ITALIA: ora Renzi rischia di affondare

26 Maggio 2016 08:41

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Il nostro Premier si concentra in queste giornate soprattutto sull’esito del referendum, diventato ormai una questione personale. Anche perché secondo molti una sconfitta alle urne referendarie potrebbe avere forti conseguenze politiche,
Ma il buon Matteo Renzi rischia di affondare non solo per questo aspetto. Anzi, tanto per essere onesti, il referendum rappresenta lo specchietto per le allodole che dovrebbe “legittimare” il ruolo di Premier “Rottamatore”. Ma a parte questo, forse sarebbe meglio concentrarsi un po’ di più su quanto accaduto ieri.

Non sto parlando del drammatico episodio del barcone da 600 persone al largo delle coste libiche e tantomeno della voragine apertasi sul lungo Arno a Firenze anche se qualche paragone con la nostra economia potrebbe anche essere fatto, soprattutto in virtù proprio degli ultimi dati usciti ieri che sono stati un po’ “silenziati”.

Vi trascrivo l’articolo de IlSole24Ore che vi spiegherà meglio a cosa mi sto riferendo.

Un mese poco brillante per la produzione, peggiore per le vendite. A marzo i ricavi dell’industria italiana cedono l’1,6% su base mensile destagionalizzata, il 3,6% in termini annui, peggior dato da agosto 2013. Una caduta in entrambe le misurazioni Istat legata soprattutto alla frenata sul mercato interno, dove il fatturato cede il 4,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La frenata dei Bric’s e il rallentamento del commercio mondiale sono visibili nei numeri dei ricavi legati all’export, giù del 2,2% su base annua, positivi di appena un decimale nel confronto mensile.

FATTURATO INDUSTRIA
Marzo 2014-marzo 2016, indici destagionalizzati e medie mobili

Una caduta corale in termini di macro comparti, con l’unica eccezione positiva nei beni di consumo durevole, in progresso del 4,6%. Altrove solo segni meno, con l’energia a realizzare ancora una volta la peggiore performance: -24,8%.

Tra i settori, crescono solo farmaceutica, gomma-plastica, elettronica e mezzi di trasporto (non le auto), ma queste performance positive sono oscurate dalle cadute realizzate altrove, con cali superiori al 9% per metallurgia e tessile-abbigliamento e segni meno anche per macchinari, alimentari, chimica ed apparati elettrici.

ORDINATIVI INDUSTRIA
Marzo 2014-marzo 2016, indici destagionalizzati e medie mobili

Per la prima volta da dicembre 2013 – rileva l’Istat – il fatturato dell’industria degli autoveicoli è in calo, in frenata del 6,5% rispetto all’anno precedente. Per il settore auto è negativo anche il bilancio dei primi tre mesi dell’anno, con i fatturati in contrazione del 3,3%.

Gli unici segnali confortanti, per la verità parziali, arrivano dal lato degli ordini. Su base mensile calano del 3,3% (soprattutto per la frenata del 5,8% oltreconfine) ma nel confronto annuo c’è almeno una tenuta: +0,1% grazie al mercato interno, spinto al rialzo soprattutto dalle commesse dei mezzi di trasporto (anche in questo caso, non le auto), in crescita del 30,7%.

FATTURATO E ORDINATIVI DELL’INDUSTRIA
Marzo 2014-marzo 2016, variazioni percentuali tendenziali (Fonte: Istat)

I dati negativi di marzo portano in rosso il bilancio dei ricavi dell’industria del primo trimestre, un calo dell’1,5% che allontana i target posti per l’intero 2016 (+0,9% la stima di Prometeia-Intesa Sanpaolo in valori correnti), raggiungibili a questo punto solo in presenza di una decisa accelerazione nella seconda parte dell’anno. (IlSole24Ore)

Credo ci sia BEN opoco da dire. Anche ils ettore Auto che ha trainato la “ripresina” ha perdendo i colpi. Da italiano ed appassionato di economia e finanza, sono MOLTO più preoccupato di questi dati e non certo di una sconfitta politica che definisco “indiretta”. Ma è chiaro, è tutta una questione di poteri. La storia insegna, è sempre bello avere un posto in prima fila.

PS: chissà come mai Matteo però twitta solo cose belle e che ci devono rendere orgogliosi. Per carità, è giusto e fa morale, ma un po’ di sano realismo no? Eh no, perchè politicamente fa male…

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Danilo DT

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