INTERMARKET: le due strade del mercato
Molto spesso ci si chiede come riuscire ad interpretare i mercati finanziari.
Indici che prima salgono e poi scendono in concerto con altri e poi in modo decorrelato. Spesso sembra che quelle “logiche” tradizionali vengano meno. E allora diventa difficile trovare una chiave di lettura valida.
La prima chiave di lettura resta, ahimè, la politica monetaria e questo ormai lo sanno anche i muri. Infatti non è un caso che proprio la borsa che fino a ieri correva come un treno (quella USA) oggi si trovi in una fase di lateralità. Motivo? Certo, utili societari incerti, ma anche minor intraprendenza della banca centrali.
In Europa invece le borse ci regalano un +22% da inizio anno (Italia e Germania su tutte) con una Bce che si è messa a “fare la FED” dando vita all’ormai arcinoto QE.
Ma come… il QE è partito da pochi giorni e quindi non giustifica il rally di borsa che ormai ci accompagna da inizio anno.
Vero, infatti il mercato si è mosso molto sulle aspettative.
Intanto però, per riuscire a leggere correttamente il mercato, vi faccio un regalo.
Un grafico Intermarket come lo vediamo NOI, qui, in Eurozona. E ciò che ne deriva mette in chiaro moltissimi aspetti di questi mercati
Grafico Intermarket EUROZONA
Prima news importante. Fateci caso, da giugno si è già iniziato a muovere il mercato, prendendo quelle due strade che oggi sono chiarissime.
Da una parte troviamo cross EUR USD con le commodity (fortemente influenzate dall’energy) e dall’altra invece trovate borsa (Eurostoxx50) e benchmark obbligazionario (nella fattispecie il bund).
Fate attenzione alla linea azzurra che segnala il giorno 22 gennaio, quando Mario Draghi ha annunciato il QE. Cosa notate?
A) Tanto per cominciare il mercato aveva già preso le sue strade decisamente prima
B) Da quella data il Dollaro USA ha continuato una tendenza rialzista (nel grafico è ribassista per l’Euro) che era già cominciata molti mesi fa
C) Il petrolio in primis ma non solo lui, era già quasi ai minimi. Quindi è netta l’influenza dell’OPEC e del rallentamento globale ( e del rischio deflazione)
D) I bond…guardate i bund. Proprio come negli USA, i governativo europeo si è rivalutati sicuramente MOLTO prima dell’annuncio, ma poi dopo…
E) Le uniche vere protagoniste, proprio come anticipato ampiamente sul blog, sono state quindi le BORSE che hanno goduto di un rally importante.
E’ chiarissimo che le due strade continuano ad essere molto trasparenti e definite. Ma dire che sia proprio il QE ad aver cambiato la storia dei mercati non è corretto. Sicuramente è stata fondamentale l’aspettativa dello stesso (che infatti ha fatto muovere USD e BOND), ed ha avuto un ruolo fondamentale per i mercati il crollo delle commodity.
Il mix “Euro debole” con “petrolio debole” è stata la vera manna dal cielo per il sistema economico e per il sentiment degli operatori.
Queste tendenze quindi, in prospettiva, possono ancora continuare. Ora il QE è diventato realtà e difficilmente il trend dell’USD potrebbe cambiare. Ma attenzione alle commodity. Si s tanno riprendendo bene, Il petrolio resta un’incognita ma… il rame vola, e anche l’oro, legato anche alle previsioni sul tasso di inflazione, si sta comportando meglio.
Basterà il QE a far indebolire il dollaro? Oppure avremo un “decoupling” tra USD e materie prime?
Guardando il grafico questa ipotesi OGGI non è realistica e quindi sarà molto interessante vedere gli sviluppi dei mercati nei prossimi giorni..
In merito invece alla parte alta, non vedo grosse possibilità di cambiamento. Sempre bene le borse, piatto il bund.
Certo è che la parte bassa del grafico rischia di diventare veramente fondamentale per il proseguo del rally di borsa. Ma di certo la politica di Draghi riuscirà a portare ancora in basso il cross EUR USD (parità entro l’estate?) contribuendo in modo evidente ad una continuazione del rally di borsa.
Cosa c’è di “economico” in tutto questo? Assolutamente nulla. Ma cosa ha di “reale” oggi la finanza?
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