ITALIA: paese dei miracoli (sommersi)!

13 Giugno 2018 08:52

Riusciamo a consumare più di quanto dichiariamo. E i risparmi al momento non vengono erosi, anzi, continuano ad essere tonici. Ovvio che l’economia sommersa fa la differenza.

L’economia è fatta di numeri, come anche i bilanci. Dare e avere alla fine devono portare allo stesso risultato.
Quando si parla di consumi, diventa normale fare un confronto con quanto produciamo al livello di PIL. Infatti, a rigor di logica, non sarebbe normale riuscire a consumare più di quanto dichiariamo.
Si, è vero, ci sono i risparmi, che quindi dovrebbero essere erosi.
Ma se poi anche questi crescono?
Questa è l’Italia dei miracoli. Viva l’Italia
Ogni 100 euro denunciati dalle persone fisiche al netto delle imposte, l’Istat ha rilevato nel 2017 una spesa delle famiglie di 114,4. Il tutto per un divario che in valore assoluto è pari a 98,7 miliardi, come rileva una ricerca condotta dall’Università della Tuscia per Il Sole 24 Ore del Lunedì.

La fetta più grande di questi consumi “non giustificati” arriva dalla Lombardia (23,4 miliardi), seguita dal Lazio (13,8). Un primato derivante anche dal fatto che si tratta di regioni popolose e con un tenore di vita relativamente elevato. In termini percentuali, però, il divario maggiore si rileva nel Sud e nelle Isole, dove la Campania arriva al 21,1%, la Sardegna al 20,9 e la Puglia 20,7 per cento. Ma balza all’occhio anche la posizione della Toscana (19,2%).
Qui si tratta sicuramente di economia sommersa e di evasione fiscale, ma certo, non è certificabile. Il che mi fa porre la solita domanda. Qua’l il vero PIL dell’Italia? E quindi il famoso rapporto debito/PIL reale quale sarebbe?

Prendiamo anche questo grafico che illustra la produttività media del lavoro nei principali paesi UE. E’ realistico pensare che in Italia siamo così poco produttivi oppure anche questo dato è inquinato da un’economia che, nella realtà, ci viene illustrata molto diversa da quanto ci viene detto?
Vi lascio intanto un grafico che vi illustra il sommerso calcolato dall’ISTAT e quello che invece potrebbe essere più realistico. Forse è in questa direzione che il Governo Conte dovrebbe lavorare, non vi pare?

STAY TUNED!

Danilo DT

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