Italia e gli impossibili target UE

11 Maggio 2011 11:35

Default Grecia? Molto probabile.

E’ solo una questione di tempo, nel senso che i governanti (non solo greci ma soprattutto BCE) cercheranno di portare la nave in porto (ristrutturazione debito) generando il minor numero possibile di vittime. E le vittime sono, come avrete capito, non solo la Grecia, che per forza dovrà subire ciò che gli verrà imposto (sotto la sapiente regia della Germania, molto probabilmente) ma anche gli altri paesi (effetto domino) e le banche.

Ma nel breve cosa succederà? Siamo nel ramo delle ipotesi, ma molto probabilmente si farà il possibile per “rattoppare” nuovamente la falla alla belle meglio, nella speranza che il vortice speculativo non renda vano gli sforzi di paesi e banche centrali.

Però negli ultimi giorni non si è più parlato di un altro argomento. L’Unione Europea è formata da tanti Stati e non tutti sono proprio sani a livello di numeri di bilancio pubblico. In primis la nostra Italia, da anni sommersa dal debito pubblico, con un deficit ancora abbastanza tranquillo ma con tante lampadine di “ALERT” che si accendono a Bruxelles ogni qual volta di parla di “parametri di Maastricht” .
Dove voglio andare a parare?

Gli impegni verso l’Unione Europea

L’Italia ha degli impegni verso l’unione monetaria. E se si decide di salvare uno stato in difficoltà, vedasi PIGS, deve contribuire in modo proporzionale con un importo che rischia di diventare veramente pesante soprattutto quando si è già in zona pericolo.
Ma non solo. Ora il debito pubblico dovrà essere “traghettato” verso percentuali più tranquillizzanti e  ritenute più consone.

Nel programma di riduzione del debito, ogni paese facente parte l’Unione Europea dovrà ridurre il suo debito pubblico in misura pari alla differenza tra il proprio livello percentuale DEBITO/PIL con il 60% che sarebbe il livello target, del 5% all’anno, portando così il rapporto debito PIL, in 20 anni, al target del 60%.

Italia: Debito/PIL pari a circa il 120%. Facendo due conti, significa quindi che:

A) deve diminuire della META’ il suo debito pubblico (sic!) entro 20 anni
B) deve farlo diminuendo il debito del 3% all’anno
C) il che significa una manovra correttiva ci circa 45 miliardi di Euro l’anno.

Morale. Ogni anno, il Ministro Tremonti o chi sarà al posto suo, dovrà partire con una bella cifra che sarà già prenotata dall’Unione Europea: 45 miliardi di Euro. E se così non si farà, ci saranno multe salatissime e punizioni che non faranno altro che peggiorare le cose.

Mission Impossible? Assolutamente si…

Siamo obiettivi: l’Italia non può assolutamente onorare questo impegno. Come la si conduce la crescita economica? E propri la crescita sarà fattore fondamentale, in quanto senza di essa il denominatore del rapporto debito/PIL non farà che scendere, peggiorando la situazione. E quindi NON sono permesse recessioni.

Tutto questo a partire dal 2013, tutto questo se non ci arrivano rinvii o sconti vari (tipo conteggi che tengono conto anche di altri fattori che non siano solo il debito pubblico). Ad oggi la situazione è questa.
Quindi capite, cari lettori, che oggi per salvare degli stati, si rischia di peggiorare ulteriormente la già difficile situazione finanziaria di altri, come appunto quella dell’Italia (ndr: solo per la cronaca, i debiti generati per l’EFSF e ESN non saranno conteggiati nel rapporto debito/pil… ma sempre debito è!)
Qui ovviamente ci vorrebbe un miracolo. Ma con la situazione macro di oggi, nemmeno quello sarebbe sufficiente.

Conclusioni

Come vedete la situazione è sempre più ingarbugliata. Si mettono toppe dappertutto, si salvano stati, mettendo in crisi altri, chiedendo poi sacrifici che non potranno essere fatti. E allora che si fa?
Intanto io vi ho fotografato la situazione. Poi per il resto, lascio ai vostri brillanti commenti, interpretazioni e valutazioni di questo problema che ci ritroveremo nel 2013, tranne rinvii del’ultimo minuto…

STAY TUNED!

DT

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