Il CESI ed il decoupling tra USA ed Eurozona
Ho trovato curioso in questi giorni un indicatore che dà la percezione di quale sia lo scostamento tra i dati economici comunicati e le previsioni degli analisti. Questo indicatore già lo conoscete. È il CESI, ovvero il Citigroup Economic Surprise Index.
Il CESI quindi va proprio a misurare lo scostamento tra dati previsti e poi effettivi. Se ovviamente lo scostamento è a favore dei dati effettivi, il CESI salirà, se invece è a favore delle previsioni (che quindi erano migliori dei dati effettivi) scenderà.
Incuriosisce la piega che ha appunto preso il CESI di due macroaree molto importanti: USA ed Eurozona.
CESI a confronto: USA vs EUROZONA
Come potete vedere, in perfetto stile da “globalizzazione” il CESI di USA ed Eurozona è sempre andato abbastanza di pari passo. Si sono avute anche situazioni di scostamento più “estreme” ma poi sempre rientrate.
E’ interessante vedere questi ultimi mesi: un andamento totalmente divergente. Bene l’Europa e male gli USA.
Il motivo? Sicuramente a far la differenza è stato il petrolio in primis e poi il fattore cambio: è innegabile che un Dollaro forte mette in difficoltà l’export USA. Ma questo è un prezzo che gli americani pagano anche volentieri. Preferiscono magari crescere meno, ma poter continuare a “tenere in vita” il suo cliente forse più importante (economicamente e politicamente) ovvero l’Eurozona. E questo scenario è perfettamente visibile nel CESI. Ora bisogna capire fino a quando gli USA accetteranno questa situazione, senza mai dimenticare che poi, questa volta, è la BCE ad avere un po’ il coltello dalla parte del manico.
Il motivo è semplice: politiche monetarie divergenti. Da una parte una FED ormai spompata e in fase addirittura di potenziale “rialzo di tassi” (nutriamo come ben sapete i nostri dubbi a riguardo) ed una BCE che invece è ormai pronta (inizio marzo) al suo primo QE.
Quindi non possiamo certo escludere non solo un andamento macroeconomico (drogato) migliore dell’Eurozona rispetto agli USA, ma anche un certo decoupling delle due economie, senza dimenticare che poi, però alcuni strascichi degli effetti potranno essere percepiti dagli States (come è successo per l’Europa) ma saranno solo bricole. Questa volta a drogare i mercati siamo noi. E dobbiamo esserne ORGOGLIONI.
STAY TUNED!
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