Mercati: arriva il derisking in attesa della FED
I mercati perdono il feeling con il rischio e difatti il quadro passa ad essere tendenzialmente risk off.
Dopo mesi in cui la fiducia regnava sovrana, ora gli operatori, malgrado l’ormai prossimo Natale che dovrebbe portare come regalo il suo fatidico rally (che comunque nono è stabilito per contratto, sia ben chiaro) si muovono con estrema prudenza.
Le motivazioni sono molteplici.
Il petrolio in caduta libera, l’ISIS che sembra incontrollabile, la BCE che delude i mercati, la FED che resta un incognita per metà mese, la Cina che frena e svaluta lo Yuan, la ripresa che non convince… Insomma, tutti quei rischi latenti che fino a qualche settimana fa erano assopiti, tornano prepotentemente di moda, anche se certi eventi hanno innescato nuovamente quella che possiamo definire una “paura generica”.
Non proprio un rischio chiaro e definito, ma più rischi, quasi a livello sistemico. E nel dubbio, meglio prendere profitto e stare ad aspettare, quantomeno la FED.
Definirei questa situazione come derisking, e il grafico intermarket lo illustra bene.
Grafico intermarket
Bund che, dopo un po’ di volatilità, riprende quota e torna a lievitare verso i massimi, azionario che invece è sempre più debole e posizioni speculative contro Dollaro Usa che vengono chiuse.
E le materie prime, ahimè, sempre deboli anche a causa del petrolio.
Certezze quindi poche, rischi percepiti tanti.
E’ una questione di sentiment, senz’altro, e con l’occasione ci si risveglia e ci si rende conto che forse il mondo non è poi così bello come sembra.
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