Intermarket Groove: nervosismo e prudenza con lo spettro della stagflazione

28 Luglio 2011 09:36

Aumenta la tensione. Già nell’intermarket intraday di ieri avevamo notato un chiaro incremento del rischio percepito dal mercato. Alla fine anche gli USA hanno mollato con una correzione corposa, e quindi il quadro di RISK OFF si è pienamente avverato.

Ovvio, il mercato è sempre più nervoso. Nervoso a causa dell’irrisolta telenovela Greca, con EFSF che dovrebbe salvare capre e cavoli ma con agenzie di rating che non fanno altro che continuare ad abbassare il giudizio sulla Grecia, nervoso perché lo spettro del default tecnico USA sembra avvicinarsi, nervoso perché la macroeconomia non dà segnali di ripresa, nervoso perché il settore bancario è sotto tiro per mille motivi, nervoso perché sull’interbancario iniziano a sentirsi delle tensioni, nervoso perché ci si rendo conto che il futuro è a tinte fosche, poche certezze e tanti, tanti dubbi, nervoso perché in molti si chiedono come sarà il mondo senza un QE3. Quindi, resta gioco facile vendere gli asset su cui si è tradato e che sono in utile in attesa di maggior chiarezza (e di tendenze migliori).

Ritorno al passato? Al momento il rischio sta lievitando ma rientra nei parametri di un semplice “momento correttivo”. Anceh se poi noi sappiamo benissimo che la crescita economica è un gigante dai piedi d’argilla.

Intermarket Intraday

La griglia intermarket (con ben 12 grafici) che ho ideato ha un timeframe intraday con uno sviluppo di 5 giornate lavorative. Quindi un grafico intraday a 5 giorni. Come già detto, il grafico intermarket intraday ha come obiettivo il cercare di fotografare lo scenario di breve periodo dei mercati finanziari, analizzando cosa è successo nelle ultime giornate di borsa, alla ricerca delle divergenze intermarket intraday.
Partendo dall’alto a sinistra (quadrante 1), e poi proseguendo via via (fino al quadrante 12 in basso a destra) troverete:

1. Future mini SP 500
2. Shanghai Comp Index
3. Bank Index
4. Dax Future
5. VIX Volatility index
6. T Note Gov.
7. Dollar Index
8. Bund Future
9. Future WTI
10. Gold Future
11. CRB index
12. Future Copper (Rame)

Questa analisi diventa interessante quando si vanno a considerare le divergenze tra le varie asset class. Tali divergenze illustrano eventuali scenari di inversione. Quindi, badate bene, non è un tentativo di prevedere il futuro analizzando semplicemente il trend dei giorni precedenti (che è segnato in azzurro e che se mantenuto, significherà continuazione di tendenza) ma è un modo per cercare di anticipare eventuali cambiamenti di polarità dei mercati.



La prima area (1-2-3) EQUITY AREA . Mi impressiona soprattutto il DAX. Fuga dall’equity incondizionatamente. Non un bel segnale…Per il resto, come detto, tutto negativo.

Seconda area (4-5-6) RISK AREA: e dopo i segnali premonitori dei giorni scorsi, le conferme. RISK OFF, con VIX che riparte, oro forte e ai massimi, Bund super comprato e T Note in crisi esistenziale per via delle vicende sul debito USA. Ma NON venduto a piene mani.

Terza area (7-8-9) COMMODITY AREA . Continua il caos sulle commodity, influenzate dall’equity (negativo), dalla paura (positivo per l’oro) e dal rischio inflazione (positivo)



ANALISI DIVERGENZE

Il quadro confusionale sta riprendendo forma, e non è un bel quadro. Un’analisi oggettiva, a livello puramente epidermico, mi fa venire in mente una tremenda e pericolosa parola. STAGFLAZIONE.
Tocchiamo ferro, ragazzi…

Buona giornata e buon trading a tutti….

STAY TUNED!

DT

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