Ma la mia BANCA è sicura e solida? (Occhio alla caccia alle streghe!)
I miei risparmi sono al sicuro? Come faccio a sapere se la mia banca è solida, ben patrimonializzata e non è a rischio default (fallimento)? Alcuni indici patrimoniali possono aiutare moltissimo. Ecco quali sono.
Fare populismo è fin troppo facile con la vicenda del “risparmio tradito” e delle perdite per gli investitori che hanno acquistato azioni ed obbligazioni subordinate delle famose quattro banche smembrate e parzialmente salvate.
Magicamente, ora, tutte le banche sono diventate teoricamente insolventi, tutte stanno per fallire e tutti i risparmi stanno per essere polverizzati.
Fermi tutti. Andiamoci cauti e cerchiamo di fare rapidamente luce sulla vicenda. E’ indiscutibile il fatto che probabilmente molti titoli sono stati venduti male, e che molti risparmiatori hanno sottoscritto obbligazioni subordinate senza essere consapevoli di cosa significhi la frase “clausola di subordinazione”. Ma è altrettanto vero che molti risparmiatori si sono lasciati ingolosire da cedole più “grasse” e che hanno sottoscritto pensando che tanto è una banca e non può fallire (credenza popolare).
Come tutte le volte, anche in questo caso bisogna guardare l’altra faccia della medaglia e quindi occhio al terrorismo mediatico.
Non voglio dilungarmi su quanto sta accadendo in questo momento sulle banche italiane, anche perchè ne ho già palato generosamente in passato nella categoria BAIL IN e poi, siamo onesti, siamo informati sull’argomento in modo fin troppo invasivo ed estremista.
Quello che voglio ricordare ai risparmiatori è che non bisogna fare di TUTTA l’erba un fascio. Ci sono banche più solide e altre meno, come ci sono investimenti più rischiosi di altri. Ciò che il risparmiatore deve a questo punto chiedere alla propria banca sono i requisiti patrimoniali, i quali devono essere in linea con quanto definito dalla BCE.
Uno di questi indicatori rappresenta il rapporto tra il patrimonio di base di una banca (Tier1) e gli impieghi ponderati per il rischio. E’ in ratio importante che illustra bene la qualità del bilancio di una banca, Le banche più virtuose avranno quindi un indicatore più grande. Quelle meno solide, produranno un numero più piccolo. Andiamo al sunto.
Occhio a questi tre parametri, annotateveli e provate a cheidere alla vostra banca news a questo proposito, possibilmente con dati aggiornati al mese di SETTEMBRE 2015.
a) Common Equity tier 1 capital ratio: minimo richiesto da normativa Europea “Basilea 3” pari al 7%
b) Tier 1 capital ratio: minimo richiesto da normativa Europea “Basilea 3” pari all’8,5%
c) Total capital ratio: minimo richiesto da normativa Europea “Basilea 3” pari al 10.5%
Se gli indici della vostra banca sono superiori a queste cifre, potete stare tranquilli. E più sono elevati e meglio è. Una banca che considero “benchmark” in italia è Intesa San Paolo. I tre indici sopra descritti sono pari a 13.4%, 14.3% e 17.30%. Tenete conto che nel panorama italiano, parlando di banche NON di investimento ma tradizionali, questa banca rappresenta una delle realtà più solide.
ALLEGATO: Basilea 3 – L’indice di leva finanziaria e irequisiti di informativa pubblica
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