Germania vs Italia: perché il Bund scende e il BTp vola
Se qualcuno vi avesse detto, solo dodici mesi fa, che lo spread BTP Bund tra Roma e Berlino sarebbe scivolato sotto la soglia psicologica dei 60 punti base, probabilmente gli avreste consigliato un buon analista. Di quelli bravi. Eppure eccoci qui, con il differenziale a quota 58,7 , mentre il decennale italiano si gode un soleggiato 3,40%.
Diciamocelo chiaramente: non è che l’Italia sia diventata improvvisamente un paradiso teutonico. È che la Germania, quella che per anni ci ha guardato col sopracciglio alzato, ha deciso di darsi alle spese folli. Il Cancelliere Merz ha mandato in soffitta il “freno al debito” per rimettere in sesto ferrovie e caserme. Risultato? Il Bund non è più il porto sicuro che ti regalava rendimenti da prefisso telefonico. Oggi il decennale tedesco è risalito verso il 2,82%, sporcandosi le mani con il fango del deficit.
Mentre Berlino scopre l’ebbrezza del debito, Roma fa la parte della formica giudiziosa. Sette promozioni dalle agenzie di rating nel solo 2025 non sono bruscolini. Il mercato, cinico per natura, ha annusato l’odore dei soldi e ha deciso che il rischio Italia è prezzato troppo alto rispetto a una Francia che non riesce nemmeno ad approvare una manovra. Il punto però è un altro: non fatevi incantare dai “tesoretti” sbandierati nei talk show. Lo spread che cala è ossigeno per il bilancio, ma le cedole che lo Stato paga restano legate ai rendimenti assoluti.
E qui casca l’asino. Alzando lo sguardo, notiamo una convergenza intermarket che toglie argomenti agli speculatori. Quando il BTp batte il titolo francese, la percezione del rischio è rimescolata. Ma attenzione: l’elastico è stato tirato per anni e ora è tornato indietro con una forza imprevista. Comprare oggi significa accettare un rischio Italia ai minimi storici in un mondo che non è mai stato così instabile. Vi sembra una mossa prudente? Il “parco buoi” corre verso i titoli di Stato perché vede i prezzi salire, ma la memoria finanziaria è più breve di quella di un pesce rosso.
Godiamoci questa luna di miele, consapevoli che la ruota gira. E quando girerà, non sarà per un comunicato di Moody’s, ma perché avremo smesso di avere paura del lupo. È proprio allora che il lupo si fa vivo.

PS: interessante notare che anche se marginalmente, il CDS tedesco diverge anche se marginalmente dal CDS Italico. Ennesimo segno che forse c’è un eccesso di fiducia nei confronti dell’Italia.
STAY TUNED!