INTELLIGENZA ARTIFICIALE: finanza circolare e rischio contagio

Pubblicato 14 Ottobre 2025 Aggiornato 24 Ottobre 2025 13:10

All’inizio fu Intel, poi AMD e ora Broadcom. Più tutti gli altri accordi che tralascio ma credetemi, sono tanti e tanti si costituiranno in futuro. L’entusiasmo per l’Intelligenza Artificiale ha superato la fase più embrionale per entrare in quella che potremmo definire l’era dell’iper-finanziamento. Non parliamo più solo di equity con quotazione a livello stellare, ma di un vero e proprio fiume di capitale che sta scendendo a cascata lungo tutta la filiera, dall’hardware ai modelli di linguaggio.

La domanda, però, è se questo fiume sia alimentato da una crescita organica o stia diventando un circolo vizioso dove il sistema si auto-sostiene in una danza ad alta leva che non promette nulla di buono.

Prendiamo l’esempio più lampante, riportato di recente da diverse analisi, inclusa una di Vontobel citata su Borsa & Finanza ultimamente: l’interdipendenza tra i big dei semiconduttori, come Nvidia e AMD, e le aziende leader nello sviluppo di modelli AI, come OpenAI. Nvidia investe in OpenAI, mentre OpenAI stringe accordi per l’acquisto massivo di chip Nvidia, alimentando di fatto i ricavi di chi è anche suo investitore. Più di recente, la notizia della partnership con AMD, con la possibilità per OpenAI di acquisire fino al 10% del capitale, rafforza questa tendenza.

Dite che è un caos organizzato? Ebbene si. Questa “finanza incrociata” crea un ecosistema dove il successo di ogni attore è strettamente legato alle decisioni e alla salute finanziaria dell’altro, rendendo la linea tra cliente e investitore sempre più sfumata e, diciamocelo, opaca. Il timore, sollevato da molti analisti, è che questa struttura possa generare un rischio bolla di sistema. Se uno dei player fondamentali dovesse vacillare, la caduta non sarebbe isolata perché porterebbe in basso anche tutti i player amici. Ci aiutiamo a vicenda, ci autofinanziamo e diventiamo più grossi, grassi e potenti. Ma c’è il rischio che se una carta cade dal castello, la struttura possa collassare.

Il problema si amplifica se guardiamo ai meccanismi di finanziamento del rischio e alla leva finanziaria sottesa. L’euforia dell’AI non si è limitata all’equity, ma si è riversata anche sul mercato del corporate bond e, in maniera meno trasparente, sui finanziamenti bancari e sui meccanismi di vendor financing.

Il vendor financing — dove le aziende produttrici finanziano l’acquisto dei propri prodotti da parte dei clienti (spesso startup o clienti più deboli) — può gonfiare artificialmente la domanda e, di conseguenza, gli utili attesi e le valutazioni. È un boost di breve termine che, nel lungo periodo, espone a un rischio di credito non indifferente.
Capisco che sto diventando complicato, ma voglio proprio farvi capire come alla fine sia una sorta di sistema articolato dove queste operazioni si incrociano con le partecipazioni azionarie e il debito, creando una leva finanziaria enorme in tutto il sistema.

Grafico BROADCOM by Tradingview

Come sappiamo bene, una leva finanziaria elevata amplifica i guadagni quando le cose vanno bene, ma amplifica drammaticamente le perdite quando il vento cambia direzione. Se il debito viene utilizzato per finanziare investimenti il cui ritorno è ancora ipotetico (la famosa killer-app che deve ancora arrivare), l’intero castello poggia su fondamenta instabili.
Pensateci, oggi è cosi. Si finanzia la qualunque perché il mantra è “non rimanere indietro”. Ma quanti di questi investimenti nell’effettivo rientreranno e genereranno ritorni ed utili? Quanti invece si scioglieranno come neve al sole portando negli abissi più società appartenenti al “club”?

E’ tutto una concentrazione di rischio che, in caso di revisione di stime a livello di target aprirebbe la porta a un effetto contagio sull’intero sistema finanziario. Compreso quello bancario che oggi sarà anche più solido ma che ne pagherebbe comunque le conseguenze.

La domanda non è più se il futuro è AI, ma se la finanza che sta costruendo questo futuro non stia replicando gli errori del passato, amplificando il rischio di una grande delusione sistemica. Solo il tempo, come sempre, ci dirà ma intanto come sempre acquistiamo consapevolezza e ditemi voi che ne pensate. E se questa teoria può essere “sottovalutata” essendo così sistemica.

STAY TUNED!

Danilo DT

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