MERCATI: scatta il take profit con il rischio “impeachment”
Tanto tuonò che piovve.
In realtà la correzione di ieri è un qualcosa che fatico a definire preoccupante, proprio per l’entità della crescita dei mercati negli ultimi mesi. Dopo un rally che dura da mesi, è più che salutare una pausa di riflessione.
Quello che bisogna capire, ora, è l’entità della stessa correzione anche perchè le motivazioni che possono spingere i mercati al ribasso per un po’, non mancano di certo.
E’ abbastanza eloquente come gli indicatori Global Risk on-Risk off index abbiamo invertito al ribasso con estrema forza.
Global RISK ON RISK OFF Index
La verità di questa inversione la possiamo anche leggere (e conferma quanto detto) anche in altri due grafici. E scusatemi se insisto sempre coi grafici ma sono la manifestazione della realtà del mercato che certifica che, quando scrivo, certo di essere sempre concreto, realistico e difendibile anche se, ovviamente, le mie sono solo opinioni sempre discutibilissime, essendo l’ultimo degli ignoranti in ambito di asset management).
Il primo grafico è sulla volatilità. Solo l’Oil (Petrolio) vive una situazione indipendente. Troppo forte è l’influenza delle prospettive OPEC e della politica dei tagli e dei prezzi (in pratica si vogliono fare carte false per riportare il petrolio in area 60$/barile, altrimenti i paesi estrattori ci rimettono).
Volatility index
Il secondo è banalmente un grafico intermarket dove, in versione “old style” si vede come in fase di difficoltà si torna alle origini. Denaro su quello che è “safe haven”. Ma con una novità. Il Dollaro USA non è più protagonista nel fly to quality visto anche il rischio “impeachment” che aleggia sul mercato USA. Oggi la valuta regina è l’Euro che dopo le elezioni francesi dà maggiori certezze.
Fino alla prossima puntata.
Intermarket Chart
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