BANCHE: ennesimo PASTICCIO all’italiana
Molto probabilmente un nuovo decreto salverà il 30% di quei risparmi persi con Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio della provincia di Chieti. Ma poi per le altre banche in crisi non sarà più così.
Nelle scorse giornate vi ho spiegato cosa è successo alle quattro banche italiane salvate in “zona Cesarini” dall’iniziativa governativa che non poteva salvare in toto i soldi dei risparmiatori più “aggressivi” (possessori delle azioni e delle obbligazioni subordinate delle quattro banche) in quanto non più permesso dalla normativa comunitaria. Ma se non si faceva nulla, era peggio. Il primo gennaio 2016 è dietro l’angolo, e quella data significata “BAIL IN” con tutto quello che comporta.
E allora che si è fatto? Un pastrocchio all’italiana che però, credetemi, era l’unica strada da poter intraprendere. Certo, se si fosse agito prima si potevano fare molte cose. Invece si è tergiversato.
Morale: CariChieti, Popolare Etruria, CariFerrara e Banca Marche sono state “salvate” nel modo che vi ho spiegato QUI.
Il problema era per i risparmiatori, come detto, che avevano comprato i bond subordinati e le azioni. Loro avevano perso tutto, mentre invece tutti gli altri investimenti sono stati salvati.
PROBLEMA: gli investitori in queste categorie di titoli erano CONSAPEVOLI?
PROBLEMA nr. 2: gli investitori che forse erano consapevoli, ora lo ammettono che hanno deciso di loro “pugno” di assumersi un rischio più alto in cambio di un rendimento maggiore?
Queste due domande sono protagoniste assolute ma…è possibile dare delle risposte definitive ed esaustive? NO, è impossibile.
Morale: chi perde i soldi è (giustamente) arrabbiato con il mondo intero e che fa? Marcia su Roma.
Sono tanti, indignati e demoralizzati, e in queste ore si stanno preparando per “invadere” piazza Montecitorio a Roma, dove si trova la Camera dei deputati. Sono l’esercito delle “vittime del Salva Banche”, ovvero i piccoli risparmiatori (in totale sono 130mila, tra cui 10mila famiglie con obbligazioni subordinate andate in fumo per un totale di 780 milioni di euro) che lunedì 23 novembre sono andati in banca e non hanno trovato più i propri risparmi. Perché investiti in obbligazioni subordinate o azioni di una delle quattro banche salvate dal governo, Banca Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara, Cassa di risparmio della provincia di Chieti . E che, a seguito del salvataggio, sono state azzerate. (Source)
Sono certo che tra questi ci sono quelli che effettivamente possono definirsi “truffati” ma anche coloro che non ammetteranno mai la verità, ovvero che, orfani delle maxi cedole degli anni scorsi, hanno accettato un rischio maggiore in cambio di una cedola più grassa. E l’esito quale è stato? Beh, si aggiunge un pasticcio al pasticcio.
(…) Il governo starebbe insomma valutando un intervento universale, che andrebbe a coprire parte delle perdite subite da tutti e 130 mila i risparmiatori sottoscrittori di bond subordinati, che hanno perso secondo le stime tra i 300 e i 330 milioni di euro. Il punto fondamentale sono i soldi. (…) La cifra sarà più bassa, 100 milioni in tutto. Su chi debba finanziare queste risorse ancora si sta discutendo. (…) Ma è probabile che alla fine si arrivi ad un accordo «fifty-fifty», ossia cinquanta milioni dal governo e cinquanta dalle banche. Chi ne avrà diritto? Il ristoro dovrebbe valere per tutti i piccoli risparmiatori, ma con un tetto a 50 mila euro. Non riceverebbero l’intero ammontare delle somme perse, ma solo una cifra attorno al 30%. (Source)
Wow, l’effetto della Marcia su Roma ha avuto I suoi effetti. Per carità, sono felicissimo per tutti coloro che recupereranno parte delle cinfre invetsite, e ci mancherebbe.
Ma attenzione, questo intervento è “border line” ed ovviamente verrebbe strutturato in modo tale da non farlo figurare come “aiuto di Stato”. Quindi occhio alla benedizione che deve arrivare da Bruxelles, condizione necessaria per far continuare il progetto del cosiddetto “Fondo di Solidarietà per gli investitori in strumenti finanziari subordinati”.
A questo punto però, permettetemi, indipendentemente da come si risolverà la questione, si apre un altro problema.
Una questione di “precedenti”.
La domanda che mi pongo è la seguente: se si troverà una “quadra” di questo tipo, possiamo allora dire che, in caso di futuri fallimenti bancari, che per forza di cose finiranno con il Bail In e tutto ciò che consegue, si verrà incontro ai risparmiatori con questi “sostegni pastrocchio”?
Ovvio, è tecnicamente impossibile e la gente deve essere BEN conscia che si è fatto un “agreement” irripetibile.
Intanto però, vi ricordo quali sono le altre 9 banche che sono in amministrazione controllata e che quindi sono candidate al futuro “bail-in”.
Vi ripresento l’elenco, già portato a vostra conoscenza nei giorni scorsi, di queste banche italiane in difficoltà. (tralascio quelle che non sono banche). Forse i clienti di queste banche dovrebbero quantomeno essere consapevoli…
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