Guerra valutaria o svalutazione competitiva? E chi ne esce sconfitto?

Pubblicato 14 Febbraio 2013 Aggiornato 7 Agosto 2014 11:11

La tematica sulla CURRENCY WAR, ovvero la guerra valutaria, continua a tenere banco tra i vari operatori di mercato e giornalisti finanziari. In molti cercano anche di nascondere l’evidenza. E non parlo certo di testate giornalistiche di serie B.
Proprio ieri leggevo sulla nota testata giornalistica FT (Financial Times) l’editoriale di Philipp Hildebrandt secondo cui la guerra valutaria non esiste, e quanto stanno facendo le banche centrali non è nient’altro che quello che dovrebbero fare le stesse nella piena facoltà delle loro funzioni.
Una visione secondo me ampiamente criticabile. Infatti diventa difficile difendere l’operato di una banca centrale come la SNB, la banca centrale svizzera che ha messo un tetto massimo sulla rivalutazione del Franco Svizzero (CHF). Certo, lo può fare e rientra nelle sue facoltà, ma come non si può definire questo operato come atipico e fortemente mirato a difendere le esportazioni e l’economia stessa, andando quindi a chiudere “ a riccio” l’economia elvetica e indirettamente danneggiando chi invece andava ad importare, mettendo dei freni ai cross artificiali di tipo artificiosi?

E ancora, come difendere il palese comportamente esapnsivo mirato ad alimentare l’export voluto da Abe e dalla BoJ?
Ma senza andare troppo in là, ovvero oltreoceano, basta guardarsi in casa… Ed ecco il nostro Mario Draghi che dice…

Nella conferenza stampa seguita al suo intervento a porte chiuse davanti al Parlamento spagnolo, il presidente della Bce Mario Draghi ha messo in chiaro che non c’è alcuna guerra valutaria e che è esagerato parlarne. L’ex governatore della Banca d’Italia ha aggiunto che si tratta di un tema molto inflazionato, ma che non c’è alcun elemento che possa far pensare a un conflitto tra le valute. Draghi ha anche spiegato che “la definizione di un obiettivo politico di cambio per l’euro non è fra le prerogative della Bce”. (Source)

E il G-7 risponde ad eco…

“We, the G7 Ministers and Governors, reaffirm our longstanding commitment to market determined exchange rates and to consult closely in regard to actions in foreign exchange markets. We reaffirm that our fiscal and monetary policies have been and will remain oriented towards meeting our respective domestic objectives using domestic instruments, and that we will not target exchange rates. We are agreed that excessive volatility and disorderly movements in exchange rates can have adverse implications for economic and financial stability. We will continue to consult closely on exchange markets and cooperate as appropriate.” (Source) 

Ma allora è tutto chiaro! Nessuna guerra delle valute! E’ tutto normale e non dobbiamo preoccuparci se l’Euro è l’unica moneta che non sta facendo una svalutazione competitiva. Ora mi sento molto più tranquillo. E quindi cosa è questa? Una guerra sulla liquidità? Oppure una guerra sui tassi di interesse? Certo, un giorno i nodi verranno al pettine e per forza di cose la politica monetaria non potrà che influire sull’inflazione e sulla curva dei tassi. Ma prima di allora la nostra economia potrà essere morta e, grazie alla crisi, sepolta.
Una cosa però è certa: se parlate di svalutazione competitiva e sulle conseguenze che potrebbe avere sull’Euro, beh, sappiate che OVVIAMENTE qualcuno non è d’accordo. E quel qualcuno è proprio la Bundesbank.

Francoforte (Germania), 11 feb. (LaPresse/AP) – Qualsiasi tentativo di svalutare l’euro potrebbe ritorcersi contro l’area della moneta unica. A dirlo è stato il governatore della Bundesbank e membro di peso del consiglio direttivo della Bce, Jens Weidmann. Secondo il banchiere centrale tedesco le “svalutazioni decise a livello politico” non portano maggiore competitività. Inoltre, ha aggiunto Weidmann, gli indicatori suggeriscono che l’euro “non è seriamente sopravvalutato”. La moneta unica si è rafforzata di recente, facendo crescere la preoccupazione per le esportazioni dai 17 Paesi dell’eurozona. Il presidente della Bce, Mario Draghi, ha dichiarato soltanto che l’Eurotwer sta monitorando l’effetto sui mercati di un euro più forte.

Ma alla fine della fiera, chi ha ragione?

Nel breve non c’è dubbio che una politica monetaria super espansiva che porta ad una svalutazione della moneta, va a favore di CHI la effettua e non di CHI la subisce (nella fattispecie l’Euro). Nel lungo termine, invece, la politica prudente voluta dai tedeschi potrebbe anche essere vincente. Peccato però che, nel frattempo, le nostre economie, ricche di tanta manifattura di qualità che è molto “export oriented” ha tempo appunto a morire ed essere in brandelli dall’estero che, successivamente, arriverà in Italia, prenderà tutto il buono che sarà svenduto, e noi non saremo nemmeno più padroni delle nostre mutande.

Però, quando saremo seduti per strada a guardarci intorno, rendendoci conto che saremo diventati una nazione comandata da Cina e Germania, saremo comunque sempre convinti che non si trattava di Guerra valutaria e che la svalutazione competitiva che gli altri facevano, era una cosa brutta e cattiva. E che forse, potevamo anche morire tutti e quindi poteva andarci peggio.

STAY TUNED!

DT

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