I HAVE A DREAM: ma il sogno è condizionato dal prezzo del petrolio

28 Ottobre 2015 14:37

Draghi_sogno_inflazione

Banche centrali: la Bce si impegna spingendo sull’accelleratore del suo QE Europeo promettendo modifiche già fin da dicembre. Ma tutto è condizionato anche dal valore di mercato delle materie prime, legate a problemi di domanda e da questioni politiche (OPEC). Questo rischia di portare l’Eurozona alla debt deflation con un lungo periodo di tassi bassissimi.

Evviva Evviva. E meno male che c’è la BCE. Come detto la Banca Centrale che oggi è la più determinante ed influente sui mercati, molto più della stanca FED che stasera è chiamata ad esprimersi per l’ennesima volta sui tassi di interesse.
Non ve lo nascondo, è dato per scontato il nulla di fatto. E il mercato, oggi, sconta il primo vero rialzo dei tassi di interesse negli USA nel 2016.
Il grafico qui sotto vi illustra la sintesi delle attese sul quando avverrà il PRIMO rialzo dei tassi.

FED tra 6.68 mesi (quindi oltre marzo 2016)
BOE tra oltre 15 mesi
BCE tra 3 anni abbondanti

ottobre2015-data-primo-rialzo-tassi-banche-centrali

E come potete vedere, le previsioni sul primo rialzo dei tassi di interesse in ambito BCE non hanno fatto altro che aumentare ulteriormente dopo il discorso di Draghi.
Quindi siamo “condannati” a tassi di interesse bassi ancora per lungo tempo? Sembra di si. Siamo entrati nella spirale della debt deflation? Beh, la bestia grama che Draghi sta combattendo è proprio la disinflazione, con rischi che si trasformi appunto in deflazione.
Il QE europeo, non dimenticatelo mai, è alla ricerca fondamentalmente di una cosa: la stabilizzazione dei prezzi, riportando il tasso inflazione al 2%.

Al momento però, tutto sembra vano e ne abbiamo già parlato molte volte. Però Draghi, qualche giorno fa, ha rincarato la dose ed ha promesso un “potenziamento” del suo QE Europeo. Ed ecco che il mercato ha reagito. Si, certo, mercati finanziari in festa. Io in questa sede mi riferisco al famoso (per chi segue questo blog) inflation swap 5y5y, ovvero il tasso inflazione che tra 5 anni sarà previsto per i 5 anni successivi. Quindi un tasso inflazione di lungo periodo.

Target-bce-draghi

Per carità, resta SEMPRE sotto target 2% ma come vedete si impenna un pochino. Gli altri effetti delle parole di Draghi come detto le notate nel cross EURUSD. Wow, sembra che tutto fili liscio. Il sogno di Draghi si avvera! Peccato che c’è il terzo incomodo che invece diventa determinante: il petrolio.
Ricordate? La BCE tiene in considerazione il tasso inflazione “onnicomprensivo” (all items) e quindi anche con l’energy. Se il petrolio Non riparte, per Draghi sarà durissima raggiungere i suoi target inflattivi. Questo è un dato certo. E difatti vedete nel grafico il petrolio che “rovina” i progetti ed i sogni di Draghi. Tutto da rivedere, e un QE europeo più corposo potrebbe (come sempre) non bastare.

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Danilo DT

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