K Shaped Economy e rischio inflazione: il lato oscuro del dominio Tech
Diciamocelo chiaramente: se togliessimo quei sette soliti noti dal listino americano, l’S&P 500 sembrerebbe tutta un’altra cosa. Abbiamo vissuto un 2025 dove il 90% della crescita economica statunitense è stata letteralmente risucchiata dal buco nero degli investimenti tecnologici. Sette aziende che macinano la metà dei profitti totali del mercato non sono un indice azionario, sono un’oligarchia mascherata da libero mercato. Eppure, il risparmiatore medio continua a guardare il numerino verde in cima allo schermo senza chiedersi cosa ci sia sotto il cofano.
Il punto però è un altro. Questi colossi hanno pianificato di rovesciare sul tavolo oltre 500 miliardi di dollari in infrastrutture entro la fine di quest’anno. Avete presente cosa significa muovere una massa d’urto simile su semiconduttori, data center e sistemi di raffreddamento? Significa che la domanda di tutto ciò che è fisico — rame, energia, silicio, spazio — sta diventando bulimica. Se la matematica non è un’opinione possiamo quindi dedurre che… udite udite… L’IA non è deflattiva, almeno non oggi. È un gigantesco generatore di potenziale di calda inflazione, metaforicamente e letteralmente.
La trappola termica dell’inflazione da silicio
Qualcuno dovrebbe spiegare a Francoforte e Washington (quindi alle banche centrali) che i data center non funzionano a sogni e algoritmi, ma a Megawatt. E tanti. Se il costo per l’energia sale perché dobbiamo alimentare i sogni di gloria di qualche chatbot (leggasi AI), l’inflazione smette di scendere. Non serve una laurea ad Harvard per capire che se i costi fissi delle imprese aumentano per colpa della bolletta energetica “tech-driven”, quel costo finirà dritto nel prezzo finale del tuo prossimo abbonamento o del pacco di pasta al supermercato.
Ma il quadro si complica se guardiamo oltre l’Atlantico. Mentre il settore tech corre come un centometrista dopato, il mercato obbligazionario sta iniziando a sudare freddo. I bond non mentono mai, o quasi. Se l’inflazione da AI alza la cresta, le banche centrali si troveranno con le spalle al muro. Immaginate la scena: la BCE costretta a fermare i tagli perché i costi dell’energia importata e delle materie prime tech schizzano verso l’alto. Sarebbe il colpo di grazia per chi sperava in mutui più leggeri o in un rilancio del settore immobiliare europeo, già provato da anni di magra. E intanto per chi è un po’ più affine sull’argomento, godetevi il grafico del T Note USA 10yr. Vorrà dirci qualcosa?

Grafico T-Note 10yr YLD by Tradingview
Il paradosso fiscale e il risveglio brusco del risparmiatore
Come se non bastasse, dagli Stati Uniti arrivano segnali di nuovi stimoli fiscali. Tagli alle tasse e prelievi agevolati dai fondi pensione per comprare casa sono benzina gettata su un fuoco che già scoppietta. È una mossa elettorale magistrale, ma un disastro per chi deve gestire la politica monetaria. Ci troviamo davanti a un’economia a forma di K (la famosa K shaped Economy) sempre più divaricata: da una parte il paradiso dei semiconduttori che viaggia a velocità curvatura, dall’altra il mondo reale che fatica a pagare il riscaldamento e i costi di finanziamento.
Pensate davvero che questa divergenza possa durare all’infinito senza che l’elastico si spezzi? Il mercato è come un acrobata che sta cercando di fare giocoleria con le torce accese mentre cammina su una corda tesa. Finché le torce girano, lo spettacolo è magnifico. Ma il costo di quelle torce (l’inflazione) sta diventando insostenibile per la stabilità del sistema stesso. Non è pessimismo, è semplice aritmetica applicata alla realtà.
Invece di inseguire l’ultimo tweet sul nuovo chip miracoloso, forse sarebbe il caso di chiedersi chi pagherà il conto della luce di questa rivoluzione. Il rischio è che il tanto atteso “atterraggio morbido” si trasformi in una brusca frenata proprio quando tutti avevano tolto le cinture di sicurezza. Vi sentite davvero pronti a vedere le banche centrali fare retromarcia e tornare a ruggire sui tassi d’interesse proprio mentre l’economia reale inizia a perdere colpi? La risposta, temo, non vi piacerà perchè fa paio con quella bestia grama che in molti nominano ultimamente quasi sottovoce. STAGFLAZIONE.
STAY TUNED!
(Clicca qui per ulteriori dettagli)
Segui @intermarketblog
Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia. Se sei interessato agli argomenti qui espressi e vorresti approfondirli, contattami!
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)
(Se trovi interessante i contenuti di questo articolo, condividilo ai tuoi amici, clicca sulle icone sottostanti, sosterrai lo sviluppo di I&M!).
Ecco il mio LIBRO in Versione E-Book e Cartacea.
- Per l’investitore che vuole migliorare l’efficienza del risparmio gestito.
- Per il trader che vuole smettere di guardare i grafici 12 ore al giorno.
- Per chi cerca un metodo replicabile, logico e privo di stress per gestire i propri risparmi.
I mercati non devono rappresentare un casinò.
Smetti di essere una preda degli algoritmi. Impara a danzare con loro. Versione E-Book e Cartacea.

