MERCATI e speculazione in movimento post meeting BCE

4 Dicembre 2015 10:30

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Le reazioni nevrotiche dei mercati finanziari hanno delle chiare logiche in ambito intermarket. Solo le materie prime restano statiche, in attesa dell’OPEC che oggi si riunirà a Vienna

Interkmarket

rules! La giornata di ieri ha fatto capire a tutti come è strutturato il mercato. Per farla molto breve, la reazione alle prese di posizione della Bce ha testimoniato come i mercati siano guidati dalla speculazione.
Draghi ieri, ha praticamente negato ai mercati, parte di quella benzina che si dava già per scontata. Solo 60 miliardi di Euro di acquisti mensili, e non un centesimo in più. Il consensus viaggiava con un +10/15 miliardi di acquisti al mese.
Tasso sui depositi: un taglio di soli 10 centesimi, che ha portato il tasso a -0.30%. Molti si spingevano anche al -0.50% se non addirittura oltre.
Tasso REPO (o tasso BCE): mantenuto tale e quale. Ma c’era chi sperava in un passaggio in negativo.
Aumentata la base di acquisto includendo anche titoli regionali e non solo più governativi.
E stop.
Pensateci un attimo, visti anche i miei post sulla correlazione tra la politica Bce e l’economia dell’Eurozona (che resta molto bassa) i mercati non sarebbero dovuti essere cosi sensibili. Ma cosa è successo?
Quanto deciso da Draghi ha di per se influito sulla curva dei tassi e quindi sul cross EUR USD e indirettamente sul differenziale di rendimento tra la curva USA ed Eurozona.
La reazione dei mercati è stata quasi perfetta. Un orologio nel suo meccanismo, he si è solo inceppato su un ingranaggio, ma con una giustificazione.

Grafico intermarket

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Il grafico è evidente. Il discorso di Draghi ha portato ad una violenta rivalutazione dell’Euro (ricordate? Parte tutto da qui) che poi ha colpito anche le altre asset class che hanno subìto la necessità di chiudere delle operazioni speculative. Quindi giù azioni e obbligazioni.
Mancano all’appello le materie prime: motivazioni? Secondo il mio parere sono due.
La prima: oggi c’è il meeting OPEC a Vienna. Il peso del petrolio è troppo determinante per il prezzo delle commodity e quindi una decisione nel meeting di oggi sarà decisiva per l’andamento delle materie prime.
La seconda: Draghi nel suo discorso ha rivisto al ribasso le stime sull’inflazione. Elemento negativo per il CRB.

Una piccola nota sull’EURO (che dice tutto…). Da quando è nato l’Euro, MAI e dico MAI era successo che in intraday ci fosse un’escursione di +4.34%. Speculazione pura.

Sui fondamentali di certo, quindi, non è cambiato nulla. Quanto visto ieri resta quindi una reazione nevrotica che ha visto operare la speculazione.
Io auspicavo un ritorno in area 1.10 per ricominciare a valutare il Dollaro USA. Ma questo mercato brucia le tappe, confermando quanto è diventato tutto tremendamente difficile e quanto si preannuncia complesso il 2016.

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Danilo DT

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