Il perverso mondo del DEBITO PUBBLICO
Credo di avere già annoiato i lettori coi soliti discorsi, però è altrettanto vero che continuando a “martellare” su certi temi, alla fine, si crea anche consapevolezza.
Ho più volte spiegato come il mondo stia affogando nel debito, che nella versione aggregata (privato e pubblico messi insieme) non ha fatto che continuare a crescere.
Oggi le stime di questa montagna di carta sono veramente impressionanti ma, in questa sede, vorrei concentrarmi un attimo solo sulla componente pubblica. E sono già dei signori numeri.
Infatti, da un’analisi di S&P Global Rating, figura che il debito pubblico mondiale ammonta alla fantomatica cifra di 44.000 miliardi di USD. Se dovessi provare a scriverlo, all’incirca suonerebbe così: 44.000.000.000.000 $.
Ma noi possiamo stare tranquilli. Si perchè per il futuro le previsioni sono solo…peggiorative. Basta guardare le intenzioni dell’amico Trump, il quale vuole finanziare la crescita economica con un violento incremento del deficit (tutto da verificare).
E l’Italia? Beh, noi siamo il paese numero 3 a livello volumetrico, dopo appunto gli USA e il Giappone. Vero, sembra che la tendenza rialzista sia un po’ in diminuzione (non preoccupatevi, compenserà il debito privato), ma quello che poi va a preoccupare è la qualità dello stesso. Infatti aumenta la componente del debito BB e calano quindi gli emittenti “Investment Grade” e tripla A.
Cosa dite? Che nella realtà NESSUN debito potrà mai essere ripagato?
VERISSIMO, quello che conta è la sostenibilità dello stesso, prima ancora del suo volume. La capacità di poter pagare le cedole e, all’atto dell’emissione, trovare sempre qualcuno che è disposto ad investire, sono due delle più importanti caratteristiche che un emittente deve avere per essere solvibile.
Certo però che quei numeri fanno paura…
E se poi sommati a quelli privati…
Questa mappa del debito pubblico è però, secondo me, criticabile in quanto non completa. Infatti mi risulta che la Germania si ritrovi con un debito pubblico pari a 2.284 miliardi di euro, superiore a quello dell’Italia. qui non vengono quindi conteggiati tutti quei bond parastatali dove Berlino garantisce direttamente pur non essendo l’emittente (Vedi ad esempio i pfandbriefe).
Comunque sia, ribadisco per l’ennesima volta: le maggiori economie del mondo sono fondate sul debito, ma la loro stabilità deriva dalla capacità di generare ricchezza, e quindi è la storia del gatto che si morde la coda, o se preferite della bolla che continua a gonfiarsi.
Sarebbe necessario e salutare un rinsavimento e magari una ristrutturazione di tale debito, ma… cosa comporterebbe sul sistema finanziario?
Oggi viviamo nel mondo perfetto ed addirittura paesi come il Giappone possono permettersi un debito pubblico mostruoso (anche se poi paragonato al PIL, oltre il 230%) con un rating decoroso (A), tassi ridicoli e bond molto stabili.
Già, ma occorre a questo proposito spiegare un mistero: Vale a dire: come è possibile che questa folle massa di debito giapponese non diventi un problema?
Bisogna tornare al ragionamento iniziale, ovvero: chi compra il debito? E se ci sono delle nuove emissioni chi se lo prende? E chi lo detiene?
Ecco spiegato l’arcano. Il debito pubblico giapponese è totalmente in mano alle istituzioni che poi, alle varie scadenze, comprano e rinnovano il debito. Un meccanismo perverso che potrebbe portare il debito…chissà dove…
Praticamente la parte di debito lasciata al mercato è pari a circa un 8% che potrebbe anche essere in parte di matrice istituzionale.
Finchè tutto va bene, non succede nulla. Ma potenzialmente queste dinamiche possono durare all’infinito?
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