La Corona Danese (DKK) sarà il nuovo Franco Svizzero (CHF)?
Quanto è successo in Svizzera qualche settimana fa è noto a tutti. La SNB ha deciso in modo abbastanza imprevisto, di abbandonare quel floor posto a 1.20 che “difendeva” il Franco Svizzero da una eccessiva rivalutazione. Un floor che solo fino a qualche giorno prima, era stato dichiarato invalicabile dallo stesso Jordan, banchiere centrale elvetico. Ma lo stesso floor alla fine ha ceduto. Il bilancio della SNB aveva raggiunto livelli insostenibili. E così in un amen ecco il cross del CHF contro EUR crollare rapidamente anche sotto l’unità.
In questi giorni, un’altra moneta è stata presa di mira dai traders, un’altra valuta che proprio come il CHF, sta “lottando” contro un eccessivo rafforzamento. E questa valuta è la corona danese (DKK). Ma facciamo attenzione a non fare confusione.
La Svizzera aveva creato in “sua autonomia” un floor che la banca centrale, la SNB voleva difendere. La Danimarca invece “gode” di un accordo bilaterale e quindi creato in accordo con l’Unione Europea. Questo accordo dice che corona ed Euro hanno come punto di equilibrio il cross a 7.46038, con un margine di oscillazione pari al 2.25%.
Nel momento in cui Zurigo ha mollato il floor, tutti si domandano se anche Copenaghen sarà costretta ad abbandonare il “peg”.
Tanto per cominciare, tra le due valute (CHF e DKK) contro Euro ci sono delle differenze.
Sei differenze tra CHF e DKK
La prima è di tipo anagrafico. Il floor del CHF è decisamente più giovane (3 anni) contro un accordo (per del DKK) che addirittura ha basi che poggiano negli anni ’80.
Seconda cosa: il bilancio della Danmarks Nationalbanke è decisamente più “sotto controllo” e per certi versi la banca centrale danese è anche più allenata. Infatti, come spiegato in un blog anni fa, nel 2012 fu proprio la banca centrale danese ad essere pioniera nei tassi negativi. Fu lei a portare il tasso di deposito delle banche presso l’istituto centrale a -0.2% al fine di rendere poco interessante l’eventuale deposito di capitali stranieri in Danimarca, visti gli allora “sentori di tempesta” all’interno dell’Eurozona stessa (ve lo ricordate lo spread oltre i 500bp?)
Terza cosa: il peso della DKK rispetto al CHF è decisamente minimale a livello globale. La Danimarca resta uno stato molto solido ma ha una moneta che pesa sul panorama forex solo lo 0.8%. Sei volte e mezza MENO del CHF che invece è una vera antagonista di EUR, JPY e USD che infatti pesa per un 5.2%.
Quarta cosa: riserve valutarie. La Svizzera si era trovata costretta ad accumulare ben 500 miliardi di USD. La Danimarca invece oggi ha un bilancio di 600 miliardi. Ma non di dollari bensi di corone (ovvero circa 94 miliardi di USD). Mi sembra di poter dire che ad oggi sono ancora ben altre cifre che permettono, in caso di emergenza, ancora molto spazio di manovra. Tenuto conto che il PIL danese è pari a circa 330 miliardi di USD, si tratta di circa il 27% anche se i dati più aggiornati poratno questa percentuale al 35%. Se guardate questo grafico capirete che la SNB viaggiava su ben altre cifre.
Quinta cosa: come detto il floor della SNB era unilaterale. Per la Danimarca c’è un accordo BI-laterale con la BCE.
Sesta cosa (che in pochi sanno): è vero che il peg prevede una banda di oscillazione posta a 2.25%. Ma la banca centrale danese è “testona” e cerca di difendere una banda più stretta pari all’1%. Ve la dico in modo semplice. Oggi il mercato tasta il polso alla Danmarks Nationalbanke. Ma se quest’ultima non reggerà, potrebbe dover testare il contrasto della BCE (visti gli accordi). Si arriverà ad osare tanto?
Intanto una news dell’ultima ora:
(Bloomberg) — Denmark signaled a change in strategy that is likely to focus more on building foreign currency reserves after the central bank refrained from delivering a rate cut that had been predicted by the country’s biggest banks.
Nationalbanken’s decision not to cut its benchmark deposit rate from minus 0.75 percent today was “highly surprising,” according to Jan Stoerup Nielsen, a senior analyst at Nordea Markets, a unit of Nordea Bank AB, in Copenhagen. He had predicted a cut to minus 1 percent, together with Danske Bank A/S. Policy makers will now probably rely more on reserves and even unconventional tools such as quantitative easing to save the krone’s peg to the euro, he said.
La Danimarca quindi “cambia strategia” e abbandona momentaneamente la strada dei tassi di interesse per dedicarsi all’acquisto di valute estere. Come detto di spazio ce n’è ancora molto. Per il momento, quindi, la corona danese NON seguirà le orme del Franco Svizzero. Ma come sempre il mercato, poi, potrebbe sorprenderci…
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