Il MIRACOLO economico finanziario sta per finire?

Pubblicato 23 Marzo 2016 Aggiornato 24 Marzo 2016 00:31

miracolo-economico

Purtroppo ieri siamo stati tutti testimoni dell’ennesimo atto criminale da parte di quei deliquienti dell’ISIS che ormai stanno riuscendo nel loro intento: far sentire sempre meno sicuro il mondo in cui viviamo.
E via twitter mi sono lasciato andare in una dichiarazione che forse ha fatto storcere il naso a qualcuno: anche se non lo ammetteranno mai, il rischio di trovarci nel bel mezzo della Terza Guerra Mondiale è concreto. Una Guerra che ha ovviamente una fisionomia molto diversa rispetto alle precedenti due edizioni, ma non per questo rischia di essere meno “invasiva”. Il clima di terrore può tranquillamente influenzare le nostre vite, le nostre abitudini, la nostra serenità.

Ma non mi sono fermato qui. Ho anche detto che, secondo me, il secondo elemento facente parte della Terza Guerra Mondiale era proprio il mondo della finanza. Potrei dilungarmi per ore su questa affermazioni. Ma provo a sintetizzare il tutto dicendo che, dopo tanti anni di politica monetaria espansiva, si sono raggiunti dei “punti di non ritorno” da cui sarà molto difficile poter rientrare. Un esempio su tutti è questo.

Debito, leva finanziaria e tassi di interesse a ZERO

Due dati banali quanto noti, che però, incrociati, creano un mix esplosivo di rara violenza.

Grafico 1 – Rendimenti sotto zero

rendimenti-negativi-mercati-obbligazionari

Guardate questo grafico, ci parla dei bond governativi. Ben 7 trillioni di USD sono a rendimento negativo. Quindi, per assurdo, sono tutti bond dove io PAGO per poter investire. Questo è il “new normal”? Di normale c’è ben poco, soprattutto se poi vediamo la seconda parte di questa banale analisi.

Grafico 2 – Debiti sempre più alti

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Se i rendimenti sono a zero o sottozero, i debiti invece stanno facendo un perdorso diametralmente inverso.
Un’analisi di McKinsley  ci dice che il debito globale dal 2007 è cresciuto di $ 57.000.000.000.000 (57.000 miliardi di USD) e in nessuna grande economia è diminuito il rapporto debito-PIL. Il debito pubblico nelle economie avanzate, l’indebitamento delle famiglie, e il rapido aumento del debito della Cina sono fonti di potenziale preoccupazione. Si, proprio la Cina, quel famoso terreno in cui sta riaffiorando la bolla immobiliare.

Ma non andiamo fuori tema e torniamo a parlare di debito. Eccovi un altro grafici che vi spiegherà tutto. Il primo sopra riportato, illustra la crescita del debito di cui parlavo prima.
Quest altro invece esamina l’evoluzione del debito attraverso 47 paesi, dei quali 22 sviluppati e 25 emergenti e valuta le implicazioni di una maggiore leva finanziaria. Qui parliamo di debito globale: governativo, non finanziario, privato.
Il mix di debito e leva finanziaria è esplosivo, il grafico parla da sé.

Grafico 3 – Rapporto Debito/PIL e leva finanziaria

debito-pil-leva-finanziariaOra provate a fare un semplice ragionamento

: ci troviamo con tassi a ZERO o anche sotto lo zero, ma con un debito che è lievitato a dismisura. Diventa difficile dire quale dei due fenomeni sia la causa dell’altro (il debito aumenta perché i tassi sono molto bassi e si approfitta della situazione, oppure i tassi sono artificiosamente tenuti bassi a causa di un debito che ha raggiunto livelli indifendibili?).
Il problema però è un altro. Questo quadro è tecnicamente NON sostenibile nel lungo periodo e prima o poi il pericoloso equilibrio tra debiti e tassi si romperà. Quali saranno le conseguenze?

Immaginate lo scenario con tassi in aumento: i debiti diventeranno in parte inesigibili, o poco convenienti se le posizioni debitorie sono state aperte solo per fini speculativi (margin debt). Arriverà quindi il deleveraging che andrà a colpire innanzitutto i mercati finanziari, gonfiati indirettamente nel corso degli anni da una politica monetaria ultraespansiva che ha reso fertile il terreno per la speculazione.

Quando questo avverrà? Dare delle date è impossibile, anche perché il processo espansivo del credito non si è ancora fermato. E’ proprio Draghi che, in compagnia della BOJ di Kuroda, continua ad essere benzina per la prosecuzione del dolce sogno. Ma già qualcosa sta cambiando. La FED progressivamente aumenterà i tassi, e la stessa BCE ha ammesso che i tassi non possono scendere all’infinito (ammissione che mette uno stop ad ulteriori ribassi).
I margini aziendali sono ai massimi, il rischio di un rallentamento economico globale sono concreti (guardatevi le ultime revisioni al ribasso delle principali agenzie internazionali), il tutto in un contesto di massima incertezza.

CERTO, anzi, statene CERTI. Il sistema economico continuerà a fare il possibile e anche l’impossibile per far reggere la baracca. E’ negli interessi di tutti. Ma il miracolo non può durare all’infinito. Ma ripeto, questo non è che il mio parere che conta come il due di picche. Intanto però, forse, le mie logiche meritano un po’ d considerazione. Forse.

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Danilo DT

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