Il peggior posto dove investire oggi

Lasciamo perdere la staffetta “Letta-Renzi” e quello che può significare politicamente, comprese le eventuali influenze sui mercati finanziari. Potrebbero esserci conseguenze sui nostri BTP o forse no. Il FTSEMIB magari corregge oppure regge bene all’impatto.
Ma si sa, in finanza tutto è diventato relativo e legato a dinamiche decisamente atipiche.
Intanto però l’economia, quella reale, va avanti. O per lo meno dovrebbe andare avanti. Dico “dovrebbe” perché qui tutto sta andando nella direzione “opposta” o quantomeno non nella direzione auspicata.
C’è il clima peggiore in assoluto nei salotti della politica e dell’economia. Un clima di “tutti contro tutti” dove ormai la rabbia, la disperazione e a volte la rassegnazione regnano sovrane. E come sempre accade, qualcuno ne approfitta della delusione popolare, regalando promesse e fingendosi portavoce del popolo, senza esserlo.
Sia ben chiaro, questo mio discorso non ha colore politico, in quanto TUTTI i partiti hanno le loro colpe.
E visto che tutti hanno le loro colpe, vi posto questo simpatico grafico, dove troverete per ogni tipo di governo le performance del nostro PIL. Il Governo Letta è ormai all’epilogo. Che farà il Governo Monti?
Politica vs PIL
Secondo molti il prossimo semestre rischia di mettere a nudo tutte le debolezze strutturali del nostro paese, soprattutto se la BCE non interviene in modo deciso a difesa dell’Euro.
“Dateci un paese normale – dice Squinzi – e vi faremo vedere di che cosa siamo capaci”. Che riprende i punti fondamentali del manifesto per la competitivita’ presentato un anno fa. Taglio drastico dei costi produttivi, taglio del cuneo fiscale, stabilizzazione delle risorse per i salari di produttivita’, maggiore liquidita’, rilancio degli investimenti in ricerca, con imposta di credito allargate, e degli investimenti per beni strumentali.
“Non c’e’ ripresa senza impresa” ribadisce la presidente degli industriali di Torino Licia Mattioli. E la sensazione e’ che si siano abbandonati i toni pacati del passato. L’impresa e’ in trincea, aggiuge la Mattioli, in un paese che ha perso il 25 per cento della produzione industriale e il 9 per cento di pil. Che per Torino si traduce in 7 miliardi di prodotto interno lordo persi dal 2008.
Parla di ritardi nei pagamenti la presidente degli industriali di Asti. “Qui il problema e’ che si fallisce per troppo crediti e non per debiti” (…) “la mancanza di visione di chi governa e l’incapacita’ anche di piccoli cambiamenti”. Pesa la mancanza di certezza del diritto. “Qui sindaci, amministratori e imprenditori rischiano il penale per svolgere il proprio lavoro. Se potessimo mettere le ruote sotto i nostri stabilimenti li porteremmo via”. (Il Sole 24h)
Queste sono solo alcune delle tante frasi di sfogo di un tessuto economico ormai allo stremo. Ma ormai…non vi racconto nulla di nuovo… Ma state pur certi che con questo brillante scenario l’economia non potrà certo ripartire e, non dimentichiamolo, dall’esteno non verranno certo ad investire in Italia se NON per avere un tornaconto molto “rotondo” a seguito di giusta spremitura. Perché dall’estero sanno benissimo che oggi, l’Italia, non ha prospettive.
Tanto per non sbagliarci, guardate che cosa dice il FMI in un documento delle ultime ore, che potete scaricarvi CLICCANDO QUI:
Giustizia da rifare innanzitutto. I contratti da noi hanno quasi il sapore della burla… E ce lo ricorda anche il Fondo Monetario Internazionale.
E tutto questo fa dell’Italia uno dei peggiori posti dove andare ad investire. Mancano le riforme economiche ma con un sistema giudiziario così penoso, dall’estero non si sentono certo tutelati.
Il mondo è pieno di posti migliori dove andare ad investire. Ma non ve lo dice il vs titolare del blog. Lo dice il FMI.
Game over ragazzi…
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!)
STAY TUNED!
Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto.
Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se non ce l’hai o se non ti fidi più di lui, contattami via email.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
I need you! Sostienici!


