La FOLLE razionalità del mercato

19 Febbraio 2020 14:10

Tutto non va, tutto non quadra. Eppure le borse continuano a salire. Ma come diavolo è possibile?
Ormai è quasi diventato un luogo comune, ma visto il contesto in cui ci troviamo, diventa complicato pensare diversamente.
Vero, c’è stata una piccola inversione ciclica che dovrebbe aver dato un po’ di sprint al mercato. Ma è altrettanto vero che il coronavirus (e soprattutto la paura, le restrizioni ed i blocchi generati dalla problematica) ha creato un effetto FRENATA non di poco conto. Apple non si vuole pronunciare sul futuro. E così dovrebbero fare tutti perché OGGI è impossibile ponderare un realistico impatto del problema sul tessuto economico e finanziario.

Ed invece no. Il mercato si fida. Si fida del PUSHER che continua a bombardare di liquidità il mercato. In primis la PBoC che continua la sua campagna di sostegno. E poi tutte le altre banche centrali che non si tirano e non si tireranno di certo indietro. Anche perché i problemi economici si iniziano anche a trovare al di fuori dei confini di Pechino. Dopo i pessimi dati del Pil giapponese del quarto trimestre 2019, possiamo tranquillamente ipotizzare che Tokyo entrerà in recessione. E la BoJ ha già fatto tanto e tanto farà ancora.

Ma sarà nuovamente sufficiente? Le stesse banche centrali se lo stanno domandando. Il Post di ieri sulla Germania già anticipava qualcosa. Ma non si parla solo di BCE. Anche la FED chiede a gran voce l’impegno dei governi nell’affrontare la problematica di un possibile stimolo fiscale, proprio perchè perché la politica monetaria da sola non ce la fa più. E ripeto, sono le stesse banche centrali a dirlo perché iniziano a sentire che con la sola liquidità, economia inizia a faticare a reagire.

Era questione di tempo. E il tempo sembra essere arrivato. ANCHE perché…provate a porvi questa banale domanda:

“se veramente la liquidità è la panacea di tutti i mali, come mai in passato non si è mai fatto ricorso ad una fase espansiva modello “helicopter money” tendente all’infinito”?

Non è una questione banale, anzi, è assolutamente un quesito che OGNUNO dovrebbe porsi.
Ecco perché tutti chiedono maggior impegno fiscale, per chi può. Germania in primis, e magari anche USA, anche se non con un impatto così “disruptive”. E poi c’è l’Italia.

(…) Ecco, gli italiani. Il paese è stabilmente in coda alle previsioni della cosiddetta crescita europea, con distacco crescente. Lustri di ricette economiche sbagliate non sono trascorsi invano. O forse sì, perché quando anche noi finiremo ufficialmente in recessione, tra un paio di mesi, ci sentiremo ripetere dai quattro angoli dello schieramento politico che “è ora di finirla con l’austerità”. Tutto molto bello, se non fosse che la posizione fiscale italiana è espansiva ormai da parecchi anni, quindi l’austerità non esiste ed i risultati li abbiamo sotto gli occhi. Del resto, avrete visto le pacche sulle spalle ed il trenino per il +0,1% di PIl stimato dal reddito di cittadinanza, che però costa lo 0,3%, no? Oppure la sortita da Barone di Münchhausen di chi voleva aumentare l’occupazione aumentando gli inattivi mediante pensionamenti, ricordate anche quello? (…) [Source

Mario Seminerio sempre pittoresco, ma comunque efficace, perché per il Bel Paese la situazione è estremamente complessa. Ma quella dell’Italia è un’altra storia, magari un giorno ne parliamo. Ma torniamo al problema originario.
Tutto fa pensare ma i mercati se ne fregano. Lasciando da parte il rinnovato interesse alla M&A bancaria italica, focalizziamoci un attimo sugli USA, e scopriamo che in realtà chi ha mosso tutto chi è stato? Di certo non il Value, che si trova ormai ad un imbarazzante gap rispetto ai titoli Growth, padroni del mercato.

Russell: Value vs Growth

Pian pianino si sta ricreando lo stesso scenario visto nel 2000, non so se vi sovviene alla mente qualcosa. E i money manager tornano ad essere convinti che il Growth continuerà a dominare

Money Manager: Value vs Growth

A dire il vero, a parziale giustificazione di questo atteggiamento, c’è questo dato. Ricordate, chi comanda in borsa sono sempre gli utili.

Crescita Utili SP500

Cinque, diconsi cinque società dominano in lungo ed in largo indici e mercati. E tutto il resto quanto pesa? E se questi 5 big cambiano la tendenza? Siamo ormai FAMG ( o FANG, FAANG o meglio ancora NYFANG+ dipendenti)

• Just five stocks — Facebook, Amazon, Apple, Microsoft and Alphabet — account for the S&P 500′s year-over-year EPS growth, according to Goldman Sachs.
• “Mega-cap earnings strength contrasts with small-cap earnings weakness,” the firm’s analysts led by David Kostin said.
• The “FAAMG” basket accounts for 18% of the total S&P 500 value. The last time there was such high concentration among just 5 names was during the tech bubble. This time around, however, Kostin said the market is on firmer ground. (…) [Source] 

Quindi per molti la festa non è finita (visto che si spingono ancora i growth). Per altri invece la festa ha bisogno di nuova linfa fiscale, sennò rischia di finire. Senza poi dimenticare che ci sono elementi che potrebbero far collassare le cose anzitempo, dando pochi margini di intervento a governi e banche centrali.

Quindi…

…non diamo nulla per scontato in questa fase. Tutto è ampiamente opinabile e tutto è da dimostrare.

Next step? Un QQE (quantitative and qualitative easing) a tutto tondo con delega all’acquisto di equity. Tanto per alimentare quello che oggi inizia a dare segni di stanchezza. E poi vedremo.

STAY TUNED!

Danilo DT

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