza sistemica.
Il Financial Stability Board ha presentato “una prima lista” di 29 banche che dovranno adeguare i loro requisiti di capitale. Tra gli istituti finanziari di importanza sistemica (Sifi) figura Unicredit. Le misure per contenere la crisi del sistema, presentato al G20 da Draghi (…) E’ “un grande pacchetto”, ha aggiunto Draghi, che contiene “misure forti per ridurre i rischi” di un eventuale fallimento delle grandi banche sistemiche. Le global sifis, ha spiegato, hanno bisogno di un capital ratio più alto che deve riflettere “il costo di un loro futuro fallimento”. Le misure devono essere completate entro la fine del 2012 e l’intero pacchetto entro il 2019. Draghi ha comunque precisato che la lista delle 29 banche presentate oggi è “un primo elenco che verrà aggiornato ogni anno e sarà presentato ogni novembre”. (Source)
Volete vedere la lista? Eccovela…
Bank of America
Bank of China
Bank of New York Mellon
Banque Populaire CdE
Barclays
BNP Paribas
Citigroup
Commerzbank
Credit Suisse
Deutsche Bank
Dexia
Goldman Sachs
Group Crédit Agricole
HSBC
ING Bank
JP Morgan Chase
Lloyds Banking Group
Mitsubishi UFJ FG
Mizuho FG
Morgan Stanley
Nordea
Royal Bank of Scotland
Santander
Société Générale
State Street
Sumitomo Mitsui FG
UBS
Unicredit Group
Wells Fargo
Trovate qualche nome conosciuto?
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DT
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